Forse l’impossibile è solo una forma mentale. Forse è un limite che gli uomini si danno per combattere la paura. Dunque, per fortuna in campo non vanno le proprietà immobiliari, i fondi sterminati, i conti da record: in una novantina di minuti può tranquillamente andare in cenere l’analisi aulica di noi e loro, noi poveri italiani e loro, gli inglesi ricchi e maestri di tecnica, tattica e finanza.
Il campo racconta l’unica trama che valga la pena ascoltare: e la scrivono le persone (meno male) e non i bilanci. Dunque dimenticate chi è Stan Kroenke ovvero il proprietario dell’Arsenal con il suo gruppo Kroenke Sports and Entertainment che controlla i Rams, che hanno vinto il Superbowl, i Denver Nuggets (pallacanestro Nba) e altre sette squadre di vario genere principalmente in Colorado e, soprattutto, il grande stadio di Los Angeles. Dove De Laurentiis è stato ospite per assistere alla gara del Belgio al Mondiale. Per Kroenke, l’Arsenal è solo un pezzo (minuscolo) di un affare globale: quando nel 2018 rilevò le quote del magnate Alisher Usmanov, c’erano state le proteste dei tifosi dell’Emirates Stadium. Un po’ come l’estate dell’A16 di De Laurentiis. Ora tra le nuove missioni quella di rifare l'Emirates Stadium, nel quartiere londinese di Islington.
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I numeri
Vabbé, sono impietosi: il fatturato dell’Arsenal è di 822 milioni di euro. Il Napoli, tra i club più solidi e in salute d’Italia, ha un fatturato di 230 milioni di euro. L’Arsenal, per intenderci, è il club con il terzo fatturato più alto di sempre, dietro solamente ai soli due club capaci di superare quota un miliardo, il Real Madrid e il Barcellona. Inoltre, non va dimenticata la questione sponsor, con contratti importanti come Emirates – main partner dei Gunners che dà nome anche allo stadio di Londra – e lo sponsor tecnico Adidas. Per un valore stimato di altri 35 milioni. La distanza tra il valore di Napoli e Arsenal delle rose è impressionante: 1 miliardo e 330 milioni per i londinesi contro i 432 del club azzurro. Si va dai 120 milioni spesi per Rice (tra i più costosi acquisti della Premier) ai 110 di Saka e i 100 di Saliba. Ovviamente, il monte ingaggi segna la distanza siderale: l’Arsenal paga 230 milioni (lordi), il Napoli 125 milioni. E versa uno stipendio ad Arteta di quasi 19 milioni. Contro gli 8 di Max Allegri. D’altronde, ci sta: se uno ha un fatturato di 822 milioni e l’altro di 290 milioni ovvio che il mondo ha una visione differente. Il punto di partenza sono certamente i diritti televisivi e broadcasting: l’Arsenal ha messo in bilancio 272,8 milioni di sterline, ovvero oltre 305 milioni di euro. De Laurentiis incassa per i diritti tv della serie A la fetta di 70 milioni di euro. Non è finita: ben 11 calciatori viaggiano con stipendi superiori ai 10 milioni all’anno (Saka arriva a 22 milioni): nel Napoli De Bruyne e Hojlund, i due paperoni, sono gli unici a superare questa soglia. Insomma, nulla è impossibile. Forse.
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