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- Anastasia morta a 2 anni e mezzo: l’arresto cardiaco davanti al nonno, poi la corsa disperata al Buzzi
Il cuore della piccola si è fermato all’improvviso durante una flebo all’ospedale di Rho, disposta l’autopsia. Il governatore Fontana: “Sono desolato per la famiglia. Bisogna capire cosa è successo e se ci siano responsabilità”

Inutili i tentativi dei medici di Rho e di Milano per salvare la bimba

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Milano – Il cuore di Anastasia, morta a due anni e mezzo nelle prime ore di mercoledì 9 settembre all’ospedale Buzzi, si è fermato all’improvviso sotto gli occhi del nonno che aveva accanto qualche ora prima, mentre le facevano una flebo al pronto soccorso di Rho dov’era stata portata nel tardo pomeriggio di martedì per un forte mal di pancia.
Un “arresto cardiaco improvviso, un fatto assolutamente eccezionale e il punto è questo: capire per quale ragione c’è stato quell’arresto cardiaco” che si è rivelato fatale per la bambina, rianimata dai medici dell’ospedale dell’hinterland e poi trasferita al pediatrico Buzzi di Milano, dove “è stato fatto il massimo possibile ma evidentemente quell’arresto durato qualche minuto, non sappiamo ancora quanto, ha scatenato quello che poi è stato l’esito drammatico di questa vicenda”, ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso ieri a margine del Consiglio regionale.

L'ospedale pediatrico "Buzzi" di Milano
“Siamo tutti choccati, io sono costernato, non è giusto che una bambina di quell’età perda la vita”, ha aggiunto, e anche il presidente della Regione Attilio Fontana si è detto “desolato. Sono vicino a tutti i parenti della bambina. Bisognerà fare gli accertamenti, capire le ragioni e saranno i medici, i tecnici a dirci cosa è successo e se ci siano o meno delle responsabilità”. Su questo è chiarissimo anche l’assessore Bertolaso, che ha subito dato mandato all’Ats Metropolitana di istituire una commissione per verificare le procedure effettuate nei due ospedali: “Ho letto la prima relazione e sembra siano state adottate tutte le misure previste dai protocolli, fatte tutte le analisi, le visite necessarie”, ma se ci sia stato qualche errore “dovremo valutarlo”.
Anzi “qualcun altro, che non posso essere io, farà tutte le indagini, le verifiche, le valutazioni perché dobbiamo capire. Abbiamo trasmesso immediatamente alla Procura tutte le carte e ci saranno ovviamente anche un altro tipo di indagini e verifiche. Cercheremo in ogni modo e arriveremo a capire cosa è accaduto per evitare che possa ripetersi”.
La pm Rosaria Stagnaro, che coordina insieme all’aggiunto Roberto Piscitello (il capo del dipartimento Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro della Procura di Milano) l’inchiesta aperta dopo l’esposto dei medici del Buzzi con l’ipotesi di omicidio colposo, ha disposto l’autopsia di Anastasia e delegato i carabinieri del Nas per le indagini. I militari del Nucleo anti-sofisticazione effettueranno le prime analisi sulla documentazione clinica, a seguito delle quali i magistrati iscriveranno nel registro degli indagati i medici che si sono occupati di Anastasia. Un atto di garanzia: in questo modo anche i loro consulenti, oltre a quelli della famiglia, potranno partecipare all’autopsia della bimba, che sarà quindi fissata.
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