«Bisogna accelerare sull’applicazione della legge regionale 36 in modo da rendere lo strumento finalmente operativo. Il rischio è che, senza delle premialità adeguate, la norma rimanga di fatto inapplicata e si perdano degli investimenti importanti per il patrimonio edilizio». L’appello arriva dal presidente di Ance Bari-Bat Luigi de Santis (da poco eletto alla guida dell'associazione dei costruttori edili) che sottolinea in questo modo alcuni problemi relativi ai ritardi nell’adozione, da parte del Comune di Bari, della legge regionale n.36 del 2023 della Regione Puglia. La norma che disciplina la gestione delle ristrutturazioni edilizie e dà sostanzialmente ai Comuni un ruolo centrale nella definizione delle aree soggette a intervento e delle modalità.
«Si tratta di una norma per noi costruttori molto importante, di cui seguiamo l’iter da tempo, fin dalla sua discussione in Regione – spiega il presidente De Santis –. Era una legge che aveva un iter da scadenza annuale, non era strutturale. All'epoca intervenimmo in maniera importante per far comprendere al legislatore regionale che diventasse stabile per consentire agli imprenditori di avere una certezza di diritto nel programmare degli investimenti. Perché l'edilizia è un settore che ha dei tempi di gestazione necessariamente più lunghi rispetto ad altri, e quindi per noi era fondamentale che venisse inserita in maniera stabile nell'ordinamento regionale». La palla adesso è passata alle amministrazioni comunali, tra cui la città di Bari. Le criticità maggiori per Ance al momento sono nel non poter utilizzare pienamente questo strumento, con i rallentamenti sugli interventi edilizi che ne conseguono.
«Se non si accelera sull’iter rischiamo di mancare un’occasione, cosa che non credo faccia piacere a nessuno». Dopo la delibera del marzo scorso, per il presidente di Ance è necessario che «finita la fase delle osservazioni, si possa riattivare con celerità l’iter al momento fermo. Ci rendiamo conto che la concertazione degli interessi porti via del tempo, ma adesso sta al Comune capire quali di queste osservazioni recepire o meno e nel caso limare alcuni aspetti. Lo strumento in ogni caso andrà testato sul campo».
Tra i nodi da sciogliere, per Ance Bari-Bat, ci sono ancora degli aspetti legati al meccanismo premiale modulare relativo alle previsioni sulle percentuali di unità immobiliari da destinare agli affitti di lunga durata e le difficoltà di monetizzare gli standard urbanistici (il pagamento di una somma di denaro al Comune al posto della cessione fisica di un'area) in tre dei cinque municipi cittadini. «Se i costruttori, e gli operatori del settore in generale, compresi gli investitori non hanno una premialità congrua pur consapevoli che ci deve essere un equilibrio di tutto l’impianto, difficilmente avranno interesse a portare avanti alcuni tipi di intervento sul territorio, e quindi di fatto la legge sarà bloccata», aggiunge De Santis.
«Noi abbiamo espresso alcune perplessità che allo stato delle cose non sono state accolte – aggiunge - Il meccanismo premiale va monitorato nella fase attuativa, cioè vogliamo capire sul campo le previsioni sulle percentuali di unità immobiliare da destinare ad affitti di lunga durata, oltre alle difficoltà nel monetizzare gli standard urbanistici». Resta l’atteggiamento collaborativo nei confronti dell’amministrazione, al fine di dare attuazione nel minor tempo possibile alla legge: «La nostra stella polare resta l’adozione della legge. Per questo motivo, dopo la delibera del marzo scorso abbiamo deciso di non presentare ulteriori osservazioni. Nonostante nelle commissioni consiliari che si sono riunite prima della delibera abbiamo espresso istanze su alcuni aspetti, pur condividendo l’impianto generale, però su alcune specifiche situazioni abbiamo espresso delle titubanze. Sappiamo che non siamo stati gli unici. in questo momento, pur consapevoli di alcune criticità abbiamo fatto questa scelta perché riteniamo che bisogna accelerare affinché questo strumento sia uno strumento pienamente operativo».
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