Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, le due donne morte dopo essere state avvelenate con la ricina, è stato raggiunto dai giornalisti di Dentro la Notizia. L’uomo, apparso riservato e provato, ha evitato di rispondere alle numerose domande rivoltegli dagli inviati. I cronisti gli hanno chiesto come stesse e se volesse rivolgere un messaggio alla persona responsabile della morte della moglie e della figlia. Gli è stato inoltre domandato se si sentisse tra i sospettati dell’inchiesta.
«Scusi, non ho proprio nulla da dire. Sono venuto a trovare mia madre, quindi…», ha risposto Gianni, senza aggiungere ulteriori particolari. Quando i giornalisti gli hanno nuovamente chiesto se volesse mandare un messaggio a chi ha ucciso Antonella e Sara, l’uomo ha continuato a non rispondere: «Sono passati otto mesi, quasi nove. Che si è fatta di questa storia?». Poche parole, pronunciate prima che gli inviati decidessero di concludere l’incontro per non disturbarlo ulteriormente. Gianni Di Vita non ha quindi commentato le indagini, né ha risposto alla domanda sul suo eventuale coinvolgimento o sulla posizione che ritiene di avere nella vicenda.
L'accaduto
Antonella e sua figlia Sara sono rimaste vittime di un avvelenamento da ricina, una sostanza estremamente tossica.
A distanza di quasi nove mesi, la ricerca della verità sulla loro morte continua a lasciare aperti numerosi interrogativi. Gianni Di Vita non risulta formalmente intercettato o indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della moglie Antonella Di Ielsi e della figlia Sara.Il suo legale ha specificato in dichiarazioni pubbliche che il telefono di Gianni non è stato sottoposto a sequestro né risulta al centro di intercettazioni giudiziarie, aggiungendo che un'eventuale verifica tecnica avrebbe persino dissipato i sospetti mediatici.
Ultimo aggiornamento: martedì 8 settembre 2026, 11:20
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