Auto a guida autonoma, Roma è in pole position: nel giugno scorso la prova su strada di un veicolo

2026/08/28

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Cercansi operatori economici e tecnologici per avviare una collaborazione sperimentale sui veicoli a guida autonoma a Roma. Devono essere italiani o europei. Questo è il contenuto dell’avviso di manifestazione di interesse che ha appena lanciato Roma Capitale. La call si chiude il 31 dicembre; entro quella data il Campidoglio vuole avere una fotografia precisa del mercato di riferimento per poi iniziare a testare questi mezzi. Come? Offrendo al potenziale soggetto un accordo di lungo termine e opportunità concrete come il nulla osta per i test su strada aperta al traffico, la condivisione dei dati, l’ingresso a regime delle flotte, una volta ottenute le omologazioni. Il livello di automazione richiesto è il SAE 4, cioè uno standard tecnologico molto alto che caratterizza quei veicoli in grado di circolare da soli ma mantenendo la presenza di volante e pedali per chi preferisce guidare di persona. È un livello di automazione ideale perché, scrivono i tecnici del Dipartimento capitolino Mobilità «costituisce una tecnologia abilitante per nuovi servizi di trasporto pubblico locale e a chiamata». L’amministrazione fa sul serio dopo dei giri di prova effettuati fin dal 2022 all’Eur e fino a due mesi fa. A fine giugno, infatti, è stato instradato un veicolo modulare elettrico sviluppato da Next Future Mobility e dotato di tecnologia C-ITS, realizzata da Almaviva. Si tratta di un sistema di trasporto intelligente e cooperativo che sfrutta la connettività di reti wireless e che permette a questi veicoli smart di comunicare con le infrastrutture stradali in tempo reale. Il mezzo manda, e riceve, messaggi inerenti al viaggio, sugli eventuali incidenti che incontra sul tragitto, sul traffico e sulla velocità commerciale. 

Durante la prova, questa navetta rettangolare con i vetri neri e schermati è giunta a Roma partendo da Fiumicino transitando per l’autostrada A91 e arrivando a percorrere un tratto della via Cristoforo Colombo. Ha interagito sull’intera tratta con l’infrastruttura C-ITS (la cosiddetta smart road) predisposta da Anas, Roma Capitale e da Roma Servizi per la Mobilità. Un passaggio molto silenzioso, avveniristico, dai tratti un po’ alieni che non è sfuggito all’occhio dei romani, abituati a veder circolare di tutto: dalle golf car ai cavalli e i monopattini, tutti insieme appassionatamente. 

LA SFIDA DEL PROGRESSO

Ora, però, c’è un obiettivo ambizioso: passare dalla sperimentazione controllata a un eventuale servizio a regime. La Capitale vuole farsi trovare pronta quando questa rivoluzione decollerà anche in Italia. Il quadro normativo si sta evolvendo e stanno nascendo nuove autorizzazioni ad hoc. Basti pensare che Anas ha in programma una trasformazione digitale della rete per 6.700 chilometri di strade entro il 2032. I primi assi stradali a entrare nel futuro sono state il Grande Raccordo Anulare di Roma e l’A91, l’Autostrada Roma-Fiumicino, ma anche la statale 51 “di Alemagna” in Veneto, l’itinerario E45-E55 “Orte-Mestre”, la A2 “Autostrada del Mediterraneo” in Sicilia, la Tangenziale di Catania e la A19 “Autostrada Palermo-Catania”. 
È un transizione di non poco conto. «La rivoluzione della guida autonoma è simile a quella vissuta poco più di un secolo fa, quando passando dai cavalli alle auto, abbiamo separato la funzione del movimento, dall’emozione del cavalcare. Non deve essere stato facile rinunciare a quel legame speciale, che per secoli aveva unito uomini e cavalli, e cominciare a dare istruzioni direttamente a una macchina, non più a un essere vivente. Questi due elementi hanno preso due traiettorie diverse, l’emozione è diventato uno sport, che abbiamo confinato in luoghi e momenti dedicati, mentre il trasporto delle persone e delle merci si è spostato sulle automobili plasmando a propria immagine l’economia, ridisegnando la geografia, cambiando il modo di lavorare delle persone e la conformazione delle nostre città, tracciando una impronta indelebile», ha detto su questa rivoluzione imminente Sergio Matteo Savaresi del Politecnico di Milano nella recente audizione alla Camera. «Si tratta di farsi trovare pronti ed è importante che l’Italia e l’Europa siano protagonisti creando soggetti industriali ad hoc e accompagnando i lavoratori di questo comparto», osserva invece il deputato Andrea Casu. In Commissione Trasporti c’è un sentimento unitario: sono state votate quattro risoluzioni di maggioranza e di opposizione (FdI, Az, Pd e M5s) che mirano ad aggiornare il Codice della Strada per introdurre nella nozione di veicolo anche quello abilitato per il sistema di guida autonoma.
Intanto Roma prepara il terreno, anzi la strada. Nell’avviso si parla di un servizio dedicato a persone con ridotta mobilità, anziani, persone con disabilità e minori. E si intende «trasformare il territorio romano in un testbed europeo per l'omologazione e l'integrazione di tecnologie avanzate». 

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