Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, considerati tra gli esecutori materiali dell'azione dinamitarda nei confronti del giornalista, restano in carcere: respinta la richiesta dei domiciliari avanzata dai loro avvocati. Per il gip di Roma c'è "reticenza" e "non credibilità" in alcuni passaggi dell'interrogatorio avvenuto giovedì scorso. Parere negativo anche dalla Procura di Roma
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Il gip di Roma ha respinto la richiesta di domiciliari avanzata da due degli arrestati perché ritenuti esecutori materiali dell’attentato del 15 ottobre 2025 contro Sigfrido Ranucci: Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, quindi, restano in carcere. Il 10 agosto scorso, con l'accusa di essere il mandante dell'attentato, è stato arrestato Valter Lavitola. Il caso ha acceso la polemica politica, alimentata dalla decisione della Rai di sostituire Ranucci alla conduzione di Report.
Respinta la richiesta di domiciliari
Tornando alla cronaca, Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello sono in cella perché considerati tra gli esecutori materiali dell'azione dinamitarda nei confronti del giornalista. Il gip di Roma ha respinto la richiesta degli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, che avevano depositato nei giorni scorsi un'istanza di attenuazione della pena per i loro due assistiti. A fornire un parere negativo alla richiesta di domiciliari è stata anche la procura di Roma.
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Dall'attentato all'arresto: le tappe della vicenda
La decisione del gip è giunta a quasi undici mesi dall'attentato compiuto con una bomba rudimentale fatta esplodere davanti all'abitazione del giornalista a Pomezia, vicino Roma. La deflagrazione ha danneggiato le auto parcheggiate e il cancello di casa, ma senza provocare feriti. Una prima svolta sul caso è arrivata a fine giugno con l’arresto di quattro persone, tra cui D'Avino e Passarielli, tutti con precedenti penali e ritenuti gli esecutori materiale dell’attentato compiuto su commissione. A inizio luglio, nell’indagine è comparso il nome dell'ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola, indagato come presunto mandante dell’azione insieme a un’altra persona. Secondo la procura di Roma, Lavitola avrebbe incaricato un dipendente del suo ristorante, Clesio Tavares Gomes, 47 anni e di origini camerunensi, di trovare qualcuno in grado di recuperare esplosivi e farli esplodere fuori dalla casa di Ranucci. Poi avrebbe fatto partire Gomes per il Camerun. Il 10 agosto scorso Lavitola è stato arrestato con l'accusa di essere il mandante dell'attentato. Un mandato d'arresto è stato spiccato anche nei confronti di Tavares, che risulta attualmente latitante all'estero. Secondo gli investigatori, l’obiettivo dell'ex editore era quello di “accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti" dell'arrestato "in ambito politico". Il 12 agosto scorso, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Lavitola ha ammesso di essere il mandante così come ipotizzato dalla procura di Roma. "Dice di averlo fatto per tutelare la incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare la scorta", ha spiegato il suo avvocato, Sergio Cola.
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Assemblea giornalisti Report: "Pronti allo sciopero"
Proseguono intanto le tensioni intorno alla trasmissione Report dopo la decisione della Rai di affidare la conduzione a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi in sostituzione del giornalista coinvolto nella vicenda. In mattinata si è tenuta un'assemblea dei giornalisti del programma di Rai 3 al termine del quale è stato indetto "lo stato di agitazione". "I giornalisti interni della redazione di Report, preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata dell'Azienda, di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma, sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma", si legge in un documento dove non si esclude il ricorso allo sciopero. "Non permetteremo la distruzione di Report. È significativo che i conduttori imposti dall'azienda siano oggi difesi dai giornali di destra che hanno in questi due mesi sollecitato la sospensione della repliche di Report e la mia sostituzione", ha scritto Ranucci su Facebook. Nei giorni scorsi, viale Mazzini gli aveva sottoposto tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, "coerenti con il suo grado e con l'esperienza maturata". Sul cambio della guardia al timone della trasmissione si è acceso il dibattito politico con la maggioranza che ha definito la decisione "giusta" mentre le opposizioni sono partite all'attacco. "La destra ha ottenuto il suo obiettivo", ha detto la segretaria Pd Schlein.