Marine Le Pen potrebbe diventare la prossima presidente della Repubblica francese. È la previsione di Gianni Alemanno, intervenuto a Orvieto all'apertura del forum dell'Indipendenza italiana organizzato da Futuro Nazionale. L'ex sindaco di Roma ha dedicato il suo intervento alla crescita delle forze sovraniste in Europa, invitando gli esponenti politici che si collocano su posizioni differenti a confrontarsi con un fenomeno che, a suo giudizio, sarebbe sempre più radicato nell'elettorato europeo.
Le parole di Alemanno
«E' altamente probabile che l'anno prossimo Marine Le Pen divenga presidente della Repubblica francese» e, «prima che il conflitto diventi insostenibile, vorrei invitare tutti i politici che non la pensano come noi a cominciare a prendere atto di questo fatto», ha detto Alemanno.
Il sovranismo, ha aggiunto, «non marcia per oscuri colpi di Stato, oscure influenze russe, marcia sulle gambe dei popoli europei». Da qui l'invito a comprendere il consenso raccolto dalle forze sovraniste: «Se uno vuole mantenere un contatto con il popolo europeo - ha sottolineato - deve cercare, sforzarsi di capire quello che il sovranismo europeo sta rappresentando in questo momento».
Il riferimento a Giorgia Meloni
Nel suo intervento ad Orvieto, Alemanno ha poi rivolto l'attenzione alla premier Giorgia Meloni e al rapporto tra il governo e Futuro Nazionale, la formazione alla quale fa riferimento insieme al generale Roberto Vannacci. Secondo l'ex sindaco di Roma, il presidente del Consiglio dovrebbe chiarire quale collocazione intenda assumere nel quadro politico europeo. «Giorgia Meloni deve decidere una buona volta per tutte cosa vuol fare da grande: se vuole fare la conservatrice che si inserisce verso il Partito popolare europeo o stare nel grande movimento del sovranismo che sta montando in tutta Europa». Alemanno ha quindi parlato dell'assenza di un confronto diretto tra Futuro Nazionale e il centrodestra di governo, attribuendone la responsabilità alla maggioranza. «Se oggi non c'è un confronto fra Futuro Nazionale e il centrodestra di governo, è per scelta del centrodestra di governo - ha evidenziato Alemanno -. E' Giorgia Meloni che non alza il telefono e non chiama il generale Vannacci, perché il generale Vannacci ha sempre detto: se c'è una telefonata, parliamo, ci confrontiamo». Un eventuale dialogo, ha però precisato Alemanno, non dovrebbe comportare una rinuncia ai principi sui quali è stata costruita la nuova formazione politica. «Questo confronto, come è stato detto con chiarezza anche ieri da Vannacci, non può mettere in discussione i valori essenziali e gli obiettivi essenziali per cui è nato Futuro Nazionale, perché sennò sarebbe l'ennesima presa in giro per i cittadini italiani».
La chiosa su Afd
«Afd non è gruppo di pazzi neonazisti, come ci raccontano, ma un partito che si pone realisticamente rispetto ai problemi della Germania». E proprio il peso elettorale raggiunto da AfD, ha aggiunto Alemanno, rappresenterebbe un segnale da non sottovalutare: il fatto che «il paese più forte dell'Europa manifesti questa tendenza ci deve dire con chiarezza che questa Unione Europea, così come è concepita, è insostenibile». A chiudere l'intervento è stato il riferimento a Marc Jongen, europarlamentare di AfD atteso al forum di Orvieto. Alemanno ha ricordato che l'esponente politico tedesco parlerà in italiano davanti alla platea: «parlerà in italiano perché ha origini tirolesi».
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