Arbitro ferito a Lacco Ameno: «Molto presto sarò in campo»

2026/10/01

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Tre giorni per guarire il fisico ma chissà quanto tempo per dimenticare. Alessandro Cotta, 19 anni di Portici, è il giovane arbitro colpito in campo da un sasso, domenica 27 settembre, durante la partita a Ischia del campionato di prima categoria tra Lacco Ameno e Real S.G. di Frattaminore. Sul volto, a pochi millimetri dalla tempia e dall’occhio destro, ha ancora la benda con la quale gli specialisti dell’Ospedale del Mare lo hanno medicato dopo avergli curato la ferita con un punto di sutura. Ricorda tutto, ogni momento dei quella giornata: la partita; le tensioni; il cartellino rosso per due giocatori; gli ultimi minuti di gioco e quel sasso scagliato da chissà chi. E poi il sangue che gli copriva la faccia. Non ha dimenticato un solo particolare. Un pacchetto completo di emozioni forti che ancora lo assillano. Paura inclusa. Ma il coraggio, con il passare dei giorni, sembra prendere il sopravvento: «All’inizio ero confuso», racconta Alessandro, arbitro della sezione AIA di Ercolano da quando aveva quindici anni. «Ho sentito un colpo alla tempia, la faccia si è coperta di sangue e sono andato a cercare qualcuno che potesse aiutarmi». Tutto in pochi secondi: i primi a prestare soccorso sono stati i giocatori del Real Frattaminore: «Poi sono arrivati i dirigenti del Lacco Ameno che hanno chiamato l’ambulanza. Una brava dottoressa», ricorda Alessandro, «mi ha medicato sul posto e avrebbe voluto che andassi in ospedale. Ma ho rifiutato perché in quel momento volevo lasciarmi alle spalle il campo di gioco e l’isola. Sugli spalti, a guardare la partita, c’era mio padre Ermenegildo: tanto spavento anche per lui. Insieme abbiamo deciso di metterci in viaggio e tornare a casa. In serata sono andato all’Ospedale del Mare per altri controlli, ma la situazione non è mai stata preoccupante».

La ripresa

La serenità, per Alessandro e la sua famiglia, sta tornando in questi giorni insieme con la voglia di rimettere piede in campo e riprendere ad arbitrare: «Sono pronto, ma la ferita alla tempia deve ancora guarire e potrò arbitrare di nuovo solo quando sarò in perfetta forma. E se dovessero decidere di mandarmi in quello stesso stadio, ci andrò senza problemi. Sarà uno schiaffo morale per chi ha mi ha ferito: un gesto criminale e vandalico che non si può giustificare». Intanto la prima uscita ufficiale di Alessandro, dopo il ferimento, è stata al Mav di Ercolano dove, martedì 29 settembre, si è svolta la cerimonia di consegna del premio “Giuseppe Prota” alla presenza della sindaca Antonietta Garzia; del consigliere regionale, Giorgio Zinno; del presidente LND Campania, Carmine Zigarelli; del consigliere FIGC, Giuliana Tambaro; del vicepresidente dell’AIA nazionale, Michele Affinito; del presidente del comitato regionale arbitri, Stefano Pagano e del presidente della sezione AIA di Ercolano, Giuseppe De Luca. «Ho espresso la mia vicinanza ad Alessandro», dice la sindaca Garzia, «Lo sport deve educare al rispetto, alle regole e all’avversario. Società sportive, famiglie e istituzioni hanno il dovere di lavorare insieme perché episodi come questo non diventino mai la normalità». «Un arbitro deve poter svolgere il proprio compito senza paura», aggiunge Aniello Iacomino, consigliere delegato allo sport del comune di Ercolano. «Rivolgo un appello a tutte le società sportive affinché siano sempre in prima linea nel promuovere una cultura del rispetto, educando atleti, dirigenti, tecnici e tifosi a vivere lo sport con correttezza e responsabilità».

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