Ancona Maurizi sorride e ora chiede di più: “Squadra compatta, ma non sono contento”

2026/08/02

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Una buona prova, quella dell’Ancona contro il Guidonia, formazione di serie C. Ma Agenore Maurizi preferisce guardare in direzione di quello che ancora manca, di quei meccanismi di gioco da perfezionare, in questo mese che la squadra dovrà sfruttare al meglio per prepararsi a Coppa e campionato. "Ho visto un’Ancona che piace a me, aggressiva, con la giusta mentalità e in un test per noi di altissimo livello. Questo per larghi tratti, poi qualcosa non è andato nel modo giusto. Ma abbiamo affrontato una squadra fortissima e lo abbiamo fatto con grande piglio e con abnegazione. Con umiltà, che è la caratteristica umana che più mi piace. I ragazzi hanno interpretato la partita in maniera aggressiva, ma razionale, coraggiosa".

C’è da essere contenti, dunque: "Già, ma io non sono contento, nel senso che le partite durano 90’ e nell’arco di quei 90’ dobbiamo tenere duro, senza disattenzioni – prosegue Maurizi –. Nel secondo tempo non abbiamo concesso un tiro in porta all’avversario, poi, paradossalmente, abbiamo preso due gol, anche se il primo in netto fuorigioco. Da quel momento, dopo il primo gol, abbiamo giocato male e mancavano 20’ alla fine. Il secondo gol è figlio di queste distrazioni. Come il loro primo gol era in netto fuorigioco, il nostro di inizio ripresa, invece, era regolare. Ma non facciamo polemiche. Anche se il nostro giocatore (Messori, ndr) è uscito per un fallo di reazione che in campionato avrebbe meritato un rosso. La squadra m’è piaciuta, e rivedendola m’è piaciuta anche di più".

Una prova che ha messo in mostra anche interessanti individualità: "I cinque esterni, per esempio, Cocola, Posada che non era della partita, Bertoldi, Baldassi e Pecci abbinano forza e qualità eccezionali. Cristian (Pecci, ndr) è un giocatore che incarna il mio spirito e quello di Ancona. Mi sento di fargli i complimenti pubblicamente: un’umiltà e un senso del lavoro eccezionali, mai un problema. Sono quei giocatori ideali che spero di scoprire ancora, in questa rosa".

Tanta intensità per almeno un’ora, nel caldo soffocante di Montepulciano: "Abbiamo continuato a lavorare sul metodo dello scorso anno che ci ha portato ad avere una squadra spesso nella metà campo avversaria. Anche contro il Guidonia i parametri gps del lavoro sono stati quasi identici a quelli della partita dello scorso anno con il Forlì, e questo ci conforta nella metodologia di lavoro. Siamo stati aggressivi, abbiamo rubato molte palle, siamo ripartiti bene, abbiamo avuto un buon palleggio soprattutto nel secondo tempo. Però dobbiamo essere attaccati al risultato".

Maurizi sulla rosa a disposizione: "Da qui all’inizio di Coppa e campionato abbiamo ancora un mese, e nell’eventualità ci fosse qualche atteggiamento sbagliato nella mentalità siamo sempre in tempo per metterci mano. Invito tutti a dare il massimo e con questo faccio riferimento a tante cose che si sentono e che ho visto. Quando sento parlare Nesta, che ha vinto non so quanto e che dice che al Milan, quando perdevi, i magazzinieri non ti rivolgevano la parola, ecco, è la mia mentalità. Vincere e perdere non è la stessa cosa. Noi dobbiamo essere attaccati al risultato e tutti quelli intorno lo devono volere allo stesso modo. Questa è mentalità".

Buona la prima anche per il baby classe 2008 Andrea Scarfò, terzino destro che ha retto bene il campo contro il Guidonia: "Abbiamo preso due gol su nostre distrazioni, ma in queste poche settimane ci stiamo allenando bene e siamo già un gruppo coeso. Ancona per me rappresenta uno step importante, una grande piazza, sono orgoglioso di essere qui e di vestire questa maglia e ogni giorno darò tutto quello che posso dare".

Giuseppe Poli

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