«Chiediamo giustizia perché è stata spezzata una vita che doveva ancora sbocciare». Le parole di Imma Russo, cugina di Anna Grimaldi, 17enne napoletana investita mortalmente, raccontano il dramma e il grido di aiuto dei familiari della ragazza nata e cresciuta a Secondigliano. La minorenne che avrebbe compiuto la maggiore età il prossimo 30 ottobre, è deceduta venerdì dopo il ricovero nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Cardarelli a seguito del grave trauma cranico causato dall'impatto con un'auto che l'ha travolta mentre attraversava sulle strisce pedonali di corso Secondigliano.
Napoli, Anna Grimaldi investita sulle strisce e morta a 17 anni: il dolore della sua scuola
Nonostante il tentativo di salvarla con un'operazione chirurgica e le cure ad alto impatto del reparto ospedaliero, la 17enne non è riuscita a sopravvivere alle conseguenze dell'urto che le è costata la vita. Anna Grimaldi è l'ennesima vittima di violenza stradale a Napoli che registra dati drammatici e un'allarmante incidenza di investimenti mortali. Dall'inizio del 2026, infatti, anche quest'ultimo dramma, si sono verificati 16 incidenti mortali, tra cui 9 pedoni investiti, due episodi dovuti a cause naturali (il malore del conducente) e il caso di un 26enne caduto dallo scooter probabilmente perché in fuga con altri centauri a bordo dello stesso motociclo dopo un tentativo di rapina.
L’investimento
Anna Grimaldi è stata investita da un’auto mentre stava rincasando dopo aver comprato un pacchetto di sigarette, nella tarda serata di lunedì 7 settembre. La 17enne stava attraversando sulle strisce pedonali in corso Secondigliano, prima di essere travolta da una Hyundai Getz condotta da un 23enne che si è immediatamente fermato per prestarle soccorso. L’investimento è avvenuto sul tratto stradale che confina con la zona di Capodichino e fin dall’inizio, con l’intervento del 118, le condizioni della minorenne sono apparse critiche a causa del violento trauma cranico che ne ha reso necessario il ricovero in prognosi riservata nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Cardarelli. Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia locale di Napoli comandata dal generale Ciro Esposito che ha effettuato rilievi planimetrici e acquisito le immagini della videosorveglianza, contestualmente alle testimonianze raccolte poco dopo l’investimento. L’iniziale deferimento del conducente alle autorità giudiziarie per lesioni si è aggravato, ora, in omicidio stradale e la salma della ragazza è stata posta sotto sequestro per gli accertamenti medico legali che verranno eseguiti nei prossimi giorni.
L’appello
La voce dei familiari di Anna Grimaldi è racchiusa nell’appello della cugina 34enne Imma Russo, praticamente «una sorella maggiore con cui è cresciuta fin da piccola». «Anna era una ragazza dolce e molto sensibile, che amava trascorrere il suo tempo con gli amici e la famiglia, viveva con spensieratezza ed era un raggio di sole per tutti» racconta Imma che ha dedicato ufficialmente un messaggio commovente condiviso da tutti i parenti della 17enne e racchiuso in queste parole: «I tuoi occhi pieni di amore non abbandoneranno mai il nostro cuore». «La mamma di Anna si trova in carcere a Santa Maria Capua Vetere ed io, insieme ad altre zie, siamo i suoi riferimenti e la sua famiglia, per questo chiedo due cose, entrambe importanti» fa sapere Imma che riesce a parlare con un filo di voce e le lacrime agli occhi. «Prima di tutto chiedo giustizia, non vendetta, e proprio per questo faccio un appello affinché la mamma di Anna possa avere un permesso per condividere questo momento con la sua famiglia» conclude Imma che sottolinea il rapporto simbiotico che avevano mamma e figlia. «Anna andava ogni settimana a trovare la mamma e si sentivano sempre - aggiunge la cugina - sarebbe importante per noi starle più vicino possibile ora che ci è stata strappata la nostra bambina».
I messaggi
Tra le centinaia di messaggi per Anna, c’è stata la nota firmata da tutto il personale scolastico e da Olimpia Pasolini dirigente dell’istituto superiore Vittorio Veneto che la ragazza frequentava che, tra le frasi, recita: «Grazie per ogni singolo momento vissuto insieme. Ti vorremo sempre bene e sarai sempre parte della nostra comunità scolastica».
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