Armi e 1,8 chili di cocaina in auto e in casa: arrestato postino in pensione

2026/09/29

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Un postino in pensione di 67 anni, residente a Santa Elisabetta, nell’Agrigentino, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione di droga e armi. In auto aveva due armi clandestine, tra cui un fucile rubato in Spagna, e un coltello a serramanico. Nelle sue abitazioni sono stati poi sequestrati un chilo e 800 grammi di cocaina. È stato trasferito nel carcere di Agrigento.

Il controllo sulla provinciale

L’operazione è scattata durante un posto di controllo lungo la strada provinciale 21, nel territorio di Casteltermini, dove i militari della Stazione locale e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cammarata hanno fermato la Fiat Panda guidata dall’uomo.

Nella perquisizione dell’auto, nel vano posteriore, sono stati trovati un fucile a doppietta calibro 12, risultato rubato in Spagna e con la matricola parzialmente abrasa, una pistola semiautomatica Beretta calibro 7,65 e un coltello a serramanico.

Il sequestro di cocaina in casa

I controlli sono stati poi estesi alle abitazioni nella disponibilità del 67enne, nel comune di Santa Elisabetta. Qui i carabinieri hanno recuperato, all’interno di uno zaino e di un borsone, un chilo e 800 grammi di cocaina, suddivisi in un panetto integro, una parte dello stesso e un ulteriore involucro.

In casa sono stati sequestrati anche due bilancini di precisione e il materiale per il taglio e il confezionamento delle dosi. Tre fucili da caccia, regolarmente denunciati, sono stati ritirati a scopo cautelare insieme al relativo munizionamento.

Le accuse e il trasferimento in carcere

Al 67enne vengono contestati, a vario titolo, la detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, la detenzione di armi clandestine, la ricettazione e il porto abusivo di armi. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro.

Al termine delle procedure, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, l’uomo è stato trasferito nel carcere locale a disposizione dell’autorità giudiziaria. Come per ogni arrestato, vale la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo.

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