Ci sono anche l’investitore USA CapitalSpring e un grande family office coinvolti come finanziatori nel nuovo giro di buyout di Alice Pizza spa. Lo si legge in una nota dei legali diffusa ieri (si veda qui il comunicato stampa), a valle del closing dell’acquisizione che era stata annunciata a fine giugno e condotta dal Made in Italy Fund II, gestito da Quadrivio in partnership con Pambianco, e l’investitore europeo specializzato nel foodservice Capdesia, affiancati da co‑investitori, tra i quali Pergolesi, veicolo che fa capo a CVC Capital Partners ed è l’azionista di controllo de La Piadineria (si veda altro articolo di BeBeez).
A vendere la catena di ristoranti pizzeria sono stati il fondo Taste of Italy, parte di Green Arrow Capital Alternative Funds sgr, la ex DeA Capital Alternative Funds sgr, acquisita nel 2025 (si veda altro articolo di BeBeez), che possedeva il 69,55% (attraverso Toi Due srl) e i soci fondatori Luna, Lorenzo e Domenico Giovannini.
Al momento dell’annuncio dell’acquisizione lo scorso giugno era stato comunicato che l’operazione era stata finanziata da un pool di banche, tra cui i BPER Banca, Banca Ifis, Banca Sella e UniCredit, ma non si faceva parole di altre forme di finanziamento. Ieri invece la nota dei legali ha spiegato che nell’ambito dell’operazione, accanto al finanziamento bancario senior, è stato emesso un prestito obbligazionario subordinato, che è stato sottoscritto da CapitalSprings, affiancato dal family office come co-investitore.
Chiomenti ha assistito Quadrivio & Pambianco e Capdesia Group, nella negoziazione e finalizzazione del finanziamento senior e della connessa documentazione finanziaria e del prestito obbligazionario subordinato. Orrick ha assistito Banca Ifis, Banca Sella, BPER Banca e UniCredit, in qualità di mandated lead arranger, bookrunner e original lender, nonché BPER Banca in qualità di facility agent e security agent, nella predisposizione e negoziazione della documentazione finanziaria relativa al finanziamento senior. Mentre Banca Finint ha seguito il prestito obbligazionario subordinato nei ruoli di Paying Agent, Issuing Agent, Security Agent e Rappresentante degli obbligazionisti. Infine, negli aspetti relativi al prestito obbligazionario subordinato Legance ha assistito CapitalSpring, mentre Gianni & Origoni ha assistito il family office in relazione alla sua partecipazione, in qualità di co-investitore.
Sul fronte del finanziamento bancario, ricordiamo che già nell’ottobre 2024 Alice Pizza aveva rifinanziato il debito proprio con BPER, Banca Ifis e Banca Sella per 33-34 milioni di euro, di cui 10 milioni di linea capex, mentre circa 23 milioni erano serviti a rimborsare il precedente finanziamento di Banco BPM, illimity e Intesa Sanpaolo (si veda altro articolo di BeBeez).
Quanto al sottoscrittore del bond, CapitalSpring è un investitore alternativo statunitense attivo sia nel private equity sia nel private debt, con focus su ristorazione, foodservice, franchise e business multi-location. È stata fondato nel 2005 proprio come provider di structured finance per il mondo del franchising e da allora ha ampliato l’attività a senior debt, subordinated/mezzanine capital, preferred equity e private equity. Dichiara investimenti in oltre 70 brand negli Stati Uniti e in altri Paesi. La società ha annunciato il primo closing della raccolta del suo settimo fondo flagship lo scorso novembre con impegni per oltre 505 milioni di dollari, a soli due mesi dal lancio rispetto a un obiettivo finale di un miliardo di dollari (si veda qui il comunicato stampa). Il fondo precedente aveva chiuso la raccolta nel marzo 2022 con impegni per 950 milioni di dollari.
I fondatori di Capdesia hanno legami diretti con CapitalSpring. Chris Unrath, cofondatore e managing director di Capdesia nel 2017, è stato anche cofondatore di CapitalSpring nel 2005 e vi è rimasto sino alla fine del 2017. Anche Niels Lorijn, cofondatore e managing director di Capdesia, è stato chairman di CapitalSpring.
Alice Pizza, Made in Italy Fund II, Capdesia, CVC Capital Partners,
CapitalSpring e Taste of Italy,
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