Algeria, dopo 30 anni torna la pena di morte per pedofili e piromani: cosa dice la legge

2026/09/07

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L'Algeria è pronta a ripristinare la legge sulla pena di morte. Lo ha annunciato ieri il capo dello Stato algerino Abdelmadjid Tebboune durante la riunione del Consiglio dei ministri da lui presieduta. La norma, sospesa dal 1993, verrà applicata a coloro che orchestrano e appiccano intenzionalmente incendi e a coloro che rapiscono e abusano dei minori.

La decisione arriva soprattutto in seguito ai devastanti incendi boschivi che tra il 26 e il 30 agosto hanno deturpato il Paese provocando ingenti danni, decine di feriti e sfollati nonché la morte di oltre 200 persone.

Interi villaggi sono stati rasi al suolo, come El Djemaa Beni Habibi, arroccato sulle alture della Wilaya di Jijel, 300 chilometri a est di Algeri. Sul sito ufficiale del comune, un elenco riporta i nomi di oltre 70 persone decedute negli incendi. L'intensità degli incendi (in parte causata anche dall'ondata di calore che ha investito parte del Nord Africa) e il fumo sono stati ripresi anche dal satellite europeo Copernicus Sentinel-3.

La misura contro i piromani

Negli ultimi giorni, a nord est dell'Algeria sono stati registrati oltre 100 incendi boschivi, per lo più dolosi. Il presidente Tebboune ha affermato che sono attualmente in corso le indagini per accertare l'entità dei danni causati dagli incendi e trovare i responsabili. Il 15 settembre è fissato il termine ultimo per la presentazione di nuovi emendamenti che prevedano l'applicazione della pena di morte per chiunque venga condannato di piromania

Secondo la legge attualmente vigente, infatti, appiccare incendi boschivi è punibile con una pena detentiva di 30 anni e in alcuni casi con l'ergastolo.

La pena di morte per pedofili

La modifica del Codice penale prevede l'applicazione della pena di morte anche per chi rapisce i minori, sottoponendoli ad abusi e mutilazioni. Sebbene, infatti, la pena di morte sia rimasta giuridicamente parte integrante dell'ordinamento giuridico algerino, dal 1993 il Paese mantiene una moratoria di fatto sulle esecuzioni.

Le polemiche

Tuttavia, la scelta del presidente algerino di ripristinare la pena di morte nel Paese suscitato immediata preoccupazione da parte delle organizzazioni internazionali per i diritti umaniRaphaël Chenuil-Hazan, direttore generale dell'organizzazione francese “Insieme contro la pena di morte” (ECPM), ha sottolineato che l'iniziativa si pone in contrasto con il sostegno duraturo dell'Algeria a favore di una moratoria globale presso le Nazioni Unite

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