
Primo in Serie A per recuperi alti, Re dei contrasti in biancoceleste: la Lazio si gode l’esplosione del regista marocchino
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L a nuova Formica Atomica è Reda Belahyane. Una formica con l’elmetto, un folletto effervescente, sentinella di tanti giocatori del Monza domenica. Preda sua, il pallone. Ha sprigionato un pressing furibondo lanciandosi a caccia di possessi e avversari. Temerario a centrocampo, in difesa, sulla trequarti. Pressando in avanti, coprendo all’indietro. Ronzando minaccioso. S’è fatto trovare dove ci si doveva far trovare per rincorrere mezzali e attaccanti, per sradicare palloni. Frapponendosi col corpo, sorpassando e piombando sulla preda. Anche al posto dei compagni. La clip della sua partita col Monza è il compendio dei recuperi che sta centrando. Faceva parte della bigiotteria di Baroni e Sarri, è nella gioielleria di Gattuso. Vogliamo ricordare che fine aveva fatto? In panchina col primo. Trasformato in mezzala da Mau tanto per dargli un ruolo. Oggi Reda Belahyane è il giocatore della Serie A che ha guadagnato più possessi nel terzo di campo centrale (21). E’ il giocatore della Lazio che ha recuperato più possessi (29) e che ha vinto più contrasti (otto).
La svolta per Belahyane
«Gattuso mi ha capito», la prima confessione di Belahyane, 22 anni. «Mi sono scusato con lui», la seconda. Un giorno, in ritiro, è svenuto. S’è presentato nell’ufficio di Rino per scusarsi. L’ha abbracciato. Oggi Belahyane sembra l’orsetto Duracell, irrefrenabile, straripante sul piano atletico. Col Monza è finito sul podio per chilometri percorsi: 11.022 dietro Floriani, Taylor e Isaksen. «Se lo vedi non gli dai un euro, ma è bravo tatticamente ed è sempre nella posizione giusta», la lode di Gattuso. Da play, in costruzione, ha un difetto che Sarri aveva sottolineato subito e che è evidente: «Potrebbe guardare di più in avanti, soprattutto quando usciamo dalla pressione. Invece gioca sempre in sicurezza. Può diventare un giocatore completo», l’aggiunta di Gattuso. Mau ne apprezzava le accelerazioni, gli inserimenti. La giocata in sicurezza non è da prototipo del play di Mau, da regista ballerino, e lo riteneva confusionario nella gestione della manovra. Con Gattuso funziona di più perché parte da regista e fa il mediano di rottura, è doppia la funzione. Il suo spumeggiante catechismo è l’ideale.
Il modulo e le caratteristiche
Con Belahyane la Lazio è camaleontica in corsa. Ci sono momenti in cui s’abbassa e forma una linea a 3 con i due centrali permettendo a Floriani e Tavares di salire. In questa modalità la Lazio si trasforma in 3-4-3 con Taylor e Frattesi sulla linea dei terzini volanti più il tridente. E’ una modalità che s’era vista col Milan. Belahyane, cambiando ruolo, permette agli esterni di lavorare in ampiezza e alle mezzali di lanciare assalti. Gattuso ne ha fatto una trottola. Nelle clip si vede coprire fino alla linea di fondo o lanciarsi sull’out destro. I suoi sono blitz a tutto campo per sporcare trame, interromperle. Belahyane oggi è un tesoro da conservare e proteggere gelosamente. Rovella e Cataldi, in fase di rientro e di rodaggio, rincorrono. I loro infortuni, due capricci del destino, hanno costretto Rino ad arruolare Belahyane. Un piccolo Gattuso.
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