America’s Cup, Leslie Ryan: «Regate, pronti per il 2027 navette e più maxischermi»

2026/10/06

Categories: world-news

Più schermi, un villaggio che abbraccia tutta la Villa Comunale, shuttle che partono da Bagnoli portando gli spettatori a Mergellina per poi rientrarvi al termine delle regate. E ancora informazioni su vento, velocità, direzione, team. Sono le novità che ci aspettano per la Coppa America 2027 la prossima primavera-estate. A parlare è Leslie Ryan, event director dell’America’s Cup.

Qual è il suo giudizio delle pre-regate?

«Siamo soddisfatti del successo dell’evento. Per noi era molto importante organizzare questa manifestazione qui, imparare il più possibile sul campo di regata e avere il tempo necessario per pianificare il prossimo anno».

Qual è stata la sorpresa più positiva?

«Il numero di persone che sono venute a sostenere l’evento e il modo in cui il luogo ha funzionato. Nel nostro lavoro è un sogno avere le regate così vicine alla gente. Abbiamo imparato molto e ora possiamo pianificare il prossimo anno per fare meglio».

Il villaggio sul Lungomare sarà più grande?

«Non sono sicura che debba essere molto più grande. Forse potrebbe essere più profondo abbracciando tutta la villa comunale completamente riaperta. Saremo in estate e ci sarà molto caldo. Non ci sono molte zone d’ombra. Se riuscissimo a mettere grandi schermi e creare attività anche nel parco, daremmo alle persone la possibilità di spostarsi in aree diverse, evitando il sovraffollamento».

Poi c’è Bagnoli.

«Realizzeremo un fan village anche lì, oltre a quello sul Lungomare. Sarà un luogo dove le persone potranno vedere le barche da vicino e incontrare i team: due opportunità in due zone diverse della città».

Ed è qui che nasce il problema della mobilità.

«È una delle nostre grandi priorità. Dobbiamo trovare una soluzione per collegare i due luoghi».

Lei ha già un’idea?

«Nel mio sogno ci sarebbero dei traghetti navetta tra Mergellina e Bagnoli. Se sono appassionato di America’s Cup, magari voglio andare la mattina da Mergellina a Bagnoli per vedere quello che chiamiamo il dock-out show. Le squadre preparano le barche, i velisti si preparano, le imbarcazioni escono in mare. Poi si potrebbe tornare. Ogni 30 minuti sarebbe la soluzione perfetta. Potremmo poi avere alcune imbarcazioni più grandi dalle quali il pubblico possa guardare le gare. Lo abbiamo fatto a Barcellona: si acquista un biglietto e si esce in mare per assistere alle regate dalla barca. È un altro modo per vivere lo spettacolo».

Cosa l’ha convinta di meno nelle pre-regate?

«Il test è andato molto bene. Ma sul Lungomare servano più informazioni sull’America’s Cup, sui team e sui velisti».

Più maxischermi?

«Forse. Se metti uno schermo in una zona ombreggiata, la gente viene. Servono più schermi e più contenuti per conoscere le barche, la tecnologia, capire perché le barche volano. Possiamo fare di più. Fornire dati su vento, velocità e quanto serve aiutare a capire quello che sta accadendo».

Quanto pubblico vi aspettate nel 2027?

«Chi lo sa! Quattro giorni sono stati molto intensi. Quando hai 60 giorni, le persone tendono ad arrivare all’inizio, quando tutti i team sono in gara, e poi i numeri aumentano avvicinandosi alla finale della Louis Vuitton Cup e alla finale dell’America’s Cup. Quindi ci saranno moltissime persone».

Crescerà il numero degli addetti ai lavori.

«I team che sono qui oggi l’anno prossimo avranno mediamente circa 150 persone ciascuno, tra 100 e 150. Saranno nelle grandi basi di Bagnoli. E porteranno con sé famiglie, sponsor e tifosi. Sicuramente ci sarà moltissima gente».

Le piattaforme sul mare?

«Straordinarie. Realizzate molto rapidamente. Speriamo di poter fare qualcosa di ancora più importante l'anno prossimo».

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Il suo sogno per Napoli 2027?

«Qui arrivano persone molto diverse: c’è il super appassionato di America’s Cup che vuole conoscere ogni dettaglio tecnico, ci sono i turisti che magari non sanno molto di vela, ci sono le famiglie e la comunità napoletana. Dobbiamo offrire uno spettacolo che sia sport e intrattenimento, qualcosa per tutti. Qualunque sia la persona che arriva e indipendentemente da quanto conosca questo sport, deve poter trascorrere una giornata straordinaria all'America's Cup. Questo è il mio sogno».

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