Bastianelli rifiuta i 67mila euro del Comune di Ancona. L’ex uomo dello staff del sindaco: «Loro vogliono una tombale»

2026/09/17

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ANCONA No secco. Francesco Bastianelli, ex uomo dello staff del sindaco Daniele Silvetti, rifiuta la proposta conciliativa del giudice del Lavoro Andrea De Sabbata. Lo ha fatto formalmente martedì, alla vigilia del termine ultimo fissato per ieri nella causa per il licenziamento ritenuto illegittimo. Il Comune, con l’avvocato Alessandro Lucchetti, aveva invece depositato la propria adesione ai 67mila euro lordi più 7mila euro di spese legali proposti dal giudice.

Il nodo

Non è stata una questione di soldi per il ricorrente. È la formula che non è andata giù a Bastianelli: una transazione tombale che lo obbligherebbe a rinunciare non solo alla reintegra (comunque già venuta meno) ma anche ad ogni ulteriore pretesa retributiva e risarcitoria legata al rapporto d’impiego lasciando fermi il licenziamento del 16 gennaio del 2025 e gli effetti del provvedimento disciplinare subito. «Ho dichiarato di essere pronto ad accettare la qualificazione dell’indennizzo effettuata dal Tribunale esclusivamente in relazione all’oggetto della causa - spiega Bastianelli al Corriere Adriatico - avente ad oggetto l’impugnazione del mio licenziamento. Ho inoltre espressamente escluso che ciò possa comportare la rinuncia a eventuali ulteriori pretese risarcitorie estranee all’oggetto della causa, che restano riservate».

L’offerta

La proposta conciliativa del giudice è del 20 maggio scorso e Bastianelli aveva già risposto il 3 giugno «con atto in cancelleria - dice - dichiarando di essere pronto ad accettare la quantificazione esclusivamente in relazione all’oggetto della causa, cioè l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento. Non comprendo la rinuncia ad eventuali ulteriori pretese risarcitorie estranee alla causa». E aggiunge. «Non è corretto dire che il 16 settembre (ieri, ndr) dovessi ancora decidere. Quel termine era per il Comune. La mia posizione era formalizzata da oltre tre mesi». La risposta al giudice comunque è arrivata il 15 settembre, un giorno prima della scadenza che era fissata a ieri. Il Comune aveva accettato invece perché aveva ritenuto l’accordo «congruo e conveniente», anche perché coperto da assicurazione con franchigia di soli 5mila euro. La determina è stata pubblicata sull’albo pretorio del Comune martedì, firmata dal dirigente dell’Avvocatura Massimo Demetrio Sgrignuoli, «lo stesso che firmò il mio licenziamento», evidenzia Bastianelli. Adesso la palla passa al giudice che si riserverà e deciderà nei prossimi giorni come proseguire la causa di lavoro nata dopo l’assunzione di agosto 2023 (con un contratto articolo 90, di 5 anni, in quota Fdl, dopo le 500 preferenze alle ultime politiche comunali), la malattia dall’11 settembre 2024 per denunciato straining e il licenziamento di gennaio 2025.

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