Bari, ladri mettono a soqquadro casa mentre i proprietari sono fuori per fare volontariato. La figlia: «Vi auguro strade nuove»

2026/08/11

Categories: world-news

Una giornata passata fuori casa per un'attività di volontariato, tra «energie positive, lacrime di gioia e momenti divertenti», poi la spiacevole sopresa una volta varcata la soglia della propria abitazione. A raccontare la vicenda è Francesca Emilio, giornalista e figlia dei proprietari dell'appartamento nel quale si è verificato il furto.

Il racconto 

«Avevamo appena finito - dice - di vivere una giornata bellissima con energie positive, lacrime di gioia e momenti divertenti, per poi piombare nell'abisso umano. Sono tornata a casa e nemmeno mezz'ora dopo, quando a casa (quella in cui sono cresciuta, dove non vivo più), ci è tornata anche mia mamma, ricevo una sua chiamata. Tremava, era agitata, confusa e piangeva: ‘Sono venuti i ladri, hanno distrutto tutto’. Mi sono catapultata li e ho rivissuto lo stesso trambusto emotivo di qualche anno fa, quando quel luogo, lo stesso delle feste ‘porta chi vuoi e cosa vuoi’ con le porte aperte, era stato violato». Inizia così il lungo post di sfogo pubblicato dalla giornalista sui suoi profili social.

«C'è voluto poco a comprendere: questa volta non si tratta di persone che hanno fatto cose a caso, si tratta di persone che sapevano esattamente che non ci saremmo stati tutto il giorno perché avevamo un impegno importante, quello dell'ultimo giorno del Summer Fun che ci tiene fuori dalle 7 del mattino, fino a sera tardi nel nostro centro sportivo a San Pio, una giornata di festa. Qualcuno che magari ci sorride quando ci incontra, qualcuno che sa che il nostro modo di operare è sempre con lo sguardo rivolto agli altri, qualcuno che sa che per noi dare sarà sempre più bello di ricevere. Avete messo sottosopra tutto e ve ne siete andati a mani vuote...perché? Perché noi siamo ricchi si, ma non abbiamo niente di prezioso o di valore. Non abbiamo casseforti, non abbiamo soldi, non abbiamo oro o argento, non abbiamo nulla di tutto questo. Abbiamo le nostre giornate piene, quasi tutte a Enziteto, tra le famiglie, tra i bambini. Abbiamo il telefono che scoppia, soprattutto quello di mamma, di chiamate e messaggi con gente che vive momenti di disagio e che aiutiamo senza chiedere nulla in cambio, da più di 30 anni. Abbiamo questa strana forza nel trasformare tutto in qualcosa di magico e bello, anche quando il momento è nero, ma nero di un profondo abisso (vedete come abbiamo rattoppato il vetro frantumato, quasi quasi lo teniamo). Ieri le vostre orme hanno calpestato tutto, tutti gli oggetti che avete buttato a terra, tutte le foto della nostra vita buttate fuori dai cartoni come se dentro potesse esserci qualcosa di più prezioso di quei ricordi, avete distrutto i quadri, molti dei quali, anzi, forse quasi tutti, dipinti da noi o da cari amici, come se dentro potesse esserci qualcosa di più prezioso del semplice ricordo di un quadro donato da persone care o dipinto in un momento preciso della vita. Poi avete calpestato i miei libri (tra le cose più preziose che ho). Ecco forse questa è la cosa che mi ha ferita di più: sapere che avete distrutto parte della libreria e che avete scaraventato a terra senza cura i miei libri». 

«Tra questi c'era anche quello che vedete in foto ‘Perché non sono un delinquente’, in cui Nicola Schingaro racconta la sua storia di vita, quella di un bambino, poi ragazzo, cresciuto in un quartiere periferico, il San Paolo e di come quel ghetto, la strada, le battaglie quotidiane, non lo abbiano portato ad essere un delinquente. Io lo so che tanti altri non hanno gli stessi strumenti, io lo so, perché sono ogni giorno a contatto con tanti bambini del quartiere San Pio che mi ostino a chiamare Enziteto, come è difficile farcela, come è difficile non entrare in quella tela fatta di una normalità ‘criminale’. Io lo so quanto è prezioso il silenzio per alcuni, anche quando pensano di essere fuori da quelle dinamiche. Io lo so che anche voi che siete entrati in casa non avete imparato nient'altro se non questo, perché forse nessuno vi ha dato gli strumenti per farlo. Ed è questo secondo me il grande fallimento. Perché si, sono arrabbiata, ma scelgo comunque di non far disperdere la mia umanità nel buio delle ferite, scelgo di non permettere a nessuno di cambiare il modo in cui guardo il mondo per dirvi che spero, con tutta me stessa, che i vostri figli leggano di più, che qualcuno non ignori i loro segnali, che qualcuno gli insegni che c'è un modo di vivere giusto, diverso e migliore. E che magari, se proprio qui si vive male, si può sempre andare altrove». 

Il messaggio ai ladri: «Vi aspettiamo per dare nuove prospettive ai vostri figli»

«Conosco persone che lo hanno fatto - rimarca ancora - , che sono sfuggite da quel marciume e che oggi vivono serenamente, lontano dall'Italia. Anche questa volta vi dico che siete entrati nella casa sbagliata e non perché siete usciti a mani vuote (anche se pare manchi il phon, boh) o perché letteralmente, non avete trovato nulla di prezioso come soldi o altre cose che per voi avrebbero avuto valore...ma perché siete entrati nella casa delle ‘porte aperte’, una casa che vi avrebbe fatto entrare se vi foste affacciati con gentilezza per chiedere un pezzo di pane o anche una chiacchiera o un consiglio, un aiuto. Qualsiasi cosa. E anche questa volta, sinceramente, scelgo di non nutrire il marcio che potrebbe scaturire da emozioni come l'odio e dico, con estrema convinzione, che se i nostri occhi dovessero incrociarsi, non vi negherò un sorriso e non vi negherò neanche il mio aiuto. Da sempre credo che il bello generi cose belle e mi auguro che si compiano passi per fare in modo che tutti i piccoli che oggi seguono quelle orme, possano avere gli strumenti per comprendere che ci sono molti altri modi per vivere. Adesso toccherà rimettere ordine in un caos che non è il nostro, toccherà far entrare in casa energie più belle, toccherà, di nuovo rimettere a posto in un periodo che doveva essere spensierato, di pausa, anche se abbiamo scelto lavori che non ci fanno mai andare in pausa davvero. Ma sapete che c'è? Voi che non siete riusciti nemmeno a scassinare una porta distruggendo senza cura il vetro... guardate quanto è bella la porta con quel cartone pieno di colori? E anche adesso, mentre rimetto a posto, mentre sistemiamo con gli strumenti che abbiamo, soprattutto amore e creatività, quelli non ci mancano sicuramente...vi auguro, con il cuore, di trovare nuove strade. Se non per voi, per i vostri figli. Se - conclude - avete bisogno di una mano a dar loro nuove prospettive, noi ci siamo, vi aspettiamo li dove siamo sempre».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

>> Home