A volte basta un abito per attraversare venticinque anni di cultura pop e ritrovarsi, quasi senza preavviso, in un paddock di Formula 1. È quello che è successo a Alexandra Leclerc, che a Madrid ha scelto un look destinato a essere riconosciuto al primo sguardo: il celebre newspaper dress di Dior, lo stesso indossato da Carrie Bradshaw in Sex and the City. Nella terza stagione della serie, infatti, Carrie lo porta durante una delle scene più memorabili della sua storia con Mr. Big. Quello che allora era un "semplice" look da scena è diventato, negli anni, uno dei riferimenti più iconici alla moda dei primi Duemila.
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Sarah Jessica Parker sul set di "Sex and the City"
Il newspaper dress di Dior
Disegnato da John Galliano per la collezione Dior Autunno Inverno 2000 2001, il newspaper dress è una delle creazioni più riconoscibili dell’epoca Galliano alla maison. La silhouette lingerie, morbida e aderente, è ricoperta dalla stampa del fittizio Christian Dior Daily, tra titoli, colonne e fotografie, trasformando il giornale in un motivo decorativo. Un’idea perfettamente in linea con l’estetica di Galliano: prendere elementi della cultura quotidiana e trasformarli in qualcosa di teatrale, ironico e desiderabile. Ma è soprattutto Sex and the City a consegnare l’abito all’immaginario collettivo. Nel 2022, inoltre, un esemplare è stato venduto all’asta da Bonhams per 15.300 euro, a conferma del suo status di pezzo da collezione.
Alexandra Leclerc nel paddock del Gran Premio di F1 a Madrid
Alexandra Leclerc, la nuova Carrie Bradshaw della Formula 1
Arrivata a Madrid per il Gran Premi di F1, Alexandra Leclerc riprende quella filosofia quasi alla lettera, costruendo un look che sembra uscito direttamente dall’armadio di Carrie Bradshaw: il newspaper dress, un paio di occhiali da sole scuri, delle décolletées nere e una borsa Lady Dior. L’abito che negli anni Duemila apparteneva alle strade di Manhattan e all’estetica di Sex and the City entra oggi nel mondo della Formula 1, dove il glamour del paddock diventa sempre più parte dello spettacolo. La WAG della Formula 1, infatti, sceglie di non limitarsi a indossare un pezzo di storia della moda, ma ne riprende anche l’immaginario, giocando con quella femminilità sofisticata e leggermente rétro che aveva reso indimenticabile il look di Carrie. Una rilettura fedele e strategica, capace di far dialogare due universi apparentemente lontani, la New York televisiva dei primi anni Duemila e il nuovo fashion system della Formula 1.
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