Imola, 27 settembre 2026 – Ancora pochi giorni e, dal primo ottobre, entreranno in servizio gli ambulatori Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali). L’obiettivo dell’azienda sanitaria, come anticipato dal Carlino nei giorni scorsi, è quello di rafforzare la rete della medicina generale. Si tratta, infatti, di presidi con accesso diretto dalle 8 alle 20 e sette giorni su sette. Ambulatori dedicati alla valutazione di problemi di salute non urgenti ma che non possono essere rimandati. Qualche esempio? Febbre non elevata, tosse e infezioni stagionali, disturbi gastrointestinali lievi, certificati di continuazione della malattia o prescrizioni che non possono attendere. Per le emergenze e le situazioni urgenti, invece, restano attivi i servizi ormai noti come il 112/118 ed il Pronto soccorso.

Aft, ecco le regole di accesso
In città gli ambulatori si sostituiscono ai Cau
In città, gli ambulatori Aft sostituiscono il Cau. Nella sede della Casa della Comunità di Imola all’ospedale vecchio, con accesso dal civico 3 di via Caterina Sforza nel padiglione 15 dell’Ex Lolli, entreranno in funzione due ambulatori Aft. Quello di Imola Centro Sud per i quartieri Centro, Cappuccini, Ponticelli, Pedagna e Tre Monti-Zello e quello di Imola Nord-Mordano per Campanella, Marconi, Zona Industriale, Zolino, San Prospero, Sasso Morelli, Sesto Imolese e il comune di Mordano.
Cambia il modello organizzativo
Cambia, quindi, il modello organizzativo: negli spazi, ancora per pochi giorni, occupati dal Cau ci saranno medici a ruolo unico organizzati nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali in grado di garantire la risposta ai bisogni assistenziali di bassa complessità e non differibili. L’avvio del servizio non modifica il rapporto tra pazienti e medico di famiglia che continua a essere il primo riferimento per l’assistenza primaria.
Si amplia la possibilità di ricevere una risposta
Piuttosto, invece, la volontà è quella di ampliare la possibilità di ricevere una risposta quando il proprio curante (o un altro professionista della stessa medicina di gruppo, ndr) non è disponibile. Tre le altre sedi Aft disponibili sul territorio: quella di Castel San Pietro Terme-Dozza al primo piano della Casa della Comunità della città termale, la Aft di Medicina-Castel Guelfo nel corridoio a destra della portineria della Casa della Comunità medicinese e quella della Vallata del Santerno a Borgo Tossignano per la popolazione dei quattro comuni della collina.
Ogni persona potrà rivolgersi all’Aft di appartenenza del proprio medico di medicina generale. Non è possibile, quindi, recarsi in modo indifferente presso una qualsiasi delle sedi Aft del territorio.
L’accesso ambulatoriale è diretto
L’accesso ambulatoriale è diretto, senza alcuna prenotazione, e non prevede punti di accettazione da parte di personale infermieristico o amministrativo. Il medico di turno effettua una valutazione preliminare delle condizioni della persona e, salvo situazioni che esigono una diversa priorità clinica, le visite vengono effettuate in ordine di arrivo. Quando necessario, però, il medico dell’Aft può richiedere il supporto delle équipe infermieristiche presenti nelle sedi per iniezioni, prelievi o altre prestazioni assistenziali. La “trasformazione”, per ricalcare le parole usate dal direttore sanitario di Ausl Paolo Tarlazzi in commissione consiliare qualche giorno fa, darà forma all’altezza dell’ospedale vecchio della città ad una “nuova formula contrattualistica in convenzione con i medici territoriale che verranno chiamati Ruap, ruolo unico dell’assistenza primaria”. E a chi parla del fallimento dell’esperienza Cau, Tarlazzi ha risposto: “Il Cau ha garantito all’utenza un unico medico dal lunedì al venerdì, con raddoppio il sabato, la domenica ed i festivi, mentre la nuova organizzazione vedrà la presenza di due medici dodici ore al giorno tutti i giorni della settimana. Di fatto, un raddoppio dell’offerta garantita dai medici che maggiormente conoscono le necessità e i bisogni del territorio”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessora con delega alla sanità Alba Natali: “Uno sviluppo ulteriore del Cau, non una sostituzione – ha puntualizzato –. Da un lato un’aggregazione di medici e pediatri, dall’altro un modo diverso di garantire la continuità assistenziale. I principi del Cau sono salvaguardati e implementati. Bene la forte integrazione con i medici di famiglia che sono la prima linea sul territorio anche se, lo sostengo da anni, il primo luogo di cura è la casa”.
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