Il Leone, si legge in una nota, "conferma, inoltre, di aver avviato un processo finalizzato a valutare approfonditamente le implicazioni commerciali, economiche e di valore dell'offerta"
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Generali ha confermato "la propria disponibilità a valutare la proposta di Mps" per Banca Generali "che prospetta una più ampia collaborazione industriale volta a sviluppare nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le società". È quanto si legge nella nota diffusa dal Leone con riferimento all’Ops lanciata da Mps su Banca Generali, di cui il gruppo assicurativo detiene il 50,2%.
La nota di Generali sulla proposta di Mps
Il Leone, si legge ancora nella nota, "conferma, inoltre, di aver avviato un processo finalizzato a valutare approfonditamente le implicazioni commerciali, economiche e di valore dell'offerta, che non è stata sollecitata né preventivamente concordata". I processi "saranno condotti nel pieno rispetto della procedura in materia di operazioni con parti correlate". La posizione di Trieste sarà decisiva per il destino dell'offerta, il cui successo è subordinato al conseguimento di almeno il 50% del capitale più un'azione. Al momento l'ops - che offre 6,958 azioni del Monte per ogni titolo della controllata del Leone, con un premio del 10% - viaggia a premio in Borsa: al netto del dividendo di 1,208 euro che Siena staccherà prima della fine dell'offerta, Banca Generali viene valorizzata 70,7 euro a fronte dei 66 euro di Piazza Affari.
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Mps chiude in negativo in Borsa
Intanto, l'attenzione di Piazza Affari si è concentrata sulle operazioni del risiko nel giorno del Cda di Generali per una prima valutazione sull'offerta di Mps per Banca Generali. Mps ha concluso la giornata in calo dell'1,98% a 11,37 euro. Male anche Banco Bpm (-2,12% a 15,93 euro) e Intesa (-1,75% a 6,74%). Positiva Banca Generali (+0,23% a 66 euro). In rosso Unipol (-1,1%) e Generali (-0,39%). A fine giornata l'opas di Intesa Sanpaolo su Mps risulta a premio del 3,6 per cento.
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Le prossime mosse di Mps
Con il Leone si chiude il primo round di cda delle società coinvolte nelle operazioni messe a punto dall'ad di Mps, Luigi Lovaglio, per resistere a Ca' de Sass, con Banca Generali che si è limitata a prendere tempo e Banco Bpm che ha anche manifestato una certa freddezza verso "un'acquisizione" senza premio giudicata "strutturalmente diversa" dalla fusione alla pari proposta dalla stessa Bpm a inizio giugno. Per Lovaglio, che a settembre volerà negli Usa e a Londra per incontrare gli investitori, il lavoro non manca. Lato Bpm servirà convincere il Credit Agricole, finora più incline a una fusione tra il Banco e la sua divisione italiana. Ai francesi andranno offerte adeguate contropartite in termini di accordi commerciali e asset, senza pregiudicare la parità di trattamento con gli altri azionisti di Bpm. Meno in salita, anche alla luce della prima risposta del Leone, appare il quadro su Banca Generali, dove il Monte ha offerto un premio e potrebbe incentivare l'adesione del Leone con accordi distributivi (quello con Axa scade nel 2027), anche in questo caso senza alterare la parità di trattamento.
L'assemblea del 29 ottobre
Per rendere concreta la sua alternativa Lovaglio avrà tempo fino al 29 ottobre, quando l'assemblea del Monte voterà sulla rimozione della passivity rule, sulle offerte, tra loro autonome, e sul maxi-dividendo da 4 miliardi, per il cui stacco sarà sufficiente il successo di una delle due ops. Gli ostacoli sulla strada di Lovaglio sono stati evidenziati anche da Fitch che, allineandosi alle altre agenzie di rating, parla di "considerevoli rischi di esecuzione" e di offerte che devono affrotnare "numerosi ostacoli" mentre Siena "deve ancora integrare completamente" Mediobanca. Per Fitch è "prematuro valutare in pieno le implicazioni per i rating di Mps": il profilo di credito "potrebbe subire pressioni se si concretizzassero i rischi di esecuzione" o se il Cet1 dovesse scendere sotto il 13% mentre "un'efficace integrazione di Mediobanca, Bpm e Banca Generali potrebbe favorire il profilo di business e la redditività" della banca nel lungo termine. La sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, ribadisce intanto la sua contrarietà all'opas di Intesa. Mps "non può essere polverizzata" e quella per l'integrità del Monte, perorata insieme agli altri enti locali toscani al Mef martedì, "non è battaglia localistica" ma "riguarda l'economia del Paese".
La procura milanese non apre un fascicolo sull'operazione
La Procura milanese non ha intenzione di aprire alcun fascicolo esplorativo in relazione alle nuove operazioni in corso sul risiko bancario, come la doppia ops di Mps su Bpm e Banca Generali annunciata dopo l'opas di Intesa sulla banca di Siena. Da quanto si è appreso, gli inquirenti milanesi, già titolari, con l'aggiunto Roberto Pellicano, dell'inchiesta sulla scalata dell'istituto senese a Mediobanca, riguardo alle nuove mosse sul fronte bancario valuteranno soltanto eventuali esposti (non arrivati al momento, stando a quanto riferito) su fatti determinati e dettagliati da parte di 'protagonisti' direttamente coinvolti nelle vicende e su cui semmai condurranno approfondimenti per ipotesi di reato. E allo stesso modo coordineranno accertamenti nel caso di un eventuale invio da parte della Consob in Procura di relazioni e annotazioni a seguito di istruttorie.