Mirra Andreeva cede in finale a Qinwen Zheng al China Open, 7-5 6-4 per la cinese che nel primo parziale ha annullato tre set point. Contenta per il buon torneo e per il nuovo best ranking (lunedì sarà la numero 3 del mondo) ma certo non dell’esito della finale, Mirra parla del match, di cosa avrebbe potuto fare meglio e dell’avversaria.
D. Mirra, oggi non è arrivato il risultato che volevi, ma sono state due settimane fantastiche qui. Da lunedì sarai la nuova numero 3 del ranking WTA. Ripercorri queste ultime due settimane e raccontaci alcuni dei momenti più belli.
MIRRA ANDREEVA: Nel complesso è stato sicuramente un buon torneo. Ci sono molti aspetti positivi da portare via da queste due settimane. Ovviamente, oggi ho avuto la sensazione che semplicemente non fosse destino. Non lo so. Penso che, anche dopo aver parlato con Conchita, riuscirò forse a guardare questa partita da una prospettiva diversa e a individuare magari alcuni aspetti positivi. Quindi sì. (Sorride.)
D. Qinwen non ha messo a segno la maggior parte delle sue prime di servizio [38%], ma è riuscita comunque a vincere molti di quei punti. Secondo te, come mai? Perché hai avuto difficoltà a trovare gli appoggi nei suoi turni di servizio?
MIRRA ANDREEVA: Penso semplicemente che sia una grande battitrice. Ho anche sbagliato molte risposte cercando di spingere, cercando di essere più aggressiva. A volte ha funzionato, ma per la maggior parte del tempo ho avuto semplicemente la sensazione che… non lo so, volevo spingere, ma non riuscivo davvero a trovare il margine giusto e nemmeno il ritmo. Dovrò riguardare questa partita e capire perché, cercando di migliorare e di imparare da quello che è successo.
D. Per quanto riguarda questa partita, nel primo set eri in una buona posizione [2-0 e tre set point al decimo game]. Hai avuto occasioni anche nel secondo set. Tornando alla fine del primo set, che cosa è successo in quella serie di punti? È stata Qinwen a elevare il proprio livello oppure c’è qualcosa di cui ti rammarichi?
MIRRA ANDREEVA: Beh, penso che quando qualcosa non va come vorresti, finisci sempre per rammaricarti di non aver fatto qualcosa di diverso. Se ricordo bene quei tre set point che ho avuto, in due di essi… Sul primo set point, penso che lei abbia servito sulla T, con un servizio fantastico. Io ho risposto non molto bene, lei ha spinto. A quel punto ho fatto un pallonetto e lei ha chiuso con uno smash. Non c’era molto che potessi fare.
Sul secondo set point, invece, c’è stata una seconda di servizio. Avrei potuto prendermi più rischi. In un certo senso ci ho provato, ma volevo comunque che fosse una risposta abbastanza sicura. Pensavo comunque di aver risposto bene. È stato uno scambio lungo. Forse avrei potuto rischiare di più e cercare di essere più aggressiva. Anche dopo, sul terzo set point, lei ha chiuso il punto con una volée. Se riguardo quei punti, se provo a ripensarci, forse farei qualcosa di diverso per cercare di cambiare l’esito. Adesso le cose sono andate così. L’unica cosa che posso fare è cercare di fare qualcosa di diverso nella prossima partita che giocherò.
D. Ho sentito quello che hai detto riguardo alla speranza di sentire il tuo soprannome cinese. Volevo solo dirti che ci sono tante persone che fanno il tifo per te. Durante tutta la tua permanenza a Pechino, qual è un momento di cui ti senti particolarmente orgogliosa?
MIRRA ANDREEVA: Un momento? Penso di poter dire quale sia quello che mi è rimasto più impresso: probabilmente la partita che ho giocato contro Alexandrova. Penso che sia stata una partita davvero difficile. Inoltre, è stata la mia prima vittoria contro di lei. Per me è stata una partita che mi ha messo parecchio alla prova dal punto di vista emotivo, che mi ha fatto sentire molta tensione. Quindi sì, aver vinto quella partita al termine di due tie-break… Penso che la definirei una delle partite più difficili che ho giocato qui. È quella che mi è rimasta più impressa.
So che ci sono ancora alcune persone che mi sostengono e altre che vogliono dimostrarmi il loro sostegno, non so, vogliono in qualche modo farmi sentire il loro appoggio. Però, è un po’ difficile fare un confronto tra il sostegno che ricevo, soprattutto oggi. So che c’erano comunque alcune persone là fuori che facevano il tifo per me e le ringrazio. È sempre molto bello sentire qualcuno che ti incita, anche quando la situazione non è proprio del tutto equa, ma va bene così. (Sorride.)
D. Hai giocato contro Qinwen qui due anni fa. Negli ultimi due anni siete entrambe cresciute, vi siete evolute e avete raggiunto tanti traguardi. Dal tuo punto di vista, che cosa è cambiato nel gioco di Qinwen? Inoltre, Qinwen ti ha fatto i complimenti durante la cerimonia di premiazione. Potresti condividere le tue impressioni a riguardo?
MIRRA ANDREEVA: A dire la verità, non ricordo molto della nostra partita di due anni fa. Ricordo che era stata difficile. Oggi sicuramente ha giocato molto bene. È stato anche molto carino da parte sua dirmi una cosa così bella. Naturalmente, lo apprezzo davvero tanto anch’io.
Ha anche detto, ovviamente, quello che sappiamo tutti, cioè che ha avuto un anno difficile. È anche molto bello vederla giocare meglio e tornare ai suoi livelli.Sì, penso che presto riuscirà ad alzare ancora di più il proprio livello.
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