I tavolini in Largo Adua restano. L’ordinanza che permetteva ai locali di poter posizionare le strutture, infatti, è stata prorogata fino alla fine di quest’anno. A fare richiesta al riguardo sono stati gli stessi titolari dei locali che insistono sul giardino, con apposita domanda ufficiale depositata lo scorso 16 settembre.
Nell’ordinanza, firmata dal sindaco Vito Leccese, si sottolinea che “l’allocazione di sedie e tavolini nelle zone al di là della sede viaria rispetto ai pubblici esercizi già in possesso di regolare titolo di occupazione, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei lavoratori, ha sortito l’effetto di attenuare il fenomeno degli assembramenti sui marciapiedi che adducono alle proprietà private, di Largo Adua e Piazza Diaz (lato Istituto Vivante), risultando così funzionale al miglioramento delle condizioni di sicurezza, di decoro e di vivibilità dei residenti”.
Le condizioni di vivibilità
Ad attestare il miglioramento delle condizioni di vivibilità della zona, in seguito all’ordinanza adottata a partire dallo scorso 17 aprile, gli esposti acquisiti agli atti e gli accertamenti effettuati dalla polizia locale. Alla base, quindi, della proroga, l’interesse collettivo di “garantire un’effettiva e piena vivibilità urbana con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti”. Tale proroga ha valore a partire dallo scorso primo ottobre fino al 31 dicembre.
L'ordinanza sperimentale
Ad aprile, quando il Comune aveva deciso di optare per questa ordinanza sperimentale, il sindaco Vito Leccese aveva sottolineato: «L’alta concentrazione di locali e la vocazione all’incontro di queste aree producono, soprattutto in alcune fasce orarie, una pressione significativa sugli spazi pubblici. Questo si traduce spesso in difficoltà per i pedoni e per i residenti, che segnalano problemi anche nel rientro alle proprie abitazioni. Il protrarsi di queste situazioni ha alimentato tensioni che non possiamo ignorare. Con questa ordinanza interveniamo in modo mirato, seppur in via sperimentale, per ridurre le criticità segnalate, alleggerendo la concentrazione lungo i marciapiedi e distribuendo in modo più equilibrato le presenze negli spazi disponibili. È una misura che si inserisce in un piano più ampio di conciliazione del divertimento notturno, all’interno del quale vi è già il protocollo d’intesa sottoscritto in Prefettura con le associazioni di categoria, che punta a garantire un equilibrio tra le esigenze delle attività economiche e il diritto dei residenti alla tranquillità e alla piena fruizione degli spazi urbani. L’obiettivo è migliorare sicurezza, decoro e vivibilità intervenendo in maniera concreta su situazioni che incidono sulla qualità della vita quotidiana, senza penalizzare le attività ma chiedendo a tutti senso di responsabilità e di rispetto delle regole».
In questi circa sei mesi di ordinanza sperimentale si è riusciti in qualche modo a limitare i problemi che di solito affliggono quell’area, anche se forse il banco di prova sarà proprio i prossimi mesi fino a dicembre, considerando che spesso nei mesi estivi la zona risulta comunque ampiamente popolata da giovani e no nelle ore notturne, a causa proprio dell’alta concentrazione di locali presenti in un fazzoletto di terra.
E. Mon.