Secondo il Guardian, Riad sarebbe pronta a un’azione militare contro gli Huthi via mare e, forse, anche via terra, per scardinare il blocco di Bab el-Mandeb imposto, su input di Teheran, dal gruppo islamista yemenita
Resta alta la tensione in Medio Oriente. Secondo quanto riferito dal Guardian, l’Arabia Saudita si starebbe preparando a un’offensiva militare contro gli Huthi. In particolare, Riad sarebbe pronta a sferrare non soltanto un attacco via mare ma anche via terra (nello Yemen centrale). Le manovre di Mohammad bin Salman sarebbero finalizzate a disarticolare il blocco navale che gli stessi Huthi hanno decretato, la settimana scorsa, ai danni del regno.
Del resto, più o meno a metà luglio, Reuters aveva riferito che i pasdaran avevano esortato il gruppo islamista yemenita a chiudere Bab el-Mandeb, fornendogli anche missili e droni per agire in tal senso. E così, negli scorsi giorni, Riad ha effettuato dei raid aerei di natura ritorsiva contro alcune postazioni militari degli Huthi nello Yemen. Ha inoltre condotto, in coordinamento con Washington, degli attacchi in territorio iracheno ai danni di miliziani filoiraniani, accusati di aver messo nel mirino dei pozzi petroliferi sauditi.
La nascita della maxi coalizione internazionale per la sicurezza nel Mar Rosso
È in questo quadro complessivo che, ieri, l’Arabia Saudita ha creato una coalizione insieme a Kuwait, Bahrain, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania, Yemen, Bangladesh, Nigeria, Sudan, Gibuti e Somalia: l’obiettivo è quello di salvaguardare le rotte di navigazione del Mar Rosso dalle minacce degli Huthi. Non solo. Secondo la Cnn, il governo di Riad ha reso noto “che i capi militari e altri rappresentanti di 43 paesi hanno partecipato a una riunione sull’iniziativa, di persona o tramite collegamento video”. “Ha preso parte all’incontro anche una delegazione dell’Unione europea”, ha aggiunto la testata.
I delicati equilibri geopolitici tra Washington, Riad e Tel Aviv
Sotto questo aspetto, bisognerà vedere in che modo si evolverà il rapporto tra Riad e Washington. Da una parte, come abbiamo visto, gli americani hanno spalleggiato i sauditi nei loro raid sul territorio iracheno. Del resto, gli Stati Uniti hanno tutto l’interesse a mantenere libero lo Stretto di Bab el-Mandeb e a difendere gli impianti petroliferi sauditi, onde scongiurare ulteriori aumenti del prezzo del petrolio. Tuttavia, dall’altra parte, non è che le relazioni tra Riad e Washington siano completamente idilliache.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha fatto sapere che il recente accordo sul nucleare sottoscritto da Usa e Arabia Saudita sarà subordinato all’adesione di Riad ai Patti di Abramo. Un’adesione che tuttavia, nei mesi scorsi, Mohammad bin Salman aveva a sua volta condizionato all’avvio di un processo concreto volto a istituire uno Stato palestinese: quello Stato palestinese che, soprattutto a causa delle pressioni provenienti dall’ala destra della sua stessa coalizione, Benjamin Netanyahu non è, al momento, in grado di accettare, soprattutto in vista delle elezioni per la Knesset che si terranno a ottobre.
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