Sono stati a lungo etichettati come giovani promesse, i volti della cosiddetta “Next Gen” destinati a incarnare il futuro di questo sport. Eppure, talenti cristallini come Rafael Jodar, Learner Tien, Joao Fonseca, Jakub Mensik e Martin Landaluce non hanno alcuna intenzione di aspettare il domani. Infatti, la pattuglia degli under 20 sta già dettando legge nell’ATP Tour. A dimostrarlo sono i risultati sul campo, con Jodar e Tien che ormai vedono la Top 10 a un passo in quel di Cincinnati, dove hanno raggiunto il terzo turno affiancati proprio dal ventenne Landaluce e dal diciannovenne Joao Fonseca. Il talento brasiliano, già detentore di due titoli del circuito maggiore (a Buenos Aires e Basilea) proprio come i colleghi Tien e Mensik, si sta godendo l’ascesa del suo gruppo da una posizione privilegiata e ne parla fiero ai microfoni di Tennis Channel.
Fonseca: “Ragazzi umili che lavorano sodo”
“È bello vedere che la nuova generazione sta giocando un buon tennis“, racconta Fonseca. “Sono tutti dei bravi ragazzi. Ragazzi umili che lavorano sodo. Contro Learner ci ho giocato a livello juniores. Contro Landaluce ci ho giocato nei tornei juniores. Con Mensik ci ho giocato nel mio primo anno da juniores. Jodar, invece, lo conosco dalle Next Gen ATP Finals“.
Tra questi ragazzi, l’ascesa di Fonseca ha un sapore speciale. Agli US Open del 2023, il brasiliano conquistò il titolo juniores sconfiggendo in finale proprio Learner Tien, quando entrambi erano ancora nomi noti solo agli addetti ai lavori. Quel trionfo gli regalò la prima posizione del ranking giovanile, rendendolo il primo brasiliano della storia a raggiungere tale traguardo. Oggi, a un passo dal suo ventesimo compleanno – che festeggerà il 21 agosto –, Fonseca tornerà a Flushing Meadows da numero 26 del mondo e, per la prima volta, in veste di testa di serie.
“È sempre bello ricordare“, ammette riflettendo sul suo percorso a New York. “Penso che la mia carriera giovanile sia stata davvero speciale per me e molto importante per il mio sviluppo, sia come giocatore che come persona. Quell’US Open è stato fantastico, ho giocato un buon tennis e, quando ci tornerò, proverò a immaginare di vincere il titolo maschile“.
Una stagione da star
La fiducia del giovane sudamericano non è casuale, ma frutto di una stagione in cui si è costantemente misurato alla pari con le più grandi stelle del circuito nei Masters 1000. Il tabellino di marcia è impressionante: ha sfidato Jannik Sinner al quarto turno di Indian Wells, l’allora numero 1 Carlos Alcaraz a Miami, per poi spingersi fino ai quarti a Monte-Carlo (fermato solo da Zverev) e scontrarsi con il coetaneo Jodar in un infuocato terzo turno a Madrid. Il capolavoro assoluto, però, è arrivato al Roland Garros, dove ha scioccato il mondo intero rimontando due set di svantaggio a Novak Djokovic, per poi approdare al suo primo quarto di finale in un Major. “Mi piacciono i grandi match“, sottolinea il brasiliano, riassumendo perfettamente la sua attitudine agonistica.
Il percorso di Fonseca a Cincinnati
Un’indole guerriera che si è vista anche in questi giorni al Cincinnati Open. Analizzando la sua ultima vittoria contro un avversario insidioso come Botic van de Zandschulp, Fonseca evidenzia la sua capacità di adattamento in condizioni meteorologiche proibitive. “Ho giocato un buon tennis oggi, mi sono sentito bene in campo“, ha spiegato. “Era abbastanza umido, faceva molto caldo perfino per un brasiliano! Ma ho affrontato un turno difficile e ora sono al terzo“.
Dal punto di vista tattico, il diciannovenne ha mostrato una lucidità da veterano, specialmente nei momenti chiave e nel convertire le palle break: “Sapevo che Botic fosse un giocatore difensivo, ma che allo stesso tempo ama mettere molta pressione perché colpisce la pallina molto forte. Sta molto a fondo campo ed è difficile giocare contro di lui perché non ti fa sentire a tuo agio. Provo a mettere tanta pressione all’inizio dello scambio. Stavo giocando davvero bene finché, credo, non ha iniziato a giocare meglio lui, mettendo a sua volta tanta pressione. Ma sì, fa parte del gioco. Sono rimasto positivo e concentrato nel tie-break. Ci sono alcune cose da sistemare, ma sono contento di me stesso“.
Il cammino a Cincinnati segue a ruota la brillante, ma agrodolce, esperienza al Masters di Montreal. In Canada, Fonseca ha incamerato vittorie di prestigio contro campioni del calibro di Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud, prima di cedere agli ottavi contro il futuro vincitore del torneo, Ben Shelton. Una sconfitta che brucia ancora, ma che è servita da lezione: “È stata dura per me. Sapevo sicuramente che sarebbe stata una partita difficile, ma non volevo perderla. Penso di aver avuto tantissime opportunità in quel match, alcuni break iniziali da entrambe le parti… tante occasioni e cose che mi hanno fatto riflettere molto. Quindi sì, è stata una sconfitta dura da digerire, ma sicuramente sono preparato per i grandi incontri, per i match importanti del futuro“.
Guardando al prossimo ostacolo in Ohio, Fonseca si troverà di fronte l’australiano Chris O’Connell, avanzato a seguito del ritiro di Casper Ruud. Una sfida inedita che il brasiliano accoglie con entusiasmo: “Beh, una cosa molto bella è che da tanto tempo non affrontavo un avversario diverso. Di solito incontro gli stessi giocatori, quindi è davvero bello. Lui è un bravo ragazzo, lo conosco abbastanza bene, parliamo un po’ negli spogliatoi. Sarà sicuramente un match difficile. In realtà mi dispiace per Casper che non ha potuto giocare. Gli auguro una pronta guarigione“.
L’influenza di Joao in Brasile
Ma l’impatto di Fonseca va ben oltre i confini dei campi nordamericani. In patria, la sua ascesa vertiginosa sta innescando un vero e proprio boom per il movimento tennistico. Quando gli viene fatto notare come il suo successo stia portando nuovi investimenti e giovani leve allo sport, il sorriso di Fonseca tradisce un misto di orgoglio e genuina umiltà: “È fantastico perché tantissime persone si stanno avvicinando al tennis. Lo vedo nel posto in cui mi alleno: arrivano sempre più bambini. Nel negozio della nostra accademia ci sono sempre più persone che vendono racchette. Anche alcuni ragazzi giovani stanno iniziando a giocare i tornei ITF con ottimi risultati. È bello vedere che il tennis sta crescendo così tanto. In realtà, ad oggi è uno degli sport più importanti in Brasile, quindi è davvero bello da vedere e mi sento molto felice di farne parte, nel mio piccolo“.
Un punto di vista fin troppo modesto per chi, a soli 19 anni, non è solo “una piccola parte” di questo rinascimento, ma il motore trainante che sta ispirando un’intera nazione.
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