Agenzia delle Entrate, stretta sui bonus: verifiche su prima casa under 36, ristrutturazioni e redditi esteri

2026/08/11

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Il Fisco alza il livello dei controlli sulle agevolazioni fiscali. L’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova campagna di verifiche per accertare che chi ha usufruito di bonus e benefici abbia effettivamente rispettato tutti i requisiti previsti dalla legge.

Sotto la lente finiscono in particolare le agevolazioni per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36, le detrazioni legate ai lavori edilizi e la corretta dichiarazione di redditi, conti e patrimoni detenuti all’estero.

Prima casa under 36, verifiche su migliaia di acquisti

Uno dei principali fronti di controllo riguarda il bonus prima casa destinato ai giovani. La misura ha consentito, nel periodo interessato dalla normativa, di beneficiare di importanti agevolazioni fiscali sull'acquisto dell'abitazione, a condizione di rispettare precisi requisiti anagrafici ed economici.

Il numero delle operazioni coinvolte è particolarmente elevato: tra il 2021 e il 2024 sono stati registrati quasi 700 mila contratti riconducibili all'agevolazione. È proprio su questa platea che l'Amministrazione finanziaria sta concentrando parte delle verifiche, con l'obiettivo di individuare eventuali casi nei quali il beneficio è stato utilizzato senza possedere tutti i requisiti richiesti.

Non si tratta quindi di un controllo generalizzato su tutti gli acquirenti, ma di un'attività che punta a verificare la correttezza delle informazioni utilizzate per ottenere il beneficio. L'attenzione può riguardare, tra gli altri aspetti, i requisiti anagrafici, economici e patrimoniali richiesti dalla disciplina.

Bonus edilizi, resta alta l'attenzione del Fisco

Un secondo importante capitolo riguarda le detrazioni per gli interventi sugli immobili. Dopo gli anni caratterizzati dall'espansione dei bonus edilizi, l'Agenzia delle Entrate continua a utilizzare le informazioni disponibili nelle dichiarazioni dei redditi e nelle banche dati per individuare situazioni che meritano ulteriori verifiche.

Il controllo non riguarda soltanto l'esistenza delle spese dichiarate, ma anche la presenza delle condizioni che consentono di ottenere la detrazione. L'Agenzia può infatti verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi necessari per beneficiare delle diverse agevolazioni. Anche nel caso del 730 precompilato, la mancata verifica documentale di determinati oneri non impedisce all'Amministrazione di controllare che il contribuente possieda effettivamente i requisiti richiesti dalla legge.

Per questo motivo, fatture, bonifici, autorizzazioni, documentazione relativa agli interventi e ogni altro documento utile devono essere conservati e coerenti con quanto indicato nella dichiarazione.

Redditi e patrimoni all'estero, scambio di informazioni sempre più efficace

L'altro grande fronte è quello dei contribuenti con interessi economici fuori dall'Italia. Lo scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali rende infatti sempre più difficile non dichiarare attività finanziarie, conti, immobili e altri investimenti detenuti oltreconfine.

Per le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, il quadro RW della dichiarazione dei redditi assolve agli obblighi di monitoraggio fiscale relativi agli investimenti e alle attività finanziarie detenuti all'estero. La disciplina riguarda anche IVIE e IVAFE, rispettivamente per immobili e attività finanziarie estere.

Il rischio, quindi, non riguarda soltanto chi percepisce un reddito all'estero e non lo dichiara. Possono emergere anche omissioni relative alla semplice detenzione di attività o patrimoni che devono essere indicati nella dichiarazione.

Controlli sempre più incrociati

La strategia dell'Amministrazione finanziaria si basa sempre più sull'incrocio delle informazioni disponibili. Dichiarazioni dei redditi, dati catastali, atti notarili, informazioni bancarie e dati provenienti dalle amministrazioni fiscali estere possono essere confrontati per individuare eventuali anomalie.

Quando emergono elementi che non risultano coerenti, il contribuente può essere chiamato a fornire chiarimenti o documentazione. In alcuni casi l'Agenzia può ricorrere agli strumenti di compliance, consentendo al contribuente di correggere spontaneamente eventuali errori o omissioni prima che la situazione sfoci in un accertamento.

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