

Cosa non torna sulla gestione della piscina di Sestri Levante, in cui ha perso la vita la bambina di 11 anni
La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per la morte di Alice, la bambina di 11 anni rimasta vittima dell’incidente avvenuto nella piscina dei Bagni Segesta di Sestri Levante mercoledì 15 luglio. Il fascicolo al momento è contro ignoti e si concentra innanzitutto sulla sicurezza della struttura. In particolare, i carabinieri avrebbero accertato l’assenza di un cartello che obbligava i minori di 12 anni a usare la piscina accompagnati da un adulto. Il sostituto procuratore Fabrizio Givri ha disposto l’autopsia sul corpo della bambina, dopo di che si svolgerà l’espianto degli organi già concesso dalla famiglia.
L’incidente in piscina
Alice è rimasta intrappolata sott’acqua, dopo che i suoi capelli si sono impigliati nella bocchetta di aspirazione della piscina, venendo risucchiati dal sistema di pompaggio. I genitori non si sarebbero subito accorti di quanto stesse avvenendo alla figlia. In quel momento si stavano preparando per lasciare lo stabilimento. A lanciare l’allarme è stato un altro ragazzino che ha capito che Alice era intrappolata sott’acqua. Il proprietario dello stabilimento si è tuffato per soccorrere la bambina. Ha usato un coltello per tagliarle i capelli e riportala in superficie. Solo dopo sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno cercato di rianimarla per oltre mezz’ora con massaggio cardiaco e un defibrillatore. Successivamente Alice è stata trasportata in elicottero dai vigili del fuoco all’ospedale Gaslini di Genova in condizioni già gravissime. Dopo due giorni di ricovero in terapia intensiva, la bambina è deceduta.
La piscina sotto sequestro
Al momento il fascicolo è aperto contro ignoti, ma le prime iscrizioni nel registro degli indagati potrebbero arrivare nei prossimi giorni, anche sulla base dei risultati dell’autopsia. La piscina, profonda poco più di un metro, è stata posta sotto sequestro. Mentre gli investigatori stanno ora verificando il funzionamento dell’impianto di aspirazione e le misure di sorveglianza.
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Il nodo del cartello di avvertimento mancante
Dai primi accertamenti svolti dalla Guardia Costiera su delega della Procura sarebbe emerso che nello stabilimento mancava il cartello che segnala l’obbligo, previsto dalla normativa regionale, di consentire l’accesso alla piscina ai minori di 12 anni soltanto se accompagnati da un adulto. Al momento nessun dettaglio viene considerato secondario, compresa l’assenza di un bagnino che avrebbe potuto sorvegliare l’uso della piscina e l’obbligo di indossare la cuffia durante il bagno.
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