Dopo Riccardo III, ritrovato nel 2012 sotto un parcheggio di Leicester e identificato grazie alle fonti storiche e all’analisi genetica dei discendenti materni, anche Alfredo il Grande potrebbe condividere un destino sorprendentemente simile. Lo sostiene Graham Phillips, autore e detective storico.
Secondo cui i resti del sovrano anglosassone, re dei Sassoni occidentali dall’871 all’886, sarebbero sepolti sotto un’area di sosta a Winchester, nel luogo dove un tempo sorgeva l’abbazia di Hyde. Phillips racconta di essersi imbattuto, durante alcune ricerche su re Artù all’Università di Cambridge, in un articolo archeologico pubblicato intorno al 1800.
Il documento descriverebbe il ritrovamento di una bara rivestita di piombo durante la costruzione di una prigione, alla fine del Settecento. Secondo il racconto, i detenuti incaricati di preparare il terreno per il giardino del direttore avrebbero scoperto alcune ossa. Il piombo sarebbe stato venduto, mentre i resti e i frammenti della bara sarebbero stati gettati e ricoperti poco distante (sapete che questa tomba millenaria cinese spaventa gli esperti di tutto il mondo?).
La mappa e l’ipotesi del parcheggio
L’autore afferma inoltre che nel testo era presente una mappa con l’indicazione precisa del punto, oggi occupato da un parcheggio. Ha quindi chiesto alle autorità il permesso di esaminare l’area con un georadar, senza però ottenere finora l’autorizzazione. L’Università di Winchester ha ricordato che la ricerca dei resti di Alfredo è complessa e che il progetto storico Hyde900 studia da tempo l’antica abbazia.
I dubbi sul documento storico
Il problema è che il documento citato potrebbe non essere affatto sconosciuto. Hyde900 riporta infatti le testimonianze dell’antiquario Henry Howard, che intorno al 1798 descrisse grandi bare in pietra, alcune rivestite di piombo, rinvenute durante i lavori della prigione. Howard raccontò che le ossa erano state disperse dai detenuti e ipotizzò che i resti di Alfredo fossero ormai coperti dall’edificio carcerario.
I precedenti tentativi di identificazione
Non sarebbe il primo tentativo fallito. Nel 2013 alcuni archeologi analizzarono ossa trovate in una tomba senza nome, ma la datazione le collocò tra il 1100 e il 1500 e rivelò che appartenevano ad almeno sei persone. Alfredo, passato al miglior vita nell’899, era dunque escluso.
Un’ipotesi ancora senza prove
La vicenda mostra quanto archeologia, memoria e fortuna possano intrecciarsi in modi imprevedibili... ma per ora non sono previsti nuovi scavi. Anche Ivarr il Senz'Ossa, il re vichingo che ha ispirato la saga di Viking, ha un mistero che riguarda la sua tomba.
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