Alluvione in Nepal, l’esperto del Cnr: «Ancora prima del ghiacciaio ha ceduto il substrato roccioso. E si è creata la super valanga»

2026/08/28

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Tutto è avvenuto in una manciata di minuti, non c’è stato il tempo per avvertire chi si trovava nella vallata. «Ora sappiamo che il fenomeno è stato generato da quella che si chiama rock ice avalanche: valanga di roccia e ghiaccio» spiega Daniele Giordan, dirigente di ricerca presso l'Istituto di Geoscienze del Cnr, mentre studia la più recente documentazione su quanto avvenuto al confine tra Nepal e Cina.

Ma questo scenario contraddice l’ipotesi iniziale del Glof (Glacial Lake Outburst Flood) e del distacco di un ghiacciaio? «È leggermente diverso - replica Giordan guardando le immagini satellitari - Non c'è stato solo il cedimento del ghiacciaio, ma c'è stato prima quello del cedimento del substrato roccioso a 5mila metri di altezza». Determinato da cosa? «Queste frane in roccia di dimensioni così rilevanti sono degli eventi geologici che accadono per una concomitanza di molti fattori. Di solito c'è una condizione dell'assetto strutturale predisponente nel substrato. Può anche esserci una circolazione d'acqua che ha favorito il distacco. In sintesi: è la roccia che è collassata e si è portata dietro anche il ghiacciaio. Dati i volumi in gioco, hanno anche degli spessori molto importanti: non sono fenomeni superficiali, che possono essere influenzati da una pioggia breve e intensa».

Il cedimento della roccia e non del ghiacciaio fa ridimensionare il ruolo del cambiamento climatico in apparenza. «Non esattamente - ribatte Giordan - il cambiamento climatico non è il player principale. Ma è vero che l'aumento delle temperature porta a un incremento della circolazione dell'acqua all'interno della massa rocciosa». Cosa è successo dopo il distacco? «C'è stata la prima fase di crollo lungo questa valletta laterale che ha raggiunto il fondovalle. Sono 2.000 metri di dislivello. E in questi 2.000 metri di dislivello si è creato questo mix di roccia e ghiaccio. E all’interno del ghiaccio è possibile che ci fosse già un quantitativo di acqua iniziale piuttosto importante». Riprendiamo il percorso della valanga... «Precipita verso valle, accelerando e disgregandosi. Ovviamente ha una capacità erosiva molto grande, quindi mentre si muove verso valle il suo volume aumenta. L'acqua scorreva nel fiume e, soprattutto nella prima porzione, ha visto aumentare il volume. Poi piano piano la valanga appunto di ghiaccio e roccia, si è trasformata in quella che di solito viene chiamata un debris flow, tradotto in italiano con colata detritica. Tutto in una manciata di minuti, senza il tempo di lanciare l’allarme».

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