Allarme siccità, l’agonia del fiume Po: portata a meno di un terzo. “Impossibile la navigazione, lo si attraversa a piedi”

2026/08/11

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Cremona – Il Po tra Cremona e Casalmaggiore in alcuni punti si attraversa a piedi. Le vestigia di quello che è stato il più grande fiume italiano sono lunghi spiaggioni di sabbia rovente e barche abbandonate sul letto là dove fino a qualche settimana fa galleggiavano. La navigazione non esiste più: la tradizionale processione di barche da Cremona a Brancere, in occasione della Festività dell’Assunta, è stata annullata: troppo poca l’acqua nel fiume, rimane la celebrazione nella parte su terra. Ieri il presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, ha chiesto ufficialmente alla Giunta Fontana “lo stato di emergenza di rilievo regionale per la crisi idrica che sta interessando il territorio lombardo”.

Una richiesta che è stata sostenuta e controfirmata anche dai Comuni cremonesi dell’asta del Po, ma anche da quello di Crotta d’Adda situato a ridosso dell’imbocco dell’Adda nel Grande Fiume.

Il livello del Po

Il livello del Po si attesta intorno agli otto metri e mezzo sotto lo zero idrometrico, variabile a seconda dei punti di rilevazione, ma a rendere la situazione drammatica, come sottolinea anche l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto idrografico del fiume Po – coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po nell’ultimo bollettino di venerdì scorso – sono le portate: letteralmente precipitate. A Cremona la portata attuale è di 193 mc/s, mentre la storica di 602 mc/s: tre volte in meno rispetto a quello che dovrebbe essere.

Situazione identica anche in altri punti strategici come Piacenza (attuale 177mc/s storica 497 mc/s) Boretto (attuale 209 mc/s storica 581) Borgoforte (attuale 219 mc/s storica 645).

"Temi che vanno affrontati per tempo”

L’Osservatorio, considerata la situazione, ha concluso che “la severità idrica a scala distrettuale viene confermata “alta”. “Questi temi sono l’ordinarietà, vanno affrontati per tempo e non in fase emergenziale. Il tema è quello dei bacini idroelettrici, il mondo agricolo e non solo. Il fiume Po è ridotto a qualcosa di imbarazzante. Esiste un tavolo a livello regionale sulla crisi idrica, ma ripeto si deve iniziare a ragionare non solo in termini emergenziali” sottolinea il presidente della provincia di Cremona, Roberto Mariani.

La navigazione interna è ridottissima e chi si avventura sul Po lo fa a suo rischio e pericolo: la scorsa settimana la motonave Luccio, che stava raggiungendo Mantova con alcuni passeggeri a bordo, è rimasta incagliata nelle sabbie. Sono state necessarie ore di lavoro per riuscire a disincagliare l’imbarcazione che ha un pescaggio di soli 30 o 40 cm. L’Aipo, mercoledì scorso, ha rinnovato l’invito alla massima cautela per quanto riguarda la navigazione: “A causa del perdurare della crisi idrica nel bacino del fiume Po e del conseguente abbassamento dei fondali, la navigazione risulta fortemente critica lungo diversi tratti dell’alveo fluviale, pertanto, si conferma la validità del provvedimento di cauta navigazione”.

Coinvolti gli aspetti economici

In queste settimane l’emergenza idrica tocca con tutta la sua drammaticità anche gli aspetti economici: colpita agricoltura, ma anche tutta una serie di interventi di piantumazione eseguiti grazie ai fondi Pnrr, o ancora le zone turistiche lungo l’asta del fiume.

“Andiamo avanti con soluzioni emergenziali a Isola Pescaroli – spiega Gianpietro Lazzari, direttore del Consorzio di Bonifica Navarolo, che con i suoi canali porta acqua ai circa 14mila ettari di terreni agricoli tra le province di Cremona e Mantova – è altresì vero che i primi raccolti sono terminati. L’evoluzione del Po è sotto controllo, ma la mancanza di precipitazioni, potrebbe portare a un peggioramento. Lo scenario è ravvicinato al 2022”. A Isola Pescaroli, per far funzionare la centrale che porta acqua dal Po ai canali irrigui del Consorzio, da fine giugno sono attivi dei trattori con potenti turbine.

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