VILLORBA (TREVISO) - «Donne è arrivato l’arrotino...che vi svuota il portafoglio». Dovrebbe essere questa la frase completa che si sente ogni tanto per le vie di Catena e Ponzano, emessa da un altoparlante di una Alfa Romeo Giulietta di colore scuro. Alla guida c’è un signore meridionale di mezza età, dai modi gentili, che cerca di attirare possibili clienti promettendo di affilare coltelli, sistemare ombrelli o forbici. Il lavoro lo fa, certo, il problema è quando presenta il conto. Ed è qui che prende forma la truffa.
I coltelli
Per affilare cinque coltelli, mezz’ora di lavoro, sono 150 euro. Questo è il conto che si è vista presentare una donna di 63 anni dopo aver fermato l’arrotino ambulante. La donna, che non aveva con sé abbastanza contanti, è stata accompagnata dallo stesso uomo fino all’ufficio postale di Lancenigo per prelevare il denaro. «Mia mamma ha sentito più volte durante queste settimane l’annuncio di questo arrotino che proveniva dagli altoparlanti di un’Alfa nera e ha sempre voluto fermarlo per farsi affilare cinque coltelli che ha in cucina – racconta la figlia, Erica Bettiol –. Così ieri mattina lo ha avvicinato. Gli ha chiesto subito quanto avrebbe speso ma lui le ha risposto che non poteva dirglielo in anticipo, perché il prezzo sarebbe dipeso dalle condizioni delle lame e dal tempo necessario per affilarle». L’uomo ha quindi aperto il bagagliaio dove aveva tutta l’attrezzatura e iniziato il lavoro. «Quest’uomo, dall’accento meridionale, ha anche chiesto a mia mamma di andare in casa a prendere dell’olio per affilare le lame dato che lui non ne aveva - prosegue Erica -. Il lavoro in tutto è durato mezz’ora. Mia mamma gli ha chiesto quanto doveva pagare, lui le ha risposto 150 euro. Lei è rimasta sorpresa perché non immaginava minimamente una cifra del genere. Lui voleva solo essere pagato in contanti e mia mamma in casa non aveva tutti quei soldi». A quel punto l’uomo le ha chiesto se aveva il bancomat e si è offerto di accompagnarla a prelevare. La 63enne è così salita sull’auto dell’arrotino e ha raggiunto con lui la posta di Lancenigo. Dopo il prelievo, l’uomo l’ha riaccompagnata a casa e la donna gli ha consegnato i 150 euro, senza ricevere alcuno scontrino o ricevuta. «Quando me lo ha raccontato le ho detto: “Ti rendi conto che sei salita in macchina con uno sconosciuto per andare a prelevare?”. Solo a pensarci mi vengono i brividi - spiega Bettiol -. Mia mamma ha contatto subito i Carabinieri che le hanno detto che hanno ricevuto già molte segnalazioni di questo truffatore ma che non possono fare nulla».
L’anello
Nel frattempo tornano le segnalazioni sulla cosiddetta truffa dell’oro nell’opitergino-mottense. Ieri una coppia sospetta è stata notata prima a Gorgo al Monticano e poi nella zona di Meduna di Livenza. Il primo avvistamento è avvenuto intorno alle 13 in via dello Sport, nei pressi del campo sportivo di Gorgo. Secondo quanto riferito, le due persone hanno cercato di avvicinare e raggirare due ragazze. Poco dopo, gli stessi soggetti sono stati notati lungo la strada del Malgher, in direzione Mure di Meduna. L’ auto è scura, con un portapacchi sul tetto e targa gialla. A bordo c’erano un uomo con jeans, camicia bianca e gilet e una donna sul lato passeggero. I truffatori cercano di attirare l’attenzione degli automobilisti simulando una situazione di difficoltà, per poi proporre un anello presentato come prezioso in cambio di denaro. Il monile consegnato si rivela invece privo di valore. Un episodio analogo era stato segnalato prima di Ferragosto a Ponte di Piave, nella zona di Levada, lungo la Strada Regionale 53. Anche in quel caso era stata segnalata una coppia su un'auto con targa gialla, che cercava di fermare gli automobilisti.
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