Tra le ore 16:30 del 15 giugno e le 8 del 18 giugno, ignoti danneggiavano con esplosivo l’autogrù che occasionalmente aveva portato il mezzo in contrada Granato di Cefalù, dove doveva eseguire lavori per conto della Rizzani de Eccher. Anche in questo caso il danno ammontava a circa 50 milioni di lire
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.
Lo sviluppo delle attività imprenditoriali della Rizzani De Eccher continuava con l'instaurazione di numerosi altri contatti con imprese dell'isola, alle quali Li Pera forniva il supporto di "potere" del colosso udinese e delle sue amicizie per ottenere vantaggi economici e partecipazioni in appalti. Questo, ad esempio, era il caso delle gare da effettuarsi a Comiso.
Il 19.06/1990 alle ore 10,13 Li Pera chiamava la sua segretaria Giulia per sapere se erano arrivati i documenti per una gara da undici miliardi per il comune di Ispica. "...controlla eventualmente fai una fotocopia... eh... in modo tale che ne parliamo giovedì mattina con quelli che vengono da Comiso... perché siccome è nella... nella loro zona... sicuramente... eh... loro sapranno già se c'è qualcuno... eh... capito no?...";
(vds.all.nr.185).
Già il giorno successivo Li Pera contatta "...quelli che vengono da Comiso...", infatti, alle ore 09,10 del 20/06/1990, Giulia, impiegata della Rizzani chiama l'utenza nr. 0932/927144 intestata alla COOPERATIVA SUD COSTRUZIONI con sede in contrada Cifali Ganzeria, Chiaramonte Gulfi (RG) e chiede al geometra CHESSARI conferma dell'appuntamento, con Li Pera, per il giorno successivo alle ore 09,30. L'interlocutore conferma la sua disponibilità.
(vds.all.nr.186).
Per comprendere perfettamente lo sviluppo e la preparazione che esiste a monte di una gara d'appalto, è necessario ricordare che a pagina 578 del capitolo relativo al consorzio C.E.M.P.E.S. l'ing.Zito della Tor di Valle, amico del Li Pera, viene da questo interpellato al fine di ottenerne la disponibilità ad un intervento presso la Cassa per il Mezzogiorno per il finanziamento di due progetti, da quaranta miliardi ciascuno, nel ragusano. La preoccupazione del Li Pera è quella di impegnarsi con nuovi soci di lavoro e di non riuscire a tenervi fede stante all'attuale incapacità della Rizzani di intercedere e imporsi a livello decisionale con i vertici della Cassa per il Mezzogiorno. In tale attività, evidentemente, ha gioco facile la Tor di Valle che deve godere di un ottimo canale privilegiato, così come ampiamente dimostrato per quanto attiene i lavori di costruzione del collettore emissario zona sud di Palermo. Nella stessa conversazione, il Li Pera precisa che "...ovviamente c'è un impresa del posto che entra nel discorso... che fornisce tutti i discorsi... è una cooperativa comunista di Comiso... che fattura circa trenta miliardi...".
Di fronte a tali argomenti l'ing.Zito garantiva il suo impegno e lo stesso giorno, 05/06/1990 alle ore 18,21, dopo solo quindici minuti dalla conversazione con LI PERA egli chiamava il dottor Catti a Roma proponendogli l'affare, accolto con molto interesse dal dirigente che, anzi, apprendendo che trattasi di una cooperativa comunista affermava che "...se è una cooperativa sì.. perché poi oltre tutto una cooperativa è probabilmente piazzata agli enti locali... dico la cooperativa più è rossa e più è sana...". (vds.all.nr. 286 capitolo Campes).
I contatti tra Li Pera e Zito continuavano nei giorni successivi, stante la disponibilità dei responsabili della Tor di Valle a stabilire un accordo al 50%, anche in via ufficiale, considerato l'ottenimento del finanziamento. Li Pera, dal suo canto, garantiva che la cooperativa avrebbe fornito "...è gente... perché loro ti danno tutta la copertura di là...ecc....ecc...insomma...capito?...".
Una garanzia necessaria perché il territorio era nuovo per le due società e quindi doveva esserci tutta la copertura occorrente, in ogni senso.
Il giorno 13 giugno alle ore 16,28 l'ing.Zito veniva sollecitato dal Li Pera ad una rapida definizione della vicenda essendo stato a sua volta interpellato dai partner ragusani. (vds.all.nr.288 Cempes).
La vicenda poteva essere definita il giovedì successivo alla presenza del geometra Chessari, in Caltanissetta alle ore 09,30 del 22/06/1990. (vds.all.nr.187). I due si sarebbero poi nuovamente incontrati alle ore 09,00 del 26/06/1990. (vds.all.nr.188).
Su tale problematica venivano iniziati accertamenti, tuttora in corso, stante la mancanza di documentazione attinente, già richiesta agli enti interessati.
Per la comprensione delle dinamiche comportamentali interne all'organizzazione, è opportuno soffermarsi su due attentati verificatisi in Cefalù nel mese di giugno scorso.
Nella serata dell'8/06 ignoti facendo uso di esplosivo danneggiavano l'autogru tipo Troisi, modello MD356T, matricola 336A056 telaio 7490/S di proprietà della ditta Callisto Pontello S.p.A. con sede in Firenze, piazza Donatello nr.4, impegnata nei lavori per la costruzione del lotto 33/bis dell'autostrada Messina - Palermo. Il mezzo incustodito per fine settimana lavorativa, era stato lasciato parcheggiato all'inizio della costruenda galleria sita in località S.Elia, agro di Cefalù. Il danno ammontava a circa 50.000.000 di lire.
Tra le ore 16,30 del 15/06 e le 08,00 del 18 successivo, ignoti danneggiavano con esplosivo, l'autogru marca Corradini nr.725PL, matricola 0707, di proprietà di RIVOLO Angelo, nato a Palermo il 02/11/1964, residente in via Messina nr.15, che occasionalmente aveva portato il mezzo in contrada Granato di Cefalù, ove doveva eseguire lavori per conto della Rizzani De Eccher. Terminati i lavori che erano stati affidati in sub-appalto dalla ditta TORNO, consistenti nella ricollocazione di impalcature di alcuni viadotti facenti parte della costruenda autostrada. Anche in questo caso il danno ammontava a lire 50.000.000 circa.
I due episodi delittuosi mettevano in agitazione Li Pera e i suoi più stretti collaboratori. In particolare, sfruttando la struttura criminale su cui poteva contare, egli si adoperava per comprendere appieno la dinamica dei fatti.
Il 20/06/1990 alle ore 18,08, Li Pera chiama il cantiere della Rizzani a Palermo, via Lanza di Scalea e parla con tale Totò, probabilmente uno dei fratelli Buscemi.
omissis -
L= senti tu per caso hai parlato con Vito... qualcuno di quel discorso che è successo a Cefalù?;
T= no, con nessuno ho parlato, c'era Franco qua... no, con Franco solo ho parlato, c'era Franco qua... no, con Franco solo mi ricordo no... no... l'ho detto a quello il figlio di...;
L= eh... sì... sì...;
T= di Rivolo...;
L= ho capito...;
T= e basta, ma non... con Giovanni nemmeno ci siamo visti;
L= eh...;
T= e con Vito nemmeno...;
L= eh...;
T= e manco ho avuto l'opportunità di parlargli...;
L= ho capito... senti... Sebastiano li ha portati gli assegni vero?;
omissis - (vds.all.nr.191).
Il 25/06 alle ore 15,51 Li Pera contattava lo 0921/231430, risultata al terminale SIP non collegata, e cerca dell'ing.Barro, con il quale vuole discutere della vicenda di Cefalù. Non trovandolo conversa con l'ing. Amico.
omissis -
A= ma lei non ha idea di questa cosa?;
L= ma io diciamo ho fatto delle cose e la cosa è molto strana sia in... assolutamente nei nostri confronti, sembrerebbe anche nei confronti di quel poveraccio e quindi io volevo vorrei capire, anche perché c'era un precedente lì... no... di 15-20 giorni prima...;
A= alla Pontello...;
L= esatto, quindi la cosa comincia credo a vertere un po' più verso obiettivi specifici, quindi volevo parlare con l'ingegnere...;
A= ho capito...; (vds.all.nr.192).
Li Pera, pochi minuti dopo, chiamava lo 06/8486447, risultato anch'esso non collegato, e conversava con l'ingegnere Barro prendendo appuntamento con lui, per discutere dell'attentato, alle nove del mercoledì successivo presso la diga Rosa Marina. (vds.all.nr.193).
Il 24 luglio 1990 con foglio nr.20/48-1 di prot. la Compagnia Carabinieri di Cefalù inoltrava notizia di reato ritenendo sussistere il movente criminoso nel fatto che "... la ditta Albaponteggi precedentemente contattata dal geometra ZACCONE Giuseppe, pur essendo subito disposta ad eseguire i lavori richiesti d'urgenza fu lasciata ad attendere ed in merito non ebbe mai alcuna risposta circa l'inizio di essi; il Rivolo, pur di aggiudicarsi quei lavori ha praticato prezzi concorrenziali rispetto a quelli concordati tra il geometra Zaccone Giuseppe e personale della ditta Albaponteggi. Allo stesso geometra Zaccone ha mentito riferendo che la ditta Albaponteggi non era disposta a venire a Cefalù. Lo scorretto comportamento del Rivolo Angelo nei confronti della ditta Albamontaggi andava punito, chi poteva avere l'interesse a dare tale punizione se non i responsabili della ditta Albaponteggi, che nella vicenda sono rimasti estromessi per volere di Rivolo Angelo. Altra punizione doveva essere data al geometra Zaccone, il quale oltre a lasciare in sospeso la ditta Albamontaggi, pur di servirsi delle prestazioni del Rivolo Angelo, ed avendo necessità di iniziare i lavori, come da egli dichiarato, per qualche giorno doveva servirsi di un autogru che doveva essere fornita da una ditta che operava a qualche km dalla contrada Granato.
Per impedire tali lavori veniva danneggiata l'autogru della ditta Callisto-Pontello, guarda caso l'unica che in quei giorni, venendo da Cefalù era particolarmente esposta e ben visibile per chi percorreva il tratto autostradale in esercizio.
Quest'ultimo danneggiamento oltre a punire il geometra Zaccone, è stato un preciso segnale tendente a convincere le ditte autostradali che operano nella zona a non prestare mezzi meccanici. Ciò posto per i danneggiamenti si segnalano i fratelli Albamonte Guglielmo, nato a Palermo il 26.01.1960 e Albamonte Michelangelo, nato a Palermo il 26.01.1960, titolari della ditta Albaponteggi. Il Zaccone Giuseppe, nato a Palermo il 14.03.1963, residente a Caltanissetta in via Borgo Petilia, casello ferroviario 127, e Rivolo Angelo venivano deferiti per favoreggiamento personale avendo essi aiutato, con il loro comportamento i fratelli Albamonte ad eludere le investigazioni delle Autorità."
(vds.all.nr.194).
La ricostruzione alquanto semplificata dei fatti e dei moventi non appariva del tutto convincente non fosse altro che per la mancanza di reazioni a carico dell'Albaponteggi e dello stesso geometra Zaccone, che continuava a mantenere normali contatti con il Li Pera, sicuramente interessato a difendere la sua credibilità di fronte ai responsabili udinesi dell'impresa ed ai suoi amici palermitani.
In effetti un esame più attento della situazione e le risultanze delle intercettazioni telefoniche, permettevano di dare dell'intera vicenda una lettura molto più complessa e variegata di quanto non potesse apparire ad un primo superficiale esame.
Li Pera contattava l'ing. Fulvio BARRO, residente a Roma in via Gregorio VII nr. 466, dipendente della ASTALDI spa di Roma e con lui si incontrava sul cantiere della diga Rosa Marina. Specifici accertamenti stabilivano che la predetta diga era in costruzione nell'omonima contrada nel comune di Caccamo da parte della ditta ASTALDI spa, con sede in Roma in via Po nr. 11/15. Quest'ultima si era aggiudicata i lavori per complessivi 78.912.217.070, finanziati dall'Assessorato Agricoltura e Foreste di Palermo e assegnati a trattativa privata con deliberazione 2/C.A. del 4.2.1987 del consiglio d'amministrazione dell'E.S.A. Ditte sub-appaltatrici risultavano l'impresa RODIO spa di Milano, per i lavori specialistici di consolidamento e l'impresa CATANESE spa di Caccamo, per lavori di movimento terra. Di quest'ultima è titolare, insieme con il figlio, CATANESE Salvatore fu Vincenzo e fu Alongi Domenica, nato a Caccamo il 15.06.1936, ivi residente in via del Carmine 44, coniugato, indiziato di appartenenza alla mafia. Infatti il 17.03.1983, con decreto nr.821 R.G.I. dell'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, veniva indiziato per associazione per delinquere di tipo mafioso e semplice a seguito delle rivelazioni del pentito Antonino Calderone. La particolare circostanza della presenza dell'impresa Catanese nei lavori della diga e la volontà del Li Pera di confrontare le idee proprio con l'ing. Barro che, invece, avrebbe dovuto essere estraneo a certe logiche siciliane, è esplicativa di quella realtà.
La conferma veniva, puntuale, il 28.06.1990, alle ore 18.06, grazie ad una conversazione tra Li Pera e il geometra Zaccone.
l. senti qua se tu vedi di rintracciare a Rivolo, perché purtroppo io verrò prima perché ci cisono...inminciare a muoversi con IRA GRACI sono stato là oggi ci devo tornare...molto probabilmente martedì...
z. sì...
l. ci dici che quel discorso là a quanto pare è...è...da più fronti era una cosa per gli esterni diciamo, cioè loro...né Astaldi né Rizzani...niente non vogliono esterni praticamente...
z. eh...
l. quindi diglielo...ovviamente gli dici che io conto di...quando vengo l'avviso, parliamo però quando vengo con Deffendi non possiamo parlare capisci...
z. sì...sì...sì...
l. però gli e gli...lo devi dire che lui si deve muovere perché praticamente la cosa...pare che non sia tanto semplice insomma...
z. mm...
l. ce l'hanno con gli esterni insomma a quanto ho capito io....
z. va bene io infatti ieri ci avevo...gli dovevo telefonare per vedere se poi lui...
l. sì...
z. a fine luglio si può rintracciare questa gru...e poi io ieri non l'ho trovato...
l. sì...
z. - incomprensibile - ora vedo se lo posso trovare ...
l. va bene...
z. dico che scende così ne parliamo...
l. okay Totò...
z. va bene...
omissis - (vds.all.nr.195).
Ormai Li Pera Giuseppe si dimostrava padrone della realtà isolana, capace di muoversi a suo piacere e di gestire situazioni patrimoniali ed imprenditoriali di notevoli dimensioni. Egli, col trascorrere del tempo, si evidenziava come l'uomo vincente della Rizzani De Eccher in Sicilia e, in prospettive non del tutto impossibili, in Italia.
La telefonata sotto riportata ne costituisce ulteriore riscontro.
Il 09.07.1990 alle ore 16.05 Li Pera viene contattato dall'impresa SORCE da Favara.
l. pronto?
s. geometra Li Pera, l'impresa Sorce sono...
l. eh...che c'è...?
s. buonasera...non so se si ricorda di me, io sono venuto...sono venuto a trovarla a Caltanissetta...
l. lei è di ....?
s. sì A...di Favara, Agrigento...;
l. eh...eh...per?
s. ...provincia...
l. no...no..no...dico per...
s. eh...mi scusi per l'impresa Sorce...
l. sì, ma dico per che cosa?
s. sono venuto a trovarla...
l. eh...
s. per una provincia si ricorda...
l. - pausa - eh...ma eh...e io le ho detto?...al momento mi sfugge, mi deve scusare....
s. no, lei mi ha detto a disposizione...
l. ma che cosa era la USL?
s. no, no, no, era la provincia....di Agrigento...
l. ho capito...mah...sicuramente...eh...sicuramente non ci sono dubbi perché io ho...eh...la data di spedizione di quel "pacco" quand'era?
s. era...la data di spedizione era..mm...sono arrivati ed era il giorno 19...
l. e quindi?
s. giorno 19...
l. giorno 19...
s. sì...
l. va bene...va bene...comunque sicuramente...
s. la vengo a trovare....
l. no..no..se io le ho detto va bene non c'è problema...
s. lei mi ha detto...
l. 19.7....
s. 19.7....
l. va bene...va bene...
s. lei mi ha detto va bene...io...
l. di quanti chili era quel "pacco"....?
s. cosa?...ah...di quanti chili, 3 e 4 ...
l. 3 e 4....
s. 3 chili e quattro....
l. ok....
s. va bene....
l. sicuramente ho già dato istruzioni perché non...non me lo ricordo per niente, quindi....
s. sì...in effetti siamo venuti un mese fa...un mesetto fa...
l. ho capito....va bene...comunque ricontrollo...
s. sì, sì, sì, mi faccia sta cortesia.....
l. d'accordo...d'accordo...
s. che fa mi faccio vedere?
l. no...farsi rivedere no...no...caso mai...se dà un colpo di telefono fra un paio d'ore....
s. va bene...fra un paio d'ore la richiamo...
l. ok, arrivederci...
(vds.all.nr. 196).
Il 19 luglio presso la Provincia regionale di Agrigento veniva esperita licitazione privata per i lavori di consolidamento e sistemazione idro-geologica zona a valle centro abitato di Santo Stefano Quisquina per un importo a base d'asta di lire 3.409.000.000.
L'appalto veniva aggiudicato alle imprese riunite SORCE Giovanni srl in associazione con le imprese CRISCIENZO Felice e SUTERA Francesco. L'impresa Sorce Giovanni ha sede in Favara via Cola di Rienzo nr.13.
(vds.all.nr. 197).
Effettivamente non potevano esserci problemi se Li Pera aveva detto che non c'erano problemi.
Il 09.07.1990 alle 16.29 Li Pera conversava con tale Enzo della Rizzani De Eccher di Udine, non meglio identificato, circa l'invio dei documenti riguardanti la gara di Monreale per la quale lui doveva incontrare delle persone e "...perché me la devo giocare tutta, infatti debbo vedere delle persone...", tanto"...io domani li vedo....".
Nella stessa circostanza, egli diceva di contrassegnare la gara del 19.7. con "...tra parentesi RR Sorce..."
(vds.all.nr. 198).
Lo stesso giorno alle 18.08, Sorce chiamava Li Pera il quale gli esternava dubbi sulla presenza di un Palilla nell'affare della gara., nome giunto a Roma per altre vie, come interessato alla stessa gara della provincia di Agrigento per cui si era "agitato" il Sorce stesso.
omissis -
l. sì...sì..sì...preciso è un consolidamento..cos'è...?
s. è un consolidamento...
l. è arrivato..io avevo dato la mia disponibilità a suo tempo, infatti Roma l'aveva già registrato come...eh...
s. sì....
l. esatto...eh...come ringraziamento..però...
s. sì...
l. ho saputo proprio cinque minuti fa, dieci minuti fa che è arrivata questa richiesta da parte di...
s. va bene...niente di strano perché c'eravamo anche...
l. eh...mi dovrebbe far sapere qualche cosa se no rischiamo di fare brutta figura tutti e due...
s. in che senso?
l. eh...se c'entra o non c'entra...
s. lui non c'entra...
l. eh...ma allora...
s. ...- pausa - eh...mi scusi per questa cosa?
l. eh...
s. c'entro io...
l. ah...ma allora questo perché va...va in giro...
s. non va in giro, se questo va in giro va in giro per me...
l. allora me lo deve confermare...
s. sì certo...
omissis -
(vds.all.nr. 199).
Analoga situazione si riproponeva con la telefonata delle 18.17 del 19.07.1990. Li Pera parla con Cani.
l. pronto?
c. eccomi....
l. ciao...
c. due cose..c'è una gara di Cammarata...
l. sì...
c. c'è da fare la visione...
l. no...no....le gare di Cammarata c'è..no due..aspetta che te le do...mi sono arrivate ieri sera tardi...allora Cammarata...base d'asta 3.100.000.000...
c. sì...
l. Giuseppe...paesano tuo....
c. sì...
l. poi ce ne è un'altra che ti arriverà se non è già arrivata ...ASCA...Caltanissetta...3/B...
c. di..../
l. Caltanissetta...urbanizzazione zona industriale Sommatino - Riesi...3 e 8 CIARAMELLA...
c. come...?
l. CIARAMELLA...
c. no..ma quella che ti parlo io è un'altra cosa ancora...c'è da fare il sopralluogo...
l. di che cosa?
c. lì a Cammarata...
l. ma se dobbiamo...
c. 3...4..50...sono due le gare di Cammarata...
l. ah....
omissis -
c. seconda cosa a Monreale...solo 20 e non 25...
l. che cosa solo 20?
c. loro...
l. noo...20 e 25....
c. non può essere....
l. perché?
c. a norma di legge....
l. no..va beh...ma quello ufficialmente lo sappiamo...
c. ahh...bono...
l. ma scusami...Enzo ma che...mi dici...
c. no perché....
l. ma questo è logico...lo sappiamo questo...
c. bene...basta...
l. quella è la scrittura privata che ti ho detto io parallelamente al raggruppamento che facciamo dal notaio...
c. tutto capito..
l. eh...
c. tutto capito...
omissis -
(vds.all.nr.200).
La presenza di Angelo Siino si dimostrava, anche questa volta, essenziale al normale svolgimento di tutte le attività dell'organizzazione, come si evinceva dalla conversazione telefonica delle ore 09.40 del 30.06.1990, intercorsa tra Li Pera e Bruccoleri Calogero.
l. pronto?
b. sì buongiorno vorrei parlare con il geometra Li Pera...
l. sono io chi parla?
b. ah...buongiorno io sono Bruccoleri...
l. eh...eh...
b. eh...la mia telefonata...
l. sì ho visto il messaggio alla segreteria...
b. ah...sì...avevo chiamato ieri...
l. sì...
b. perché c'è un amico comune Angelo
l. eh....
b. il quale mi...mi...- incomprensibile - così un attimino di venire a parlare con lei per un problema...
l. sì...va bene...
b. solo che è piuttosto urgente...
l. sì..
b. io anche oggi pomeriggio o stasera...ma lei oggi è in sede a Caltanissetta?
l. eh...
b. insomma l'avevo chiamata anche ieri a casa...solo che non rispondeva nessuno...
l. ero fuori...
b. e in ufficio c'era la segreteria telefonica...
l. sì..
b. e anche non lo so...verso nel pomeriggio...
l. eh...ma lei stamattina non può?
b. se lei mi dice che posso disturbarla...
l. stamattina...stamattina non può avvicinare?
b. eh...no sono a Catania...
l. eh...
b. e quindi rientro verso le quattro le cinque...
l. va bene e allora?
b. mi indichi un orario..che so le cinque le sei...
l. no..no...per quell'ora sono a casa perché mi vedo la partita, quindi....
b. stasera cioè alle nove questo?
l. non ce n'è una..
b. io non vorrei disturbarla per la partita solo perché -incomprensibile -...
l. no, ce n'è una alle cinque...può venire a casa...
b. verso le cinque le sei lei è a casa?
l. sì...sì...
b. allora per quell'ora sarò a Caltanissetta... (vds.all.nr.201).
L'interlocutore del Li Pera si identifica in BRUCCOLERI Calogero, nato a Favara (AG) il 21.02.1954 e residente ad Agrigento, frazione S.Leone viale dei Giardini nr.9,
titolare dell'omonima ditta individuale di costruzioni con sede in Agrigento in via Zunica 79. Egli è inoltre:
amministratore unico e direttore dei lavori dell'impresa S.I.R. dell'arch. Calogero Bruccoleri & C s.n.c., con sede in Agrigento via Zunica 79, unitamente a MANISCALCO Agatino, nato a Licata il 15.4.1940, ivi residente in corso Umberto 90, titolare dell'omonima impresa di costruzioni con sede in Licata via Bengasi nr.32. Il capitale sociale è di lire 10.000.000, di cui 9.000.000 di proprietà del Bruccoleri (vds.all.nr.202);
amministratore unico e direttore dei lavori dell'impresa SI.COS dell'arch. Calogero Bruccoleri & C s.n.c. con sede in Agrigento viale Zunica 79, unitamente a INGRAO Salvatore, nato ad Agrigento il 27.02.1925, ivi residente in via Confalonieri nr.9, titolare dell'omonima impresa di costruzioni con sede nel predetto indirizzo. La società veniva costituita al fine di prendere parte alla licitazione privata per l'appalto dei lavori per la difesa e ripascimento del litorale in località S.Barbara del comune di Marina di Ragusa e per la formazione di aree destinate a fini sociali primo stralcio, che, poi, si aggiudicava (vds.all.nr.203);
socio della S.I.A. di Calogero Bruccoleri e Paolo Bruccoleri s.n.c., unitamente a Bruccoleri Paolo, nato a Favara il 29.07.1917, ivi residente in via Arco Cafisi nr.7, titolare dell'omonima ditta individuale di costruzioni con sede in Agrigento in via Zunica 79. La società veniva costituita per partecipare all'appalto dei lavori per la formazione della scogliera antinsabbiamento sul lato ponente del bacino portuale di Scoglitti (Vittoria), dell'importo di lire 2.747.200.000, gara aggiudicata l'8.2.1990 (vds.all.nr. 204);
amministratore unico e direttore dei lavori della A.I.A. (Associazione imprese agrigentine) dell'arch. Calogero Bruccoleri & C s.n.c., unitamente a Bruccoleri Calogero nato a Favara (AG) il 6.10.1945, residente ad Agrigento in via Picone nr.67, titolare dell'omonima ditta e di costruzioni sita in quella via Panoramica dei Templi nr.19. L'impresa veniva costituita per l'aggiudicazione dell'appalto dei lavori relativi al completamento della urbanizzazione del P.E.E.P. di Fontanelle - Amagione del comune di Agrigento 1^ lotto. Sede della società è la via Zunica nr.79. Il capitale sociale di lire 20.000.000 era sottoscritto per 18.400.000 dall'arch. Calogero Bruccoleri (vds.all.nr.205);
socio della S.B. s.n.c. di Sciara Salvatore & C. con sede in Favara cortile delle Ginestre nr.2, costituita per l'appalto indetto dal comune di Montedoro (AG) per la costruzione della rete fognaria zona nord abitato relativo impianto di sollevamento, vinta il 07.06.1988, unitamente a SCIARA Salvatore nato a Favara il 10.06.1959, titolare dell'omonima ditta con sede in via delle Ginestre nr.2. Il capitale sociale di lire 5.000.000 veniva sottoscritto per 4.000.000 dal Bruccoleri (vds.all.nr.206).
socio della S.C.S. (Società Costruzione e Servizi) S.R.L. con sede in Agrigento via Zunica n.79. La società veniva costituita con MANISCALCO Agatino nato a Licata (AG) il 15/04/1940, ivi residente Corso Umberto n.90, geometra, imprenditore. Il capitale sociale di L.20.000.000 veniva sottoscritto equamente dai due soci. (vds.all.n.207).
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