Redazione 30 agosto 2026 13:08
Il prossimo 7 settembre Barbara Palombelli torna a condurre Forum con una novità assoluta: "Sarò la prima persona a portare un umanoide in diretta tv", dice oggi la giornalista in un'intervista al Corriere della Sera anticipando la presenza di un valletto "figlio dell'intelligenza artificiale" come assistente: "È alto un metro e 30; ora lo dobbiamo settare. E vestire. Forum ha 42 anni, questa è la mia quattordicesima stagione; qualcosa di nuovo ci voleva. Mediaset mi ha assecondata; così partiamo con l'esperimento del valletto umanoide".
Dell'AI verso cui nutre grande fiducia perché "è un dono di Dio all'umanità, è la nostra intelligenza che progredisce" ("Sono cattolica, credo nello Spirito Santo, credo nella potenza del pensiero: noi che lavoriamo con la tv siamo la dimostrazione che tecnologia e spiritualità sono intrecciate"), ma anche di politica e di diritti la giornalista spazia nel corso della conversazione che fa emergere il suo pensiero ottimista sul futuro dell'Italia e il proprio punto di vista sull'accoglienza dei migranti che - dice - dovrebbero avere la stessa parità dei cittadini italiani.
"Ai migranti bisogna dare un'identità"
"Oggi qui a Capalbio scoprono una targa per Amintore Fanfani, che espropriò le terre dell'Alto Lazio e della Maremma - in famiglia lo sappiamo bene perché espropriò pure mio zio - e le diede a famiglie che letteralmente non avevano da mangiare", ricorda Barbara Palombelli argomentando sul futuro dell'Italia: "Adesso lo dovremmo rifare. Ci sono migliaia di ettari incolti, ci sono boschi abbandonati: affidiamoli ai migranti, che nei lavori agricoli sono molto più bravi di noi, italiani viziati".
Viziati sì, ma anche con delle doti che secondo la giornalista sono delle caratteristiche ottime per considerare il nostro come un Paese forte: "A me gli italiani piacciono. Sono belli, bravi, sani. Non è vero che siamo un Paese così violento. L'anno scorso ci sono stati 286 omicidi; nel 1991 furono 1.938. Abbiamo risparmi, azioni, buoni del tesoro per pagare due volte il debito pubblico. Siamo un Paese forte, dobbiamo andare a testa alta", prosegue ancora.
"Mettere i migranti alla pari dei cittadini italiani" è uno dei punti messi a fuoco da Palombelli: "Oggi non sono alla pari. Io non so chi è la persona cui regalo qualcosa al semaforo (...) L'Italia sa chi sono io: mi identifica attraverso il cellulare, la targa della macchina, i satelliti. Nelle carceri italiane ci sono centinaia di detenuti di cui ignoriamo l'identità. Dobbiamo identificare queste persone. Se non hanno un'identità, bisogna dargliela. Prendergli i dati, le impronte, gli occhi come li prendono a noi in qualsiasi aeroporto al mondo. Renderli trasparenti (…) Voglio poter dire al migrante al semaforo: ciao John, ciao Giovanni, come stai? Questo metterebbe gli italiani tranquilli".
Le parole su Meloni e Vannacci
Spazio poi a un commento sulle idee di Roberto Vannacci che, per certi aspetti, dovrebbero essere osservate dalla sinistra. "Del suo programma mi fa paura la parte contro i diritti. I diritti vanno estesi sempre. Noi a Forum abbiamo celebrato le prime unioni civili in diretta tv, nel 2016", argomenta Palombelli: "Ma l'altra metà del programma di Vannacci parla ai cittadini che vogliono stare tranquilli nel giardino pubblico, sul treno, per strada. La sinistra, cui appartengo, dovrebbe assorbire questi temi. La sinistra è stata il baluardo contro le Br e il terrorismo, ha difeso la democrazia. Oggi deve difendere l’ordine pubblico. Con l'allarme sociale che c’è, con le guerre che tornano, come fai a essere contro le forze armate, contro la polizia, contro i carabinieri? Noi del campo largo dobbiamo stare da questa parte".
E su Giorgia Meloni: "Le è capitato di tutto e di più. Ammiro i nervi saldi che ha dimostrato, anche con il suo da lei amatissimo partito, che ha venti anime", spiega: "Il suo più grande alleato sono i miei amici dell'opposizione, che parlano a vanvera perché non si occupano dei temi che stanno a cuore alla gente (…) Far studiare i ragazzi senza costi per le famiglie, abbassare le tasse sui redditi medio-bassi, creare lavoro: questi sono i temi del campo largo. E anche il reddito di cittadinanza, che era stata un’intuizione di Grillo e di Casaleggio per dare sollievo ai poveri. Altro che parlare di fascismo e antifascismo. I nostri nonni erano fascisti; ma adesso sono morti".
Infine, un riferimento a Mediaset in cui lavora da vent'anni con "una libertà che Pier Silvio Berlusconi ha ulteriormente esteso" e un accenno al primo incontro con il marito Francesco Rutelli: "Io lavoravo alla radio, lui voleva candidarsi a segretario del partito radicale nel Lazio, venne a chiedermi consigli. Era il 1979: stiamo insieme da 47 anni. E abbiamo quattro figli, di cui tre adottivi".
>> Home