Apple potrebbe introdurre nel 2026 un sistema per disattivare alcune applicazioni sugli iPhone acquistati a rate se il proprietario resta indietro con i pagamenti.
Lo riporta Infobae il 23 luglio. L’obiettivo sarebbe ridurre insolvenze e frodi nei programmi di finanziamento dei dispositivi, una scelta che riaccende il dibattito su controllo dei device, credito al consumo e diritti degli utenti.
IA, soldi record e robot autonomi: la tecnologia corre, le regole inseguono
La notizia arriva in una giornata dominata da intelligenza artificiale, sicurezza digitale e nuovi modelli di business. Nel flusso di aggiornamenti pubblicato da Infobae, l’IA resta al centro della scena. Google, secondo la testata, ha superato i 100 miliardi di dollari di ricavi trimestrali, mentre il cloud avrebbe toccato quota 24,8 miliardi di dollari, spinto anche dalla domanda di servizi legati all’AI.
Ma non ci sono solo i conti. Diversi articoli richiamano l’attenzione degli esperti su privacy, lavoro e infanzia, tre terreni dove chatbot e sistemi generativi stanno avanzando più in fretta delle regole. In parallelo, viene citata una ricerca secondo cui i consigli elettorali dati dai chatbot sarebbero “inesatti e poco affidabili”, un punto delicato in un anno segnato da appuntamenti politici in più Paesi.
Sul fronte della robotica, riflettori puntati su un robot che apprende come un bambino, capace di imparare nuove abilità da solo. Un’immagine efficace, certo. Ma anche un avvertimento: la tecnologia non resta più chiusa nel software. Entra negli oggetti fisici. E lì, quando qualcosa va storto, il peso degli errori cambia.

Postazione di lavoro con laptop e smartphone, con un simbolo di lucchetto sul monitor, a tema sicurezza e controllo dei dispositivi.
WhatsApp, Gmail e PDF: le novità che entrano nella vita di tutti i giorni
Nella stessa rassegna, le novità più concrete riguardano gli strumenti che molti usano ogni giorno. WhatsApp prepara o introduce funzioni per modificare file PDF direttamente dalla chat, usare lo stesso account su iPad, condividere canzoni negli stati da Spotify e Apple Music e programmare eventi nei gruppi. Sulla carta sono piccoli cambiamenti.
Nella pratica possono modificare abitudini ormai consolidate, soprattutto per chi usa l’app anche per lavoro. Google, intanto, spinge sull’accesso senza password: Gmail attiva il login tramite videoselfie, mentre un altro sistema permette di entrare nell’account senza digitare la chiave tradizionale. La promessa è ridurre furti e phishing. Resta però il nodo dei dati biometrici e di come vengono gestiti.
Infobae segnala anche una falla legata all’estensione Adobe Acrobat che potrebbe esporre le chat di WhatsApp Web. Sembra un dettaglio tecnico, ma basta a ricordare una cosa semplice: la sicurezza non dipende solo dalle grandi piattaforme. A volte è sufficiente un’estensione installata male. O lasciata lì e dimenticata.
Videogiochi, streaming e nostalgia digitale: cosa cercano gli utenti nel 2026
Il quadro si allarga poi all’intrattenimento digitale, tra Steam, vecchi cellulari Nokia, giochi classici e streaming. Steam aggiorna la piattaforma per ridurre le interruzioni durante le sessioni di gioco, una richiesta frequente tra gli utenti più assidui. Microsoft, invece, punta sulla memoria: su Windows 11 arrivano giochi classici Xbox compatibili con PC, mentre un altro articolo ricorda gli anni in cui i Mac uscivano con titoli già inclusi, come quelli di Pangea Software.
C’è poi il filone della nostalgia hardware, con il Nokia 1100 e il Nokia 100, telefoni di molti anni fa che nel 2026 attirano ancora per autonomia, semplicità e prezzo. Sullo sfondo resta il tema del consumo legale. Guardare partite della Conmebol Sudamericana su siti come Roja Directa o Tarjeta Roja, avverte Infobae, espone a pubblicità ingannevoli e malware capaci di rubare password e dati personali. È il lato meno romantico della rete: comoda, veloce, spesso gratuita. Ma quasi mai senza un prezzo.
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