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- Balneari, nuove regole: “Si deleghi alle Regioni, i Comuni non possono essere lasciati da soli”
Così il direttore di Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco, sulla bozza del bando del ministero in applicazione della direttiva Bolkestein

Una vista dall’alto della spiaggia di Senigallia nella zona della Rotonda; a destra, il direttore di Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco

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Ancona, 2 ottobre 2026 – Mentre è in Sardegna per partecipare alla Conferenza di sistema, importante forum autunnale della confederazione con esponenti di settori e categorie da tutta Italia, il direttore generale di Confcommercio Marche restituisce un’impressione chiara: “Tutti attendono la definizione del Bando tipo nazionale, che disegnerà le nuove regole per le concessioni balneari”. In un “mondo da regolamentare, quello che chiedono gli imprenditori sono certezze”, ribadisce. Il riferimento è a coloro che saranno interessati dall’applicazione della direttiva Bolkestein: “Vogliono capire come investire, ma anche che fine faranno gli investimenti che hanno sostenuto nel corso degli anni”. E via di colloqui con i colleghi, con il sindacato nazionale (il Fib Confcommercio) ma anche con chi gravita nella ricettività: alberghi in testa.
La bozza
Le voci si rincorrono, una bozza è circolata seppure passibile di aggiustamenti. Da quanto si è appreso da quella presentata dal Ministero delle Infrastrutture alla Conferenza unificata, e circolata il 30 settembre, le nuove concessioni balneari avranno durata da cinque fino a 20 anni. Le gare dovranno essere avviate con la pubblicazione di un bando, almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli concessori e in ogni caso entro il 30 giugno 2027. Andrà garantita la continuità dei servizi durante le gare e i titoli in essere continueranno ad avere efficacia fino al subentro effettivo del nuovo concessionario. Poi saranno definiti gli indennizzi per il concessionario uscente (per chi ha fatto investimenti non ammortizzati negli ultimi cinque anni) e saranno previsti limiti alla concentrazione delle licenze.
Si attende il documento ufficiale dal Mit
Ma proprio perché servono certezze, si attende il documento ufficiale dal Mit: quello che, di fatto, dovrà fare scuola. E allora Polacco ne approfitta per dire la sua, focalizzando l’attenzione su un aspetto: “A mio avviso si dovrebbe concedere maggiore elasticità alle Regioni, che conoscono i territori e che possono lavorare in termini di coordinamento nei confronti dei Comuni che dovranno operare – evidenzia il direttore – Vede, è una partita complessa questa. E i Comuni non possono essere messi in difficoltà. Credo dunque che una delega alle Regioni sia importante. Ogni territorio è diverso dall’altro e c’è bisogno di un ente o un soggetto che quel territorio lo conosca e sappia organizzarlo anche dal punto di vista economico. Ovviamente, insieme ai Comuni”.
"I Comuni non possono essere lasciati soli”
Sono 23 quelli costieri delle Marche affacciati sull’Adriatico. Un migliaio, invece, le concessioni balneari. “È evidente che la situazione vada gestita e i Comuni non possono essere lasciati soli. Per questo penso che le Regioni debbano avere un ruolo attivo”, dice ancora Polacco. Un’ultima riflessione sul caso della Calabria, “che, nella decisione assunta dalla Regione, ha sostenuto che non esisterebbe una scarsità di risorse, cioè di spiagge libere, e pertanto si dovrebbe procedere in maniera diversa rispetto alle gare”, chiosa. Aspetto fondamentale da tenere in considerazione è infine, per il direttore generale di Confcommercio Marche, “quello degli investimenti fatti dai concessionari e del valore aggiunto creato per il turismo”.
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