Un agguato in piena regola, pericolosamente simile a una spedizione punitiva in “salsa sudamericana”. Lo scooter che arriva a folle velocità, un machete che salta fuori e poi il panico tra la folla. Era la notte del 25 giugno scorso quando il piazzale davanti allo «Chalet del Sole», nel cuore della movida di Pomigliano d’Arco, si è trasformato nel teatro di una violenza urbana selvaggia. Un'aggressione dai contorni feroci, ricostruita con precisione millimetrica dalla Procura di Nola e cristallizzata dai frame delle telecamere della Circumvesuviana. Immagini da brividi che hanno rivelato l’impiego di un'arma da guerra, un machete con una lama da ben mezzo metro. Ieri mattina la svolta: al termine di un'indagine lampo condotta dai poliziotti del commissariato di Acerra, per due giovanissimi sono scattate le manette.
La sequenza immortalata dagli occhi elettronici è agghiacciante. Sullo scooter viaggiano in tre. Alla guida c’è il diciannovenne Francesco Pio Romano, alias “’o Polacco», figlio di un elemento di spicco della mala vesuviana. Il ragazzo scende dal ciclomotore come una furia, sfila l'enorme lama nascosta tra la sella e il manubrio e si scaglia contro il coetaneo Angelo Piccolo. I colpi partono a ripetizione con una forza devastante, diretti senza esitazione verso punti vitali: testa, collo, spalla. A scongiurare l'ennesimo delitto del sabato sera è solo la reazione disperata degli amici della vittima, che affrontano Romano a mani nude, riuscendo a disarmarlo e a metterlo in fuga. Piccolo si salva dopo una corsa contro il tempo alla clinica Villa dei Fiori, dove si trova ancora oggi ricoverato in condizioni critiche.
Per il gip Teresa Valentino, che ha accolto l'impianto accusatorio dei pm, non ci sono dubbi: si è trattato di un tentato omicidio. Per Romano - costituitosi nel pomeriggio con il suo legale, l'avvocato Fabrizio De Maio, pronto a dare battaglia per riqualificare il reato in semplici lesioni - si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale con l'accusa di tentato omicidio. Ai domiciliari è finito invece il ventunenne di Torre del Greco, Gabriel Vanzanella, anche lui assistito dal penalista De Maio. Per gli inquirenti ha fornito all'esecutore materiale la forza intimidatoria del gruppo. Riflettori puntati adesso attorno al terzo passeggero sullo scooter, non ancora identificato, mentre la città si interroga sull'ennesima notte di sangue e follia.
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