Auto a guida autonoma a Roma, il sogno di non cercare più parcheggio. Ma nel traffico l’IA potrebbe sbroccare

2026/08/28

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Roma è la città che, secondo Ennio Flaiano, non si scompone più di tanto neanche se vede atterrare dal cielo un marziano. Eppure possiamo immaginare lo sgomento, il disorientamento dell'Urbe intera il giorno in cui sulle sue strade si presenterà la tanto attesa e tanto temuta automobile a guida autonoma. Che farà l'automobilista romano quando al di là del parabrezza si troverà davanti un veicolo disabitato? Cosa potrà urlare a un conducente assente? Come potrà evocare i morti di un guidatore che è già un fantasma di suo?

E chissà come se la caverà il lavavetri al semaforo: è difficile chiedere soldi a un software che non ha spicci in tasca né un cuore per provare empatia verso chi tende la mano. Sarà durissima anche per i parcheggiatori abusivi. I vigili urbani non sapranno più chi maltrattare. Ma rovesciamo la prospettiva: quali pensieri farà l'intelligenza artificiale in mezzo al traffico romano?

È impossibile prevedere la reazione di un algoritmo tra un autobus in sorpasso a 120 all'ora e un signore al volante con il cappello che percorre la carreggiata in diagonale, schivando una buca ed evitando il pedone che attraversa la strada lontano dalle strisce tenendo gli occhi sul telefonino. Forse un giorno vedremo un computer di bordo che sbrocca dopo due ore di ingorgo sul lungotevere, e i giornali di tutto il mondo annunceranno che per la prima volta l'IA è riuscita a bestemmiare. Anche così si può essere Capitale dell'innovazione.

Ecco, si può ipotizzare che per la nuova tecnologia dell'auto senza autista Roma rappresenterà la sfida più ambiziosa, lo stress test estremo: se un computer dimostrerà di saper guidare qui allora potrà farlo dappertutto. Per l'industria della motorizzazione Roma è l'esame definitivo, come quando - così vuole la leggenda - i produttori di scooter sperimentavano gli ammortizzatori dei nuovi modelli sui sampietrini di Piazza Venezia.

Se poi l'IA supererà la prova, in un futuro non sappiamo quanto lontano l'automobile senza conducente non sarà più una meraviglia riservata alle metropoli cinesi o alle strade della California, ma diventerà il mezzo di trasporto principale in tutto il pianeta, Roma compresa. Allora è lecito sognare una città diversa e un domani più sereno: la macchina ci lascerà sotto casa e andrà da sola a cercarsi un parcheggio. Un mondo migliore è possibile, speriamo di vivere abbastanza a lungo per vederlo.

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