Frana disastrosa al confine con il Tibet, che ha fatto esondare il fiume Bhote Koshi. L'evento ha causato «gravi perdite» e numerosi danni
Sale a 157 morti il bilancio della vittime colpite dal grave alluvione nella regione al confine tra Nepal e Tibet. Sono almeno 579 i turisti dispersi, secondo i dati confermati della polizia nepalese. Del totale, 466 sono cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi diversi. 113 dei turisti dispersi sono nepalesi, 54 sono statunitensi e il numero dei cittadini britannici dispersi rimane fermo a 33. A provocare la rovinosa frana che ha fatto esondare il fiume Bhote Koshi potrebbe essere stato un terremoto di magnitudo 4.4. L’evento ha causato «gravi perdite» e numerosi danni ai villaggi. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per soccorrere dispersi e ferite.
Tajani: «Due italiani coinvolti nella frana»
«I due italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti», ha riferito il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa al meeting di Rimini a proposito della frana tra Nepal e Tibet.
«Non era possibile andare avanti o tornare indietro, perché nel frattempo il fiume aveva esondato e aveva riempito di fango tutta la strada», racconta il bresciano Giovanni Fassini oggi in Nepal mentre viaggiava in autobus da Pokhara verso Kathmandu, da dove avrebbe dovuto prendere il volo per rientrare in Italia. «A metà strada ci hanno fermato, la strada era interrotta perché erano al corrente che stava arrivando questa piena, che poi puntualmente dopo pochi minuti è arrivata e ha fatto disastri», aggiunge. «Abbiamo visto anche un ponte, che avremmo dovuto percorrere qualche chilometro dopo, travolto dall’acqua per cui ci siamo trovati isolati. Non si poteva andare da nessuna parte perché nel frattempo il fiume aveva esondato e aveva riempito di fango tutta la strada», prosegue. L’autobus è rimasto fermo per circa dieci ore, mentre i soccorritori e gli addetti cercavano di liberare la strada. Una volta ripristinato il passaggio, il gruppo ha deciso di tornare verso Pokhara da dove domani tenteranno di arrivare a Kathmandu e poi in Italia con dei voli interni e non via terra.
Interi villaggi spazzati via
Diversi media riportano la notizia che alcune zone del nord del Nepal, vicino al confine con il Tibet, sono stati inondati e spazzati via. Alcune infrastrutture, fra cui una diga idroelettrica, sono state gravemente danneggiate. Secondo quanto ricostruisce la Bbc, l’inondazione ha colpito nelle prime ore di mercoledì il distretto di Rasuwa, area a nord della capitale nepalese Kathmandu, che confina con la regione himalayana del Tibet e si trova lungo la principale rotta commerciale del Nepal con la Cina. Il tutto potrebbe esser stato provocato dallo scioglimento della neve che si era accumulata nel fiume Bhote Koshi. Diversi distretti a valle sono in stato di massima allerta. Finora sono state salvate 12 persone, mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso. Le autorità hanno riferito che 13 agenti delle forze di polizia armate risultano dispersi.
August 26, 2026
La Farnesina: ci sono circa 90 italiani tra Nepal e Tibet
Sulla base delle registrazioni su “Dove siamo nel mondo”, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet, di cui due sarebbero bloccati (in buone condizioni) con la guida a monte della frana. A riferirlo è la Farnesina, mentre sono in corso le verifiche per accertarne le condizioni e assicurare, ove necessario, assistenza. Il ministero degli Esteri invita i connazionali a scaricare l’App “Viaggiare Sicuri” o a registrare la propria presenza in zona su “Dove siamo nel mondo”.
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