Bar Pilastroni, ​tre generazioni dietro al bancone. L’orgoglio di Giulia Lombardi, 29 anni: “Io e mio padre siamo nati qui”

2026/10/01

Categories: world-news

  1. Home
  2. Brescia
  3. Politica
  4. Bar Pilastroni, tre generazioni dietro al bancone. L’orgoglio di Giulia Lombardi, 29 anni: “Io e mio padre siamo nati qui”

Brescia, la 29enne rappresenta la terza generazione di una gestione iniziata nel 1958 con la nonna, Maria Contardo: “Sono diventata la titolare proprio nel periodo del Covid. Sono stati anni difficili, ma oggi il lavoro c’è, le persone continuano a cercare il locale”

Una foto simbolica delle tre generazioni al femminile che si sono succedute nella gestione del bar Pilastroni. Qui la nonna con i clienti

Una foto simbolica delle tre generazioni al femminile che si sono succedute nella gestione del bar Pilastroni. Qui la nonna con i clienti

Google

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google

Seguici

Brescia – Giulia sorride, serve un cliente, scambia due parole con un altro. Davanti al bancone del bar Pilastroni c’è un continuo via vai, mentre dal retro arrivano le voci di chi si ritrova per giocare a carte. È un bar di quartiere, come pochi ormai, quello di Giulia Lombardi, 29 anni, terza generazione di una gestione iniziata nel 1958 con la nonna, Maria Contardo, arrivata da San Daniele del Friuli. Il Bar Pilastroni, all’angolo tra via Lamarmora e via Corsica a Brescia, è da allora un punto di riferimento della comunità, compresa quella della struttura psichiatrica alle spalle.

Le fotografie d’epoca raccontano ricordi e svelano i segni del tempo: all’inizio, c’era solo l’immobile, comprato dal nonno di Giulia perché “gli piaceva la casa”, e tutto intorno campi; oggi ci sono strade dove il traffico scorre veloce, ma in questo piccolo angolo il tempo sembra rallentare. “Sono nata qui dentro, così come mio padre – racconta Lombardi –. Venivo a fare i compiti qui, su quel tavolino. Sono cresciuta tra queste pareti”. Accanto a lei, dietro al bancone, c’è la mamma, Adriana Covona, testimone e protagonista di una storia al femminile che dura da quasi 70 anni e che ha trovato una continuazione nel passaggio di testimone tra nonna e nipote.

“Sono diventata la titolare proprio nel periodo del Covid – ricorda Lombardi –. Sono stati anni difficili, ma oggi il lavoro c’è, le persone continuano a cercare il bar. Quello che mi piace del mio lavoro è il contatto con la gente. Poi ci sono gli aspetti meno belli: le tante ore, le feste da trascorrere al lavoro, quando gli altri hanno tempo libero”. È una fatica che nella sua famiglia conoscono bene. Lo ricorda bene Adriana: “Maria lavorava tutto il giorno, fino a notte fonda. Abitava sopra il bar e se capitava che qualcuno, anche a mezzanotte, chiedesse una pasta, il nonno saliva a chiamarla e Maria scendeva a prepararla”. Stare in famiglia (la dipendente è una zia) rende le cose più semplici. E mentre tanti bar chiudono, questo resta aperto, con la terza generazione di una famiglia che al locale ha dedicato lavoro, passione e sacrifici. “Le persone apprezzano che questo sia un bar come era una volta: semplice, accogliente”.  

© Riproduzione riservata

>> Home