
di Marco Antonini
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mercoledì 9 settembre 2026, 01:40
FABRIANO - Assemblea e sciopero dei dipendenti dello stabilimento Beko di Melano-Marischio. Presente anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, al presidio davanti ai cancelli. Arrivati diversi esponenti del consiglio regionale e i sindaci del territorio, Ghergo e Grillini, in primis.
Il nodo
Lo sciopero è stato indetto da sindacati e Rsu anche alla luce dei numeri di settembre: sei giorni di chiusura totale dello stabilimento di Melano, dal 23 al 30 settembre, e per tutto questo mese utilizzo della cassa integrazione che porta a una capacità produttiva attorno al 60%. Il tutto giustificato da un calo di volumi, nonostante, a seguito degli accordi sottoscritti al ministero delle Imprese, le uscite incentivate di tute blu siano state oltre 90, rispetto alle 66 dichiarate quali esuberi. «A 16 mesi dalla firma dell’accordo – hanno denunciato le parti sociali – che avrebbe dovuto garantire stabilità, occupazione e prospettive industriali di lungo termine, la realtà che viviamo ogni giorno all’interno dello stabilimento è drammatica. Il calo reale del ricorso alla cassa, obiettivo centrale e spirito fondante dell’intesa, è rimasto una promessa del tutto disattesa per la maggioranza dei lavoratori e soprattutto per quelli con ridotte capacità. Senza considerare il ritardo negli investimenti, circa 62 milioni di euro, su prodotto e innovazione», le parole dei sindacati e delle Rsu. A stretto giro la replica della multinazionale. «La preoccupazione dei sindacati è comprensibile, ma l’azienda non ha smesso di investire su Melano - le parole di Maurizio David Sberna, direttore delle relazioni esterne di Beko - In un contesto di mercato dove le vendite continuano a calare abbiamo investito sui processi per rendere il sito più competitivo, nonostante la crisi del settore sia strutturale. Continueremo ogni sforzo per dare compimento al piano industriale, con gli aggiustamenti che si renderanno necessari per non compromettere ulteriormente la sostenibilità economico-finanziaria dell’azienda. Le vendite continuano a calare, i cinesi continuano a mangiare quote di mercato in modo considerevole e il trend di vendita riguarda principalmente solo i prodotti a basso valor aggiunto. Su Melano i volumi calano su alcune categorie, ma in generale è lo stabilimento che è in miglior salute tra quelli italiani».
La sindaca Daniela Ghergo punta i piedi: «Non possiamo permettere che incertezze strategiche o scelte di riorganizzazione aziendale scarichino il loro peso sulle famiglie e sul nostro territorio. Pretendiamo il rispetto dell’accordo siglato da Beko al Ministero ad aprile 2025, finora disatteso. Salvaguardare ogni singolo posto di lavoro, sia diretto che dell'indotto. Bisogna incalzare il Ministero affinché mantenga la massima attenzione sulla vertenza e si arrivi a impegni vincolanti». La segretaria dem Schlein osserva come «Beko non stia rispettando l’accordo. Le multinazionali non possono venire a fare il bello e il cattivo tempo su questi territori, sfruttarli e poi andarsene, tanto più se hanno ricevuto un sostegno pubblico».
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