Clamorosa svolta nelle indagini per la morte di Costantin Gabureanu, 43enne di nazionalità rumena, dipendente di una delle ditte che lavorano in subappalto per la nuova linea ferroviaria dell’alta velocità, trovato morto giovedì nelle acqua del fiume Calore a Ponte. Non si sarebbe trattato di una morte accidentale, come gli inquirenti avevano ritenuto in un primo momento, ma di un omicidio preterintenzionale. E seguendo questa ipotesi investigativa ieri pomeriggio è stato notificato a G. C., 22enne di Torrecuso, un avviso di garanzia. In questa fase l’indagato, difeso dagli avvocati Roberto Pulcino e Vincenzo Regardi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Prevista anche la copia forense del suo telefonino per acquisire le chat che si è scambiato con alcuni suoi conoscenti.
Trovato morto nel Calore: era scomparso da giorni, il corpo rintracciato sul fondo del fiume
L’indagato è stato, secondo l’accusa, il principale protagonista di una lite in un bar di Ponte avvenuta nella serata di sabato, ultima volta in cui è stato visto Costantin. In quell’occasione il 22enne avrebbe procurato al rumeno delle ferite che potrebbero aver accentuato le sue già precarie condizioni. Anche a causa delle percosse subite, il 43enne sarebbe poi scivolato nel fiume, dove è stato trovato senza vita nella giornata di giovedì.
LA RICOSTRUZIONE
Assume dunque un rilievo decisivo l’esito dell’autopsia che è stata già disposta dal sostituto procuratore della Repubblica che coordina le indagini Maria Colucci. Nella visita esterna del corpo già effettuata da parte del medico legale Francesco La Sala non sono apparse ferite provocate da armi da fuoco o da lame e nemmeno ecchimosi causate da percosse. Ma l'esame autoptico potrebbe rilevare lesioni di organi interni. I carabinieri della compagna di Benevento sono hanno ricostruito, intanto, le ultime ore dell'uomo. Gli accertamenti sono partiti dalle dichiarazioni di alcuni avventori del bar Anymore Cafè di Ponte in via della Stazione. Qui ci sarebbe stato un alterco tra il 43enne, che appariva particolarmente adirabile probabilmente anche a causa dell’alcol. Alla base della lite qualche apprezzamento nei confronti di una ragazza. Sembrava tutto finito lì. Ma Costantin ha ritenuto che qualcuno degli avventori che erano intervenuti nella lite potesse aggredirlo di nuovo. Da qui la decisione di allontanarsi dal locale a piedi lungo la strada che attraversa un ponte e giunge alla località Collepiano e quindi ai prefabbricati dove i dipendenti della ditta per cui lavora hanno i loro alloggi. In effetti sembrerebbe che il suo timore di essere aggredito fosse fondato perché qualcuno lo avrebbe effettivamente seguito. A quel punto il 43enne avrebbe scavalcato un guardrail che delimita la carreggiata e si sarebbe nascosto in un canneto che costeggia la sede stradale fino al fiume, per depistare l’inseguitore. Nel fare ciò sarebbe scivolato finendo quindi nel fiume e annegando. Intanto i carabinieri stanno effettuando in queste ore anche una decina di notifiche ai familiari del rumeno, particolarmente numerosi: due fratelli vivono in Italia, mentre in Romania, dove Costantin aveva anche un figlio, vivono la madre, due sorelle e altri due fratelli.
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