Primi risultati dal progetto di Legambiente, Ispra e Autorità di bacino: il nodo è intercettare gli inquinanti prima che raggiungano il mare

La lotta contro la plastica: barriere galleggianti per salvare il fiume Tronto

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Ascoli, 31 luglio 2026 – Ben tredicimila metri cubi di rifiuti raccolti grazie alla barriera galleggiante installata sul fiume Tronto da Legambiente per il progetto Plasticentro. In esercizio dal 31 ottobre 2025, la barriera, fino allo scorso 21 luglio, ha intercettato rifiuti a prevalente componente plastica. “Il caso del Tronto – sottolineano da Legambiente – conferma l’importanza di intervenire prima che i rifiuti fluviali raggiungano il mare”. In aggiunta all’attività della barriera, il progetto ha interessato i territori di Monsampolo e San Benedetto con monitoraggi e iniziative di raccolta volontaria come quella alla foce del Tronto in collaborazione con la Riserva Sentina. Particolare criticità nelle aree prossime alla foce: sul fiume sono stati effettuati sette monitoraggi, tre presso la foce e quattro lungo le sponde. Complessivamente sono stati monitorati e classificati 9.367 rifiuti, dei quali oltre il 78%, pari a 7.365 elementi, costituito da materiali plastici.
È il primo risultato delle tre barriere installate sui fiumi Tevere, Aniene e Tronto nell’ambito di Plasticentro, il progetto promosso e coordinato dall’Autorità di bacino dell’Appennino centrale, realizzato con la collaborazione di Legambiente e degli altri partner di progetto e finanziato nell’ambito della legge ’salvamare’ per contrastare l’inquinamento da plastiche. L’esperienza maturata ha così consentito di verificare sul campo il funzionamento del sistema anche in condizioni idrologiche particolarmente complesse e di acquisire informazioni utili per il suo progressivo miglioramento.

Marco Casini
Le barriere costituiscono il principale intervento operativo di Plasticentro: intercettando i rifiuti trasportati dai fiumi, permettono di agire prima che questi raggiungano le foci, le coste e il mare, dove il recupero diventa più difficile e oneroso. Parallelamente sono stati realizzati monitoraggi di citizen science lungo le sponde dei fiumi e nelle aree prossime alle foci, con l’obiettivo di individuare quantità, tipologie e possibili origini dei rifiuti dispersi nell’ambiente. Il protocollo, sviluppato da Legambiente e Ispra, prevede la catalogazione dei rifiuti secondo la Joint List elaborata dal Gruppo tecnico sul Marine Litter della Commissione Ue nell’ambito della Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.
“Le barriere installate sul Tevere, sull’Aniene e sul Tronto rappresentano il cuore operativo di Plasticentro e consentono di intervenire sui rifiuti prima che raggiungano il mare. A questa azione si affiancano il monitoraggio scientifico, la collaborazione con le istituzioni e con i cittadini, componenti indispensabili per comprendere il fenomeno e prevenirlo”, ha dichiarato Marco Casini, dell’Autorità di bacino e dell’Appennino centrale.
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