Alessandro Giannetti, a Sondrio l’addio al carabiniere morto in un incidente: il rombo delle moto e i messaggi. “Senso del dovere e la profonda umanità”

2026/08/11

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In chiesa alle esequie era presente anche l’agente Marco Faldarini, il coraggioso poliziotto che, per primo, nonostante fosse fuori servizio, si è gettato nel fuoco per soccorrere il 42enne. Purtroppo non è bastato.

Gli amici di Alessandro Giannetti si sono stretti alla moglie Laura e alla figlia Ludovica

Gli amici di Alessandro Giannetti si sono stretti alla moglie Laura e alla figlia Ludovica

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Sondrio – Il rombo delle moto parcheggiate una a fianco all’altra di fronte alla Beata Vergine del Rosario. Un rumore mai così struggente per salutare Alessandro Giannetti, ieri, nel suo ultimo viaggio. Il rombo e gli applausi, culmine di una cerimonia funebre densa di commozione dedicata a salutare un papà, un marito, un figlio, un fratello, un carabiniere, un amico.

Una cerimonia che, ironia del destino, è stata celebrata nella chiesa situata praticamente sotto il tornante teatro giovedì del terribile incidente rivelatosi poi fatale per l’appuntato scelto Giannetti, in servizio al Nucleo radiomobile.  Il 42enne stava proprio recandosi al lavoro quando è andato a sbattere contro un muro in località Campoledro, finendo avvolto dalle fiamme che si sono sprigionate dalla sua moto.

In chiesa alle esequie era presente anche l’agente Marco Faldarini, il coraggioso poliziotto che, per primo, nonostante fosse fuori servizio, si è gettato nel fuoco per soccorrere Alessandro. Purtroppo non è bastato.

«La vita è strana» ha ricordato nell’omelia l’arciprete di Sondrio don Chistian Bricola, che ha avuto parole particolarmente sentite per Ludovica, la figlia di soli 10 anni di Alessandro e Laura che, al termine della cerimonia, ha affidato alle parole di un amico la lettura di alcuni pensieri rivolti a quel papà speciale, a quel marito-roccia al quale tutti, davvero, volevano bene.

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Alessandro Giannetti, 42 anni, era un esperto motociclista con un passato da pilota

Nella chiesa gremita numerose autorità e rappresentati delle forze dell’ordine, tra cui il comandante della Legione carabinieri Lombardia, il generale di divisione Giuseppe De Riggi. Particolarmente commossi i colleghi, a nome dei quali il maggiore Marco Issenmann, comandante della compagnia di Sondrio, ha letto un intenso messaggio di ricordo, sottolineando di Alessandro il senso del dovere e la profonda umanità, il coraggio del militare «energico e risoluto» anche nei delicati servizi di scorta e «quel sorriso contagioso capace di sciogliere la tensione anche nei momenti difficili».

Tutto intorno tanti fiori, spiccavano le dediche degli amici della palestra, quelli del bar, dei luoghi che amava frequentare. Aveva davvero ragione don Christian, rivolgendosi a Ludovica: «Hai visto quante persone vogliono bene al tuo papà?».

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