
ALVITI 4,5 – Il suo andamento lento questa volta non serve a mandare fuori giri gli avversari. Anzi: quando Dado finta e rallenta, si trova addosso difensori assatanati e pronti a togliergli spazio e pallone. Il mestiere lo aiuta negli altri ambiti (6 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate) ma non gli asciuga le polveri in attacco né lo salva da qualche dormita difensiva.
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Ucam Murcia – Itelyum Varese 85-58 4 di 14




DUKE 6 (IL MIGLIORE) – L’unico ad accendere qualche luce con costanza, pur in mezzo a errori e forzature. Non ha paura di andare al ferro, a gestire la palla (almeno per costruire qualcosa per sé), a difendere con gambe, occhi e corpo sull’uomo. Conta poco, ma il plus-minus del Duca segna “meno 1” in 25′ di impiego, dato che in una partita persa di 27 è un miracolo. Bravino, dai.
VILLA 5,5 – Ormai ha un appuntamento fisso con il parquet nel primo tempo e fa quel che può in un contesto troppo grande. Punge forte in difesa, poi viene respinto con violenza quando esplora la strada del canestro.
NIKOLIC 4,5 – Se anche il tuo vecchio orologio che non ha mai perso un secondo si ferma; se anche il pick-up che ha superato mille ostacoli tossisce, significa che il momento è davvero complicato. Varese è tradita anche dal suo Mister Affidabilità che si fa stoppare in contropiede, sbaglia tiri aperti, torna anonimo a rimbalzo. Per la prima volta lo vediamo in difficoltà.
HALE 5 – Non è fatto per costruire il gioco e, con Forrest e Marcos che lo braccano, neppure per portare palla con tranquillità. Il primo tempo è un percorso a ostacoli da cui esce frastornato. Meglio quando la pressione cala e quando può giocare “alla Hands”, ovvero con la licenza di costruire tiri per se stesso: chiude con 17 punti ma percentuali ancora troppo basse per servire davvero a qualcosa.
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LIBRIZZI 5 – Vorrei ma non riesco: il capitano non si tira indietro e prova quei cambi di direzione, quei trick, quelle giocate con cui spesso, in campionato, riesce a fare la differenza. Qui però si gioca un altro basket, con l’uomo sempre addosso, con l’aiuto potente in agguato, con lo spiraglio che quando si apre è un imbuto che porta alla stoppata. 1 su 8 al tiro, un assist appena e la sensazione di uscire da una centrifuga.
RENFRO 4,5 – Come Libro, anche Nate è uno che almeno ci prova. Corre, stoppa, piega le gambe, va a rimbalzo: cose giuste che però vengono annacquate dal volume di gioco degli avversari. Ulteriore beffa: la cosa più bella arriva con un decimo di ritardo, la tripla allo scadere del 20′. Mezzo punto in meno perché per un professionista non è accettabile tirare 1 su 7 ai liberi, nemmeno fosse bendato.
KAMAGATE 4 – A Scafati era riuscito a sfruttare la stazza per arrivare al canestro e garantire alla squadra qualche punto a centro area. A Murcia viene letteralmente stritolato e mostra a tutti come, a questo livello, non basta avere chili e centimetri ma è necessario anche muoverli nel modo giusto. 2 punti dalla lunetta e 2 rimbalzi in 13′, Cate lo aggira e lo batte da post basso. Impalpabile.
ROBY 5,5 – Non ancora sufficiente, ma per lo meno vivo soprattutto nel primo tempo quando si dà da fare a costo di sbagliare qualcosa. Però, appunto, fa parte del gioco, prova a risolvere qualche rebus offerto dalla difesa murciana, porta via qualche pallone all’attacco avversario. Con il passare dei minuti torna a sedersi e incide sempre meno, ma almeno lascia intravvedere un po’ di brace sotto alla cenere.
IKANGI 4 (IL PEGGIORE) – Iris, che succede? Kamagate è da 4 perché va a sbattere contro gli avversari, Ikangi invece si incarta da solo. Riceve palla e mette un piede fuori, gliela ridanno e commette infrazione di passi senza essere pressato. Prova a tirare e trova solo il ferro. Fuori bolla.
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