Anche gli animali preparano la guerra: e lo fanno in un modo assurdo

2026/07/20

Categories: technology

La guerra nel mondo animale non comincia quando due gruppi si trovano faccia a faccia. Prima del combattimento, alcune specie osservano il territorio, valutano la forza degli avversari, rafforzano i legami interni e decidono se avanzare, ritirarsi oppure chiamare rinforzi. Sì, alle volte meglio degli esseri umani.

Un’analisi pubblicata su Trends in Ecology & Evolution invita a considerare questa fase preparatoria come una parte essenziale dei conflitti tra gruppi, finora studiati soprattutto durante lo scontro o nelle sue conseguenze.

Come gli animali si preparano al conflitto

Gli scimpanzé offrono uno degli esempi evidenti più incredibili al momento. Nel Parco nazionale di Taï, in Costa d’Avorio, i ricercatori hanno osservato che, avvicinandosi ai confini contesi, gli animali si fermano più spesso sulle alture e rimangono in silenzio, probabilmente per ascoltare i movimenti dei rivali.

Le informazioni raccolte influenzano poi la scelta di avanzare o arretrare. Anche le manguste nane rallentano, controllano le latrine territoriali e aumentano il numero di sentinelle quando percepiscono odori o richiami estranei. La risposta cambia in base alla dimensione, alla familiarità e all’aggressività del gruppo avversario (alle volte però la guerra umana minaccia anche gli animali).

Alcune specie raccolgono informazioni senza partecipare direttamente. I picchi delle querce possono percorrere lunghe distanze per assistere agli scontri altrui, conservando ciò che hanno appreso per giorni o settimane. I ricercatori descrivono questo insieme di pericoli e opportunità come un “paesaggio del conflitto”: un confine, una tana o una zona ricca di cibo possono diventare punti strategici da evitare oppure difendere con maggiore decisione. Babbuini e macachi modificano i percorsi, mentre manguste e surricati rafforzano i segnali odorosi nelle aree più vulnerabili.

Coesione sociale e attacco preventivo

La preparazione riguarda anche la coesione sociale. Prima di una difesa territoriale, gli scimpanzé aumentano il grooming e il gioco; le upupe boschere si puliscono le piume e le manguste intensificano le cure sociali. Questi comportamenti possono ridurre l’ansia e convincere gli individui più riluttanti a partecipare. Nei cercopitechi verdi, le femmine arrivano a premiare o aggredire i maschi, influenzandone il coinvolgimento nei combattimenti successivi.

In altri casi si passa all’attacco preventivo. Gli scimpanzé avanzano in fila e in silenzio, le manguste uccidono i piccoli dei gruppi confinanti e alcune formiche rubano le covate dei nidi vicini. Secondo gli studiosi, questa pressione potrebbe avere contribuito all’evoluzione dell’intelligenza sociale, compresa quella umana.

Intanto è iniziata una nuova guerra nel mondo: l'uomo contro gli elefanti in Africa.

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