Puntava a intascare l’eredità dello zio di 74 anni, ma non era disposta ad aspettare. Per ottenere il suo scopo il più in fretta possibile ha studiato un piano diabolico: ha cercato di uccidere il parente sciogliendo degli psicofarmaci nelle bibite che gli offriva ogni giorno, quando lo andava a trovare nella Casa di cura dove è ospite. Era tutto studiato nei dettagli: la nipote si era anche documentata sul web. Ora, però, è finita in carcere per tentato omicidio. È successo a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Disoccupata, già nota alle forze dell’ordine, la donna è stata colta in flagranza dai carabinieri la sera del 21 agosto.
Le indagini
Le indagini erano in corso da una settimana, dopo che il 16 agosto era arrivata ai militari una segnalazione del personale sanitario dell’ospedale Santo Spirito. I medici avevano denunciato la manomissione delle sacche per la terapia endovenosa dell’anziano: all’interno era stata iniettata una sostanza lattescente, incompatibile con i farmaci utilizzati. I carabinieri avevano sequestrato la flebo e dagli accertamenti era emersa una somministrazione clandestina e prolungata al 74enne di ingenti dosi di benzodiazepine, causa di un grave stato di torpore.
Il 20 agosto l’uomo, ospite in una Casa di cura, era stato improvvisamente male dopo avere consumato un succo di frutta offerto dalla nipote che gli faceva visita ogni giorno: sprofondato in uno stato d’incoscienza e di non reattività agli stimoli del personale, era stato portato d’urgenza al pronto soccorso. «Cado in un sonno profondo ogni volta che lei mi offre la bevanda», aveva detto l’uomo ai medici in un momento di lucidità.
Quando la donna si è presentata in reparto è stata fermata: dentro alla borsa aveva una siringa usata e diversi flaconi di farmaci ansiolitici e antidepressivi. Nella sua auto, invece, c’era una seconda siringa usata e una boccetta vuota del succo consumato dallo zio. Dall’analisi di computer e telefono sono emerse ricerche web sugli effetti letali delle benzodiazepine.
L’anziano, una volta dichiarato fuori pericolo, è stato dimesso dall’ospedale ed è tornato nella Casa di riposo. La nipote, invece, è detenuta a Vercelli: il gip ha disposto a suo carico la custodia cautelare in carcere.
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