Milano, 14 luglio 2026 – L’Unione europea fa un nuovo passo avanti verso l’allargamento. Martedì Montenegro e Albania si avvicinano sempre di più all’adesione, mentre Ucraina e Moldova hanno aperto i capitoli negoziali su politica estera e sicurezza. Nella giornata di martedì si sono tenute a Bruxelles conferenze intergovernative per aprire o chiudere formalmente i canali negoziali dei quattro principali Paesi candidati all’adesione, in una delle più grandi operazioni di allargamento del blocco degli ultimi 20 anni. Nel 2004 dieci Paesi avevano aderito all’Unione europea, mentre l'ultimo paese ad essere accolto all’interno dell’UE è stato la Croazia nel 2013.
Nove paesi sono ufficialmente candidati all'adesione all'UE: Albania, Bosnia, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Georgia, Moldavia, Ucraina e Turchia. I negoziati di adesione per Georgia e Turchia sono sospesi a causa di preoccupazioni relative agli standard democratici.
Anche il Kosovo ha presentato domanda di adesione, ma non gli è stato concesso lo status di candidato.
"Non assistevamo a una situazione simile da oltre vent'anni. L'ultima volta è stata nel 2002. Questo è un Super Tuesday per l'allargamento dell'UE e l'Ucraina ne fa parte", ha affermato la commissaria per l’Allargamento, Marta Kos, parlando ai giornalisti.
Uno dei fattori che ha accelerato un processo rimasto sullo sfondo per decenni è stata l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, che ha spinto i Paesi membri a rivalutare l’allargamento nonostante i pochi passi avanti sul fronte delle riforme. Nel 2019, il presidente francese Emmanuel Macron aveva insistito sul fatto che avrebbe bloccato qualsiasi tentativo di allargamento finché l'UE stessa non avesse intrapreso profonde riforme. L'UE ha cercato di incoraggiare le riforme nei paesi candidati, temendo la crescente influenza di Russia e Cina .
Il percorso di Ucraina e Moldova
Ucraina e Moldova hanno fatto domanda di adesione tra febbraio e marzo 2022 ottenendo entrambi lo status di Paese candidato nel giugno dello stesso anno. A soli quattro anni di distanza i due Paesi hanno aperto martedì 14 luglio un nuovo capitolo del loro percorso verso l’adesione all’Unione europea, avviando i negoziati sui dossier relativi alla politica estera, alla sicurezza e alla difesa.
Un percorso record che ha fortemente diviso in questi anni i Paesi membri dell’UE. Parlando sempre ai giornalisti, la commissaria Kos, ha definito l’appuntamento un “Super Martedì” dell’allargamento, con quattro Paesi riuniti a Bruxelles per avanzare nei rispettivi negoziati di adesione. “Sono passati solo 14 giorni dall'inizio della sua presidenza e stiamo già compiendo il primo passo significativo verso l'allargamento, con ben quattro conferenze di adesione in un solo giorno”, ha affermato, rivolgendosi a Thomas Byrne, ministro irlandese per gli Affari europei che presiede i negoziati.
Il cammino europeo dell’Ucraina era rimasto a lungo ostacolato dall’Ungheria. Il precedente governo guidato da Viktor Orbán aveva infatti bloccato l’apertura formale dei negoziati in alcune aree politiche. Con l’arrivo al governo di Péter Magyar, Budapest ha adottato una linea meno rigida nei confronti di Kyiv, permettendo nuovi progressi sia per l’Ucraina sia per la vicina Moldova.
Finora, il processo di adesione di Chișinău è rimasto strettamente legato a quello ucraino, nonostante la candidatura della Moldova abbia incontrato una resistenza politica molto più limitata rispetto a quella di Kyiv.
“È un momento di realtà per mostrare alla gente che il processo di allargamento è reale”, ha dichiarato Byrne nel corso della giornata.
Il cluster 6, aperto con Ucraina e Moldova, comprende le relazioni esterne, la politica estera e di sicurezza comune, la politica di sicurezza e difesa, il commercio, la cooperazione allo sviluppo e gli aiuti umanitari.
Kos ha sottolineato che l’esperienza accumulata dall’Ucraina sul piano militare rappresenta un elemento di forza nel suo percorso di adesione.
"L'architettura di sicurezza futura del nostro continente è inimmaginabile senza l'Ucraina", ha affermato Kos. "Gli ucraini hanno trasformato il loro Paese in una potenza militare con capacità che poche altre nazioni possono eguagliare, soprattutto grazie alla rapida evoluzione delle tecnologie dei droni."
Montenegro e Albania intravedono il traguardo
Parallelamente ai progressi compiuti da Ucraina e Moldova, l’Unione europea ha chiuso provvisoriamente con il Montenegro i capitoli 8, dedicato alla politica di concorrenza, e 29, relativo all’unione doganale. La decisione, formalizzata durante la ventottesima Conferenza di adesione UE-Montenegro, porta a 18 su 33 il numero dei capitoli provvisoriamente chiusi, oltre la metà del totale.
Secondo la commissaria europea all’Allargamento Marta Kos, Podgorica è ormai “nella fase finale della preparazione all’adesione”, mentre anche l’Unione “si sta preparando ad accogliere” il Paese, come dimostra il recente pacchetto finanziario che prefigura l’adattamento del bilancio europeo a un’UE a 28 Stati membri.
Kos ha tuttavia avvertito che “il lavoro più delicato deve ancora venire”, indicando nel rafforzamento delle istituzioni democratiche una delle priorità principali. “È il momento di intensificare le riforme rimanenti e tagliare il traguardo”, ha affermato, invitando le forze politiche montenegrine a trovare un terreno comune per completare l’agenda europea. “Il traguardo è ormai in vista, raggiungiamolo insieme”.
L’Albania si appresta invece a chiudere i primi tre capitoli del suo processo di adesione. Tale decisione fa seguito a quella adottata il 10 luglio dal Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri dell'UE (COREPER), che ha approvato la posizione comune dell'Unione europea sulla chiusura provvisoria dei negoziati relativi al capitolo 25 (Scienza e ricerca), al capitolo 26 (Istruzione e cultura) e al capitolo 30 (Relazioni esterne).
Il controverso premier Edi Rama punta a chiudere tutti i capitoli negoziali tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Tuttavia, il Paese sta attraversando una crescente pressione interna sul governo Rama che potrebbero avere conseguenze sul percorso di adesione all’UE. Le proteste nate contro il progetto di un grande resort turistico nell’area protetta di Narta e Zvërnec si sono trasformate in una contestazione più ampia contro la gestione dei grandi investimenti, la scarsa trasparenza e il progressivo indebolimento dei controlli democratici.
L'Albania ha formalmente avviato i negoziati di adesione con l'Unione europea in occasione della prima conferenza intergovernativa del 19 luglio 2022, a seguito della decisione del Consiglio europeo del marzo 2020 di avviare i negoziati di adesione e della successiva approvazione del quadro negoziale nell'ambito della metodologia di allargamento rivista dell'UE. Da allora, le due parti hanno avviato negoziati su tutti e sei i gruppi tematici del processo di adesione. La nona conferenza intergovernativa di martedì dovrebbe portare alla prima chiusura provvisoria dei capitoli di adesione, con la conclusione provvisoria dei negoziati sui capitoli 25, 26 e 30.
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