CONSELVE (PADOVA) - È chiuso nella sua cameretta, in silenzio. Non vuole parlare con nessuno e le uniche risposte le ha date ai carabinieri davanti ai quali – ieri pomeriggio – ha firmato la denuncia nei confronti del suo compagno di classe dell’Enaip di Conselve che alle 10.50 di giovedì lo ha aggredito a pugni nel bagno dell’istituto. Un minuto e mezzo di montanti al volto e alla testa, ripresi dai cellulari degli altri ragazzi che, disposti a semicerchio, come in un’arena, inneggiavano alla violenza immotivata. Un’aggressione interrotta solo dall’arrivo della tutor dell’istituto superiore che ha fatto sparpagliare il branco.
Un’aggressione che lui, 15 anni, studente di prima superiore, italiano di seconda generazione, mai una giornata sopra le righe, ha tenuto nascosta ai genitori fino a quando ha potuto. Fin quando, cioè, venerdì mattina la scuola ha convocato i suoi genitori raccontando soltanto di una rissa in bagno e soprattutto fin quando, venerdì pomeriggio, i social hanno iniziato a rimbalzare il minuto e mezzo di violenza a scuola. A quel punto il livido che lui aveva in testa, così come i conati di vomito, hanno assunto un altro significato e il 15enne, accompagnato dalla sorella maggiore al Pronto soccorso, si è visto firmare una diagnosi di trauma cranico con una prognosi di 3 giorni.
IL PRECEDENTE
Ma è la denuncia ai carabinieri contro il suo aggressore e contro chi filmava, denuncia che nelle prossime ore si trasformerà in un’inchiesta della Procura dei Minori di Venezia, dato che il violento ha 14 anni, a far emergere i dettagli del pestaggio. Un motivo non c’era. La vittima era entrata all’Enaip una decina di giorni fa con l’inizio della scuola e mai aveva avuto a che spartire con i suoi attuali compagni di classe. Tantomeno con quello di loro che lo ha preso in disparte in bagno, lo ha chiuso nell’angolo del lavandino e lo ha colpito più volte in testa senza smettere di ridere. Il 14enne aggressore, italiano, è lo stesso che a inizio settimana, all’uscita dalle lezioni, aveva attirato la vittima nel retro di un bar in centro a Conselve e lì, senza una ragione, lo aveva colpito con uno schiaffo. Violenza poi taciuta dal 15enne ai propri genitori.
L’ISOLAMENTO
«Mio fratello è spaventato, non sappiamo perché si siano accaniti contro di lui – ha spiegato ieri la sorella maggiore, all’uscita dalla caserma dei carabinieri davanti ai quali il fatto è stato messo su carta – Ora è di nuovo nella sua stanza dove si è rifugiato da ieri sera (venerdì, ndr) quando il video ha iniziato a circolare e lui si è quasi vergognato ma non ha alcuna colpa, anzi. Lui è un ragazzo semplice, un bravo adolescente – ha continuato la sorella – non ha mai fatto male a nessuno e non si è mai cacciato nei guai, non ha dato nessun problema a mamma e papà e per questo ci chiediamo come mai se la siano presa con lui». Anche quando ieri si è presentata in casa sua l’assessora Stefania Mastellaro, il 15enne ha preferito incontrarla per pochi minuti e poi è tornato nella sua stanza, chiudendo fuori quel mondo che in questa settimana gli ha fatto soltanto male.
IL RACCONTO
Su indicazione della famiglia dello studente, era stata la sorella a volere che la storia emergesse: «Siamo molto preoccupati per quanto accaduto e riteniamo importante che episodi di questo tipo non vengano sottovalutati. Vorremmo che si facesse qualcosa per fermare la violenza tra ragazzi e per garantire agli studenti un ambiente sicuro – aveva detto la ragazza – Il nostro obiettivo non è esporre o danneggiare i ragazzi coinvolti, ma chiedere attenzione su quanto successo e contribuire a far capire che la violenza a scuola non deve essere considerata normale».
L’ISTITUTO
Ieri l’Enaip di Conselve era chiuso come ogni sabato, ma il mandato dirigenziale è quello del silenzio a tutti, nessuno escluso. La scuola si è già confrontata con i genitori dello studente venerdì mattina, un giorno dopo i fatti e quando la storia stava già prendendo campo tra i racconti dei ragazzi del pese. Possibile che nei prossimi giorni i carabinieri chiamino in caserma i responsabili della gestione della scuola per capire cosa sia successo, oltre che sentire i diretti protagonisti, vittima e picchiatore.
LE INDAGINI
Come primo passo intanto verrà acquisito il video nel quale si vede con dovizia di particolari tutta la fase dell’aggressione, i volti (anche sorridenti) di chi picchiava e di chi impediva la fuga del 15enne nato in Italia da genitori nordafricani. Anche questi suoi compagni di scuola, pur non avendo picchiato, potrebbero finire lo stesso al centro dell’indagine, non solo per essere stati presenti nel bagno dell’Enaip, ma anche per aver diffuso il video del pestaggio che ha costretto un loro coetaneo a isolarsi nella sua stanza.
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