Duecentocinquanta giorni, precisamente otto mesi e otto giorni: tanto ci è voluto per l'ultimo blitz, quello necessario alla cattura della banda dei kalashnikov - autori e mandanti di raid e intimidazioni ai commercianti nella zona di Tommaso Natale - San Lorenzo a Palermo dal 5 novembre 2025 fino a qualche giorno fa.
L'escalation criminale
Nove gli indagati accusati di: estorsione, tentata estorsione, porto e detenzione illegale di armi comuni e da guerra, con l’aggravante mafiosa. Altri sei, invece, ritenuti appartenenti a un’organizzazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana nei quartieri di San Lorenzo e dello Zen 2.
Ma non finisce qui: alcuni ordini sarebbe stati mandati dal carcere; nell’inchiesta risultano infatti coinvolti anche sette soggetti già in cella per altri procedimenti. Un'attività investigativa lunga e complessa che ha rappresentato la prosecuzione dell’operazione condotta all’inizio di giugno, quando la Procura di Palermo dispose otto fermi per episodi di estorsione, danneggiamenti e tentato omicidio riconducibili allo stesso contesto criminale.
Il presunto mandante
Tra gli elementi più rilevanti emersi dalle indagini figura Salvatore Verga, detenuto nel carcere di Trani e ritenuto uno dei presunti mandanti dei raid intimidatori. Gli investigatori avrebbero scoperto, nel cellulare di uno degli indagati, un sms del detenuto, che sarebbe riuscito a impartire ordini dall’istituto penitenziario utilizzando uno smartphone.
Il blitz
L'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, ha così portato il fermo di 22 persone - a cui 7 il provvedimento è stato notificato in carcere.
«Sappiamo bene - ha detto il sindaco Roberto Lagalla - che la lotta contro la mafia non si esaurisce con un blitz e che il percorso è ancora lungo. Tuttavia, l’operazione di oggi rappresenta un messaggio forte e inequivocabile: lo Stato c’è, non arretra e continua a difendere la libertà di chi lavora onestamente. È un segnale importante innanzitutto per le vittime di queste intimidazioni, ma anche per tutta Palermo, che continua a costruire il proprio futuro nel segno della legalità, del coraggio e della fiducia nelle istituzioni», conclude così il primo cittadino.
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