Quattro carceri, quattro fughe da
film, una in Belgio e tre in Italia, prima di finire in trappola
in Spagna. L'ultima corsa del 'mago delle evasioni' è finita a
Tarragona, in Catalogna, dove la polizia nazionale spagnola ha
arrestato domenica Taulant Toma, 42 anni, latitante albanese fra
i 'most wanted' dalla giustizia italiana. Evaso l'ultima volta
il 7 dicembre scorso dal carcere di massima sicurezza di Opera,
nel Milanese. Gli investigatori dell'Udef, il Gruppo per la
criminalità economica e fiscale della polizia, gli davano la
caccia da tempo. Toma si nascondeva nel quartiere di Campclar,
ad alta densità criminale, dietro falso nome e, a quanto pare,
protetto da una rete della mafia albanese dedita al traffico di
droga. E' stato intercettato mentre viaggiava su una Volkswagen
Golf con quattro connazionali. Al momento del fermo ha tentato
di occultare la sua identità, mostrando documenti falsi.
Intestati a un albanese peraltro con precedenti a Girona per
detenzione di armi ed esplosivi. Ma gli investigatori avevano la
sua descrizione fisica, sapevano della profonda cicatrice sul
volto. "Era lui il nostro obiettivo, lo abbiamo riconosciuto e
bloccato, mentre intorno ha cominciato a riunirsi una folla", ha
spiegato all'ANSA l'ispettore capo dell'Udef di Tarragona, che
ha coordinato l'operazione. Toma ha opposto una dura resistenza.
Alcuni dei complici che erano con lui sono scappati, mentre uno
di loro avrebbe tentato di impedire l'arresto, colpendo due
agenti presenti, per poi dileguarsi a sua volta, dopo essersi
disfatto di un'arma, successivamente recuperata dalla polizia
catalana. Per il 'mago delle evasioni' si sono riaperte le porte
del carcere, il penitenziario di Mas d'Enric a Tarragona, dove
resterà in attesa dell'estradizione in Italia, sotto stretta
sorveglianza. La sua leggenda comincia il 9 ottobre 2009, quando
ha 25 anni. Detenuto nel carcere di Terni per rapina aggravata,
approfittò di una partita di calcio nel cortile. Come nel più
classico degli action movies, attraverso un varco nella rete e
poi con l'aiuto di lenzuola annodate, riuscì a superare il muro
di cinta e a riacquistare la libertà. La latitanza durò 74
giorni e si concluse in un residence di Casarile, nel Pavese,
dove l'albanese fu catturato insieme al cugino Erjis Kuni,
ritenuto suo fiancheggiatore. Ma il copione della 'fuga da
Alcatraz' torna in scena il 2 febbraio 2013, nel carcere di
Parma, dove era rinchiuso. Toma evade di nuovo, questa volta
assieme al connazionale Valentin Frokkaj: i due manomettono e
segano le sbarre della cella e, annodano le lenzuola, si calano
oltre la cinta del penitenziario. Anche questa evasione, come la
prima, scatena polemiche sulla sicurezza delle carceri e le
carenze di organici degli agenti penitenziari, oltre a
un'inchiesta interna. Catturato in Belgio mesi dopo, l'Houdini
delle sbarre finisce nel carcere di Lantin, vicino Liegi. Ma non
si rassegna a restare in gabbia e il 14 dicembre 2013 arriva la
terza fuga, la più rocambolesca. Secondo le cronache, alcuni
detenuti formano una piramide umana che gli consente di superare
il muro dell'Istituto di pena. All'esterno lo attende un'auto
con complici. L'ultima evasione è quella più recente e, ancora
una volta, sembra uscita da un film. Il 7 dicembre 2025 dal
settore di massima sicurezza del carcere di Opera, Toma sega le
sbarre della cella e si cala con lenzuola annodate. Un déja vu
del quale resta come unica traccia la descrizione del ricercato
diramata da Europol con il mandato di arresto: capelli rasati,
un metro e ottanta di altezza, corporatura robusta, i tatuaggi e
la cicatrice sul volto.. Dopo la fuga si sarebbe trasferito in
Spagna e stabilito a Tarragona. e aveva di recente avviato una
relazione con una cittadina spagnola di origini arabe, una donna
di 35 anni che pare fosse del tutto all'oscuro della reale
identità di Taulant Toma. Gli investigatori indagano ora sulla
rete di connazionali che potrebbe averne favorito la latitanza.
Per il 'mago delle evasioni' si è richiusa la cella. Almeno fino
alla prossima fuga.
DVP
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home