Bce, la crisi energetica colpisce famiglie più povere. Lo studio

2026/08/06

Categories: world-news

Secondo uno studio della Bce, il 9% del bilancio delle famiglie "a più basso reddito" viene destinato al pagamento dei beni energetici, carburanti e bollette energia, contro una media del 5,5%. Stando all'analisi, questi nuclei familiari “non dispongono dei risparmi necessari per distribuire i consumi e dipendono quasi interamente dal reddito da lavoro"

ascolta articolo

Sceglici su:

I rincari dei prezzi energetici colpiscono maggiormente le famiglie a basso reddito. A confermarlo è uno studio della Bce contenuto nel bollettino economico, secondo cui il 9% del bilancio dei nuclei familiari "a più basso reddito" viene destinato al pagamento dei beni energetici, carburanti e bollette energia, contro una media del 5,5%. Stando all'analisi, i rincari "erodono le risorse accantonate" e queste famiglie, che "dispongono di minori risorse per assorbire gli shock sui prezzi", "registrano un tasso di risparmio mediano negativo e pari a circa il -5,8% del reddito disponibile". Per questo, “non dispongono dei risparmi necessari per distribuire i consumi e dipendono quasi interamente dal reddito da lavoro, il che le espone quando la crescita è negativa". 

Lo studio della Bce

L'analisi della Bce sottolinea anche che "lo shock sui prezzi dell'energia è inequivocabilmente recessivo, dato che frena i consumi aggregati principalmente attraverso perdite di reddito disponibile reale". Tuttavia questa riduzione dei consumi è molto differente da famiglia e famiglia. I nuclei a basso reddito e con debiti sono a "livello di sussistenza" e, in caso di aumenti dei prezzi, devono ridurre i consumi per sostenere una spesa come quella energetica meno comprimibile. Si tratta anche di famiglie che dipendono di più dal reddito da lavoro e che “dispongono di minori risparmi, il che lascia loro scarsa capacità di distribuire i consumi nel tempo in caso di contrazione sia dell'occupazione sia dei salari". Secondo lo studio, invece, le famiglie senza indebitamento "sono in grado di attingere a una gamma più ampia di fonti di reddito e dispongono in genere di risparmi sufficienti per attenuare tale shock". Di conseguenza, i consumi diminuiscono in misura doppia per le famiglie con vincoli di liquidità, circa l'1,4% contro lo 0,7% delle famiglie senza vincoli di liquidità in corrispondenza dello shock iniziale, e ciò sottolinea l'impatto regressivo sui consumi privati degli shock sui prezzi dell'energia. 

Vedi anche

Euro digitale, Bce seleziona 36 banche per progetto pilota: 8 italiane

>> Home